Mamma disperata – Consulenza online

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Consulenza online Walter La Gatta

TERAPIE ONLINE

ho un figlio di 13 anni estremamente timido. Alla scuola materna ha pianto per 3 lunghi anni, ogni giorno. Alla scuola elementare non parlava con gli insegnanti ma solo con alcuni compagni. La maestra mi ha invitato a portarlo da uno specialista. L’ho portato da un’amica logopedista che mi ha assicurato che il bambino era normale ma solo un po timido. Adesso frequenta la terza media, a scuola è bravo, gli insegnanti dicono che è molto educato, timido ma che “sa il fatto suo” in quanto risponde quando viene interrogato. E’ uno dei piu bravi. MA non ha amici tranne uno che stanco di chiamarlo e sentersi dire sempre ai suoi inviti “no, non posso”, l’ha abbandonato. Non frequenta amici e non vuole uscire con loro da quando ha visto che fumano, bevono ecc. Come se si sentisse piu sicuro a casa, da solo. Non vuole frequentare nessuno sport di squadra ma solo nuoto e pianoforte. Viviamo in una realtà napoletana in cui mi ripeto che forse è meglio se non esce e sta i casa a studiare o a guardare la tv. Mi ripeto che crescerà e che cambierà. Ma sono ormai 13 anni che dico sempre la stessa cosa. Cosa Posso fare?
Grazie

A23/2

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Gentile signora,

Secondo me non c’è nulla di cui disperarsi, semmai c’è da fare qualcosa per  facilitare a suo figlio la ricerca di una compagnia adeguata, con la quale si senta a suo agio. E’ infatti comprensibile che un ragazzo timido e riservato trovi difficoltà ad inserirsi in un gruppo di amici come quelli descritti. Se suo figlio “sa il fatto suo” vedrà che piano piano troverà sicuramente un modo per esprimere al meglio la sua personalità: non cerchi di forzarlo, non si mostri preoccupata. Cerchi piuttosto, insieme al papà del bambino, di aumentare il numero delle frequentazioni familiari: fate inviti, avvicinatevi a famiglie che hanno figli dell’età del vostro. Cercate insomma di dare il buon esempio e di coinvolgerlo in attività culturali e ricreative insieme ad altri: grandi e piccoli (es. vacanze, passeggiate in montagna, spiaggia, teatro, concerti, ecc.).
Le sconsiglio caldamente di rivolgersi ad un terapeuta per suo figlio, perché ne potrebbe rimanere inutilmente traumatizzato, mentre le suggerisco semmai di andare lei da un terapeuta a chiedere consigli (come ha fatto con noi), in modo da sentirsi rassicurata e mostrare dunque al suo ragazzo un atteggiamento più ottimista (il che lo aiuterà moltissimo nella conquista della fiducia in se stesso).

Leggi anche:  E' giusto litigare davanti ai bambini?

Saluti cordiali e auguri.

Dr. Walter La Gatta

Saluto del Centro Italiano di Sessuologia

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Dr. Walter La Gatta

Psico-educazione Sessuale per Adulti

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