Insicurezza: che strana la vita – Consulenza on line

Sono uno di quelli che in parte ce l’ha fatta.La mia storia non é diversa dalle tante che si leggono sul sito e che riguardano ragazzi che nella prima adolescenza (13 anni) hanno cominciato ad avvertire i primi sintomi di insicurezza.Per me non era timidezza, in quanto come molti, spesso ero la persona più “casinara”della compagnia, amavo ridere e far ridere, però in determinate situazioni (specie ascuola quando ero al centro dell’attenzione) arrossivo e ne soffrivo da pazzi.Questo in parte mi ha rovinato la vita: evitavo le situazioni in cui l’attenzione si concentrava su di me, evitavo cene, feste e incontri sociali, e avevo problemi ad interagire con le ragazze.Il rossore era improvviso ed incontrollabile e alcuni a volte gli altri me lo facevano pesare.Il problema é che tutto diventa un circolo vizioso: si ha paura delle ragazze e no nsi riesce ad avere rapporti con loro, e così aumenta l’insicurezza; aumenta l’insicurezza e non si riesce ad avvicinare una ragazza…e ci si ritrova oltre i 20 anni ancora senza esperienza e il tutto peggiora. Anche perché ci si confronta congli altri e si vive con il timore perenne di ricevere la fatidica domanda sulle proprie esperienze.Si cercano le soluzioni più disparate: ci si rifugia in hobby solitari, si prega, e dopo aver tentato di tutto si trova il coraggio di andare da uno specialista…e intanto ci si chiede continuamente come sia possibile avere una personalità duale:da un lato ciò che si vorrebbe essere e che prova ad emergere rivelando tratti dib riosità, socialità, voglia di farsi notare…e dall’altra ciò che si è realmente, e cioè un insicuro che rischia di arrossire da un momento all’altro, che rischia di“entrare nel momento di panico”, in cui per distogliere l’attenzione sul proprio rossore fa di tutto, a volte cose così assurde da rischiare di passare per pazzi, o di offendere qualcuno. Tutto pur di distogliere l’attenzione da quel momento.Ma finalmente, dopo qualche seduta (vista la disponibilità economica di uno studente) che in realtà sono servite a poco, ma che almeno mi hanno fatto capire che si é comunque persone normali, arriva quel momento tanto atteso, agognato: il primo rapporto.Sarebbe bello dire che da quel momento è andato tutto meravigliosamente. No, la vita non é così semplice, e alla fine ci si rende conto di esser stati fortunati ad aver conosciuto una ragazza che nonostante i rapporti disastrosi, abbia atteso fino a quando si è riusciti a sbocciare, sia dal punto di vista sessuale che umano.Da quel momento la vita é stata diversa! Mi immaginavo un cambiamento totale: non è stato così, sarebbe impossibile, ma ho raggiunto uno stato di sicurezza in me stesso sufficiente, il rapporto con le donne è diventato normale e gli arrossamenti, seppur presenti (credo che moriranno con me…) sono diminuiti di molto: ce l’avevo fatta,il circolo vizioso si era rotto!Spero che questa prima parte della mia storia serva da incoraggiamento per tutti quelli che come me, dopo anni di coesistenza con il problema, pensano che nulla possa cambiare.Ma ora un nuovo problema, che fa quasi ridere…Da sempre, nel passaggio da posti freddi a caldi, o durante l’arrossamento del viso,avevo anche le orecchie rosse. Poi il fenomeno si è attenuato in seguito al miglioramento sopra descritto.Ma ora, nonostante mi sento ancora abbastanza sicuro di me, mi accade di avere sempre più spesso le orecchie rosse! E al saperlo alla fine arrossisco anche in generale, come accadeva un tempo!Che cosa assurda. Come la si può spiegare? Ora che pensavo di avercela fatta (oramai da circa 5 anni) questo nuovo problema.Il tutto accade se:passo da un ambiente freddo a uno caldo (come accadeva in passato)a volte se sono molto stanco e anche assonnato sempre, e dico sempre, quando bevo alcolici! Per me che ho sempre bevicchiato é una maledizione, soprattutto durante le cene.Che devo fare? Che mi é successo?Grazie per l’aiuto, spero di avere una seconda svolta epocale grazie a voi!

“Una seconda svolta epocale” è un’attesa davvero eccessiva…
Quello che posso dirti è che la tua lettera è piena di parole di saggezza, che spero anch’io possano dare speranza a tante persone che ci leggono e che soffrono per i problemi che hai avuto anche tu. Il fatto è che il nostro equilibrio psicologico non è un fatto statico, ma dinamico, per cui la nostra vita è sempre alla continua ricerca di un nuovo equilibrio: non esiste uno stato di tranquillità e di armonia che possa durare all’infinito. Infatti, le esperienze ci cambiano, le persone intorno a noi ci stimolano in modo diverso, come i fatti che ci capitano e così via.
Per questo dobbiamo abituarci ad avere sempre degli alti e bassi.
Ogni periodo di ‘crisi’ deve essere interpretato come un periodo di maturazione: abbiamo perso il vecchio equilibrio perché fatti nuovi sono intervenuti e l’ansia che proviamo ha, a suo modo, lo scopo di stimolarci per cercare un equilibrio più stabile. La soluzione allora sta nell’impegnarsi a trovare nuove alternative e nuovi equilibri, cercando di tollerare le frustrazioni che derivano da questi momenti in cui ci si sente inadeguati, evitando di cadere nella depressione, sapendo che la ruota gira e, prima o poi, torneranno i momenti positivi, i successi e il benessere.
Complimenti per il lavoro che hai fatto su te stesso.
p.s. Per quanto riguarda le orecchie, che dire? Ti potrei consigliare di bere un po’ meno. Infatti, bere non è indispensabile… Del resto, se bevi, lo fai forse per sentirti più a tuo agio in compagnia, ma se poi sperimenti questa sensazione, quali giovamenti ne trai?

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Dr. Walter La Gatta

Clinica della Timidezza

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