La vergogna e il giudizio negativo su se stessi
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La vergogna e il giudizio negativo su se stessi

La vergogna e il giudizio negativo su se stessi

Terapie online Dr. Walter La GattaDr. Walter La Gatta - Tel. 348 3314908
Psicoterapeuta Sessuologo
ANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO
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Ultimo Aggiornamento: Feb 26, 2021 @ 16:54

Cosa è la vergogna?

Si tratta di un’emozione prodotta da un giudizio negativo che si ha sul proprio conto, rispetto a certe norme o modelli di comportamento, ma è anche un segnale che si è subita, o si sta per subire, una umiliazione e dunque si ha una reazione emozionale a questa umiliazione.

Quando sentiamo l’emozione della vergogna?

In genere sentiamo l’emozione della vergogna quando sappiamo di aver violato norme sociali che rispettiamo.

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Cosa accade sul piano fisiologico?

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Dal punto di vista fisiologico la vergogna è collegata al sistema simpatico e si esterna con palpitazioni, sudorazioni, calore al viso, rossore, incertezza nel parlare.

Cosa si prova in un momento di vergogna?

L’atteggiamento di una persona che si vergogna è quello di chi china il capo, guarda in basso, evita lo sguardo degli altri ed ha desiderio di fuggire. La cosa più importante per chi si vergogna è evitare di essere guardato, incontrare gli occhi giudicanti degli altri. Si dice infatti: ‘avrei voluto essere sottoterra’, scomparire dallo sguardo altrui.

Quale è la differenza fra vergogna e sensi di colpa?

La vergogna fa dirigere l’attenzione verso l’interno e fa vedere l’ intero sé in una luce negativa. I sensi di colpa, al contrario, derivano da un’azione concreta negativa di cui ci si assume la responsabilità.

Chi prova maggiormente sentimenti di vergogna?

Le donne hanno maggiori probabilità di sentire la vergogna rispetto agli uomini e gli adolescenti provano vergogna più intensamente degli adulti. Di conseguenza, le donne e gli adolescenti sono più suscettibili agli effetti negativi della vergogna, come la bassa autostima e la depressione.

Walter La Gatta
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Di cosa ci si vergogna maggiormente?

Ci si può vergognare di qualsiasi cosa che permette agli altri o a noi stessi di arrivare ad una valutazione negativa su quanto ci riguarda. E’ possibile vergognarsi di azioni volontarie o involontarie, di caratteristiche fisiche o morali.
Ci si può vergognare di essere grassi, come di avere un padre alcolizzato, un vestito inadeguato, di scivolare per strada… Qualsiasi cosa può essere causa di vergogna. Tutto dipende dal vissuto della persona che sente questa emozione.

Esistono persone che non si sono mai vergognate?

No. Tutti provano questa emozione,  prima o poi, specialmente durante l’infanzia e l’adolescenza.

Quali sono le condizioni necessarie per provare l’emozione della vergogna?

La persona deve essere consapevole di aver trasgredito una norma. Deve anche considerare la norma come rispettabile e vincolante: solo allora la trasgressione può creare veramente il disagio. Non è, inoltre, sempre necessario che chi disapprova l’azione di cui ci si sente responsabili sia effettivamente presente; per sentirsi a disagio basta semplicemente il pensiero della disapprovazione altrui.

Quale è il tratto caratteriale della persona che sente spesso la vergogna?

Le persone che hanno una propensione a provare vergogna spesso hanno una bassa autostima (il che significa, al contrario, che un certo grado di autostima può proteggere da eccessivi sentimenti di vergogna).

La vergogna può portare alla depressione?

Si. Il legame con la depressione è particolarmente forte; per esempio, una meta-analisi su larga scala in cui i ricercatori hanno esaminato 108 studi che hanno coinvolto più di 22.000 soggetti ha mostrato un chiaro legame fra le due cose.

La propensione alla vergogna aumenta o diminuisce con l’età?

Gli adolescenti sembrano più inclini alla vergogna, la quale diminuisce nella mezza età fino all’età di 50 anni circa; dopo questa età le persone tornano a vergognarsi. Gli autori vedono questo modello come una funzione dello sviluppo della personalità. Le identità di adolescenti e giovani adulti non sono completamente formate; inoltre, ci si aspetta che le persone in questa fascia di età si conformino a tutti i tipi di norme che definiscono il loro posto nella società. L’incertezza su come affrontare queste aspettative esterne può mettere i ragazzi nella condizione di provare vergogna più facilmente. Nella mezza età, al contrario, il carattere è più o meno stabilito e le norme hanno un impatto minore. Ma quando si entra nella vecchiaia ci si preoccupa per il declino del corpo e dell’aspetto, e si torna di nuovo a sentirsi facilmente impacciati.

 

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C’è un vantaggio evolutivo nella vergogna?

È stato ipotizzato che gli esseri umani si vergognino perché questo ha conferito una sorta di vantaggio evolutivo ai nostri primi antenati. Ad esempio, la vergogna può potenzialmente promuovere il benessere di un gruppo incoraggiando gli individui ad aderire alle convenzioni sociali e a lavorare per rimanere nelle grazie altrui.

Una delle vergogne maggiori dell’essere umano è quello di essere visto nudo dagli altri : come mai?

Tutto è causato da un condizionamento sociale. Vi sono società in cui è normale essere nudi e dunque non avere indosso i vestiti non comporta nessuna trasgressione con i costumi e le convenzioni vigenti. In altre parole non è la nudità in quanto tale che comporta pudore e vergogna , ma la violazione più significativa della propria privacy, della propria intimità.

C’è anche una componente culturale?

So. Nella Bibbia, la nudità è una fonte di vergogna. Il libro di Genesi 2:25 dice di Adamo ed Eva: “Ed erano entrambi nudi, l’uomo e sua moglie, e non si vergognavano”. La situazione cambiò quando si ribellarono al comandamento di Dio e mangiarono il frutto della conoscenza. Da allora in poi, cominciarono a vergognarsi: Allora si aprirono gli occhi ad entrambi e s’accorsero che erano nudi; unirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture.

Come si superano colpa e vergogna?

Liberarsi dalla colpa è spesso più facile che vincere la vergogna, in parte perché la nostra società offre molti modi per espiare i reati che inducono sensi di colpa, tra cui chiedere scusa, pagare multe e scontare una pena in prigione. Alcuni rituali religiosi, come la confessione, possono ugualmente aiutare ad affrontare la colpa. La vergogna è un’altra cosa: è molto più facile chiedere scusa per una trasgressione che accettare se stessi e i propri comportamenti sbagliati.

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Che legame c’è fra senso di colpa e empatia?

L’empatia, ovvero la  capacità di assumere la prospettiva di qualcun altro, di comportarsi in modo altruistico, di avere relazioni strette e premurose, porta a provare più facilmente il senso di colpa. Come generalmente accade per i bambini piccoli, le persone che non sono in grado di entrare in empatia non possono sentirsi in colpa.

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