Le influenze degli eventi negativi

Uno studio greco pubblicato nel 2015 (Vandoros S, Kavetsos G.) si è chiesto se un improvviso annuncio di catastrofe finanziaria possa avere l’effetto di influenzare negativamente chi riceve la notizia, tanto da spingerlo d’impulso al suicidio. Oppure la decisione di togliersi la vita ha bisogno di tempo per maturare? Naturalmente la grave crisi finanziaria in Grecia ha permesso di attenersi ai fatti di cronaca, senza bisogno di simulazioni in laboratorio.

Negli ultimi anni infatti, la Grecia ha dovuto affrontare una recessione molto profonda e una riduzione senza precedenti dei livelli di reddito e di occupazione. Avendo un enorme debito pubblico, la Grecia è stata salvata nel 2010 dall’Unione Europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale. In cambio, la Grecia ha dovuto attuare una serie di misure di austerità che hanno coinvolto ampi tagli a stipendi e pensioni, aumenti delle imposte dirette e indirette, nuove tasse, nuovi prelievi di proprietà, ecc.

L’intera popolazione ha sofferto grandi difficoltà economiche, come ad esempio, l’inaspettata perdita del posto di lavoro, tagli allo stipendio, difficoltà di ottenere prestiti e mutui, il tutto accompagnato dalla riduzione delle prestazioni sociali, come i sussidi di disoccupazione. A livello psicologico la popolazione ha avvertito una perdita di speranza per le prospettive future. Il tasso di disoccupazione si è quasi triplicato (dal 9,5% al ​​27,3%), il reddito delle famiglie è diminuito del 28,4% e il paese ha perso il 26% del suo PIL.

La conseguenza di queste misure è stata un forte incremento complessivo dei suicidi: da 377 a 2010 si è passati a 477 nel 2011 (aumento del 26,5%) e 508 nel 2012 (6,5% di aumento a partire dal 2011 e il 34,8% di aumento rispetto al 2010). Questo aumento non è sorprendente, data l’evidenza dell’impatto delle difficoltà economiche sui suicidi, già riscontrata in diversi studi (Beautrais et al., 1997, Rich et al., 1991, Barr et al., 2012, De Vogli et al., 2012, Bernal et al., 2013 Karanikolos et al., 2013). Si sa che la perdita di reddito e di occupazione influenza lo status sociale degli individui, e potrebbe condurre a disturbi mentali (Kerr, 2008). Inoltre vi sono evidenze che gli abusi domestici diventano molto più frequenti in tali circostanze, tanto da portare alcune persone al suicidio (Gibson Davis et al, 2005, Counts, 1987.). La salute stessa può peggiorare durante le recessioni e anche questo dato è associato con i suicidi (Gerdtham e Johannesson, 2003 Tapia Granados e Diez Roux, 2009).

Il grado di misure di austerità attuate in Grecia, ha attratto l’interesse degli studiosi, soprattutto per quanto riguarda il comportamento suicidario (Antonakakis e Collins, 2014). La comprensione, infatti, dei comportamenti delle persone in questi momenti di difficoltà è fondamentale per gli operatori sanitari e per le agenzie di prevenzione, al fine di informare meglio la popolazione sugli interventi di prevenzione e sui servizi di supporto messi a disposizione.

In studi precedenti si è osservata l’importanza che hanno, nell’immediato, i risultati negativi delle partite di calcio sui comportamenti violenti tra coniugi e sull’infarto del miocardio (Card e Dahl 2011, Kirkup e Merrick 2003, Carroll et al., 2002). Un effetto immediato, anche se di breve durata, è stato riscontrato a seguito degli annunci di austerità in Grecia sul numero degli incidenti stradali: le misure di austerità producono infatti stress, ansia e altri disturbi mentali, che portano a loro volta scarsa attenzione  o comportamenti aggressivi mentre si guida ( Vandoros et al., 2014).

Lo studio greco sui suicidi in seguito alla crisi economica ha analizzato il periodo 01/01 / 2010 – 31/ 10/2011, durante il quale sono state annunciate una serie di misure di austerità. La natura quotidiana dei dati ha permesso di identificare gli effetti immediati degli annunci.

Risultato:

I suicidi attribuiti alla crisi possono essere in realtà il risultato di un processo mentale molto più complesso e di lungo termine. I risultati suggeriscono che un aumento della disoccupazione di 1 punto percentuale porta ad un ulteriore aumento dei suicidi di 1,8 persone al mese, il che è degno di interesse se si considera che la disoccupazione è aumentata di 17,8 punti percentuali nel corso del periodo di studio. Tuttavia, il tasso dei suicidi non aumenta immediatamente nei primi giorni dopo ogni evento negativo.

Questo suggerisce che i suicidi non sono atti compiuti d’impulso: sono piuttosto decisioni che richiedono tempo per maturare. Il lasso di tempo fra annuncio negativo e suicidio implica che i suicidi attribuiti agli eventi negativi subiti sono, in linea di principio, prevenibili e sottolinea l’importanza dei servizi di salute mentale per fare prevenzione.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Vandoros S, Kavetsos G. Now or later? Understanding the etiologic period of suicide. Preventive Medicine Reports. 2015;2:809-811. doi:10.1016/j.pmedr.2015.09.009.

Immagine:
Wikimedia

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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