Il comportamento di evitamento: ricerche

Il comportamento di evitamento: ricerche

Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta

Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.

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Tutti sanno che è importante conoscere quali sono le cose e le situazioni potenzialmente pericolose per noi, per poter godere di una vita lunga e serena… Ad esempio, dopo esserci scottati al sole, impariamo ad applicare la crema solare, prima di esporci nuovamente al sole: è un comportamento intelligente, ma non solo umano.

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Anche i moscerini della frutta infatti possiedono la capacità di imparare dall’errore. Queste piccole mosche possono imparare ad associare un odore particolare ad una leggera scossa elettrica. Una volta che hanno imparato questa associazione (odore-scossa), si tengono bene alla larga da quell’ odore, che non lascia loro presagire nulla di buono.

Gli scienziati dell’Istituto Max Planck di Neurobiologia sono ora riusciti ad individuare tre cellule nervose, che svolgono un ruolo nella formazione di questa associazione complessa. Modificando la temperatura circostante, essi possono attivare determinate cellule e spegnerle, mentre gli insetti si muovono liberamente nello spazio e imparano i comportamenti. (Current Biology, 15. Luglio 2010)

Prevenire, come si sa, è meglio che curare, e le strategie di evitamento spesso ci aiutano a salvarci dalle avversità.  Il comportamento di evitamento è così essenziale che anche il cervello relativamente semplice del moscerino della frutta impara ad essere un eccellente “evitatore”, allo stesso modo di un bambino che si sia scottato le mani con una stufa calda, dalla quale imparerà sicuramente a tenersi alla larga.

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Il Max Planck Research Group “Behavioral Genetics”, guidato da Hiromu Tanimoto, indaga su cosa succede nel cervello del moscerino della frutta quando impara ad evitare qualcosa. Il cervello di questo insetto è a dir poco minuto, ma è composto da circa centomila cellule nervose e quindi è molto più semplice di quanto sia, ad esempio, un cervello umano, che ha circa cento miliardi di cellule nervose. Le cellule responsabili del comportamento di evitamento del moscerino della frutta possono quindi essere identificate molto più facilmente.

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Per di più, con questo insetto-cavia, i ricercatori possono utilizzare la vasta gamma di strumenti genetici già disponibili per il moscerino della frutta, per attivare o disattivare alcune funzioni del cervello dell’animale, con grande precisione.

Hiromu Tanimoto ha spiegato che è la dopamina (neurotrasmettitore) a consentire ai moscerini di imparare ad associare una potenziale fonte di pericolo con un certo odore. Tuttavia, finora, non è ancora chiaro quali delle cellule dopaminergiche siano responsabili di questa manipolazione non invasiva.

Fonte: Eurekalert

… Speriamo che, partendo dal comportamento di evitamento del moscerino della frutta, gli scienziati arrivino anche a capire cosa determina i comportamenti di evitamento e le fobie umane.

Dr. Walter La Gatta

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