Onicofagia, o mangiarsi le unghie

Onicofagia, o mangiarsi le unghie

Dr. Walter La Gatta

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L’onicofagia è l’abitudine di mangiarsi le unghie, un comportamento che coinvolge circa il 30% della popolazione mondiale, con una prevalenza maggiore tra i bambini e gli adolescenti. Sebbene spesso considerato solo un vizio fastidioso, l’onicofagia può essere il segnale di un disagio psicologico o emotivo più profondo.

Cerchiamo di saperne di più.

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Cos’è l’Onicofagia?

Il termine onicofagia deriva dal greco “onych-” (unghia) e “-phagia” (mangiare), ed è la definizione medica per il comportamento di mangiarsi le unghie. Questo comportamento può manifestarsi in vari modi, dal semplice rosicchiamento delle unghie fino al danneggiamento delle dita e delle cuticole.

Anche se l’onicofagia è generalmente vista come un’abitudine involontaria o una semplice mania, a lungo andare può causare gravi danni fisici, come infezioni, deformazioni delle unghie e problemi dentali (danno ai denti o alle gengive).

Quali sono le cause dell’Onicofagia?

L’onicofagia può derivare da una combinazione di fattori psicologici, emotivi e fisiologici. Ecco alcune delle cause più comuni:

Stress e Ansia: una delle cause più comuni di onicofagia è l’ansia. Quando ci si sente sotto pressione o nervosi, il comportamento di mangiarsi le unghie può diventare un modo per gestire la tensione.

Abitudine: l’onicofagia può iniziare come una risposta a situazioni stressanti, ma con il tempo può trasformarsi in una abitudine difficile da interrompere. Questo comportamento diventa quasi automatico, e si verifica senza che la persona se ne renda conto.

Noia o frustrazione: molti si mangiano le unghie in momenti di inattività o durante situazioni in cui si sentono annoiati, come mentre guardano la TV o leggono.

Fattori genetici: esiste una componente ereditaria nell’onicofagia, poiché tende a manifestarsi in più membri di una stessa famiglia. Se uno dei genitori ha l’abitudine di mangiarsi le unghie, anche i figli possono sviluppare lo stesso comportamento.

Disturbi psicologici

L’onicofagia può essere legata anche a disturbi psicologici, come il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) o altre problematiche comportamentali, che si manifestano sotto forma di rituali compulsivi.

Ipnosi. Dr. Walter La Gatta

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Quando inizia questa abitudine?

L’onicofagia di solito non si osserva prima dei 3 o 4 anni.

Quanto è diffusa?

I dati riportano percentuali del 20 – 33% durante l’infanzia e del 45% fra gli adolescenti. Intorno ai 18 anni questa abitudine diminuisce, ma potrebbe rimanere anche in età adulta.

Quali sono le conseguenze dell’onicofagia?

Sebbene il gesto possa sembrare innocuo, mangiarsi le unghie può portare a conseguenze fisiche e psicologiche significative:

Danni fisici alle unghie e alle dita: il rosicchiamento eccessivo può causare deformazioni delle unghie, infezioni cutanee o danni permanenti alla matrice ungueale, che può compromettere la crescita dell’unghia.

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Infezioni: mangiare le unghie espone le mani a batteri e altri microrganismi, aumentando il rischio di infezioni batteriche o fungine. Questo può portare a panaricio (un’infezione dei tessuti molli attorno alle unghie).

Problemi dentali: l’onicofagia può causare danni ai denti e alle gengive. Il mordere le unghie può portare a fratture dentali, problemi di allineamento o usura dei denti.

Carenza di autostima: l’onicofagia, specie in età adulta, può essere percepita come un comportamento imbarazzante e può influenzare negativamente l’immagine di sé. Le persone che si mangiano le unghie possono sentirsi inadeguate o inconsapevoli del loro comportamento, soprattutto in situazioni sociali.

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Come Affrontare l’Onicofagia?

Superare l’onicofagia richiede consapevolezza e pazienza. Ecco alcuni suggerimenti per ridurre o eliminare questa abitudine:

  1. Il primo passo per affrontare l’onicofagia è capire la causa sottostante. Se il comportamento è legato a stress o ansia può essere utile cercare di gestire queste emozioni con tecniche di rilassamento, come la meditazione, il training autogeno o l’esercizio fisico.
  2. Una terapia cognitivo-comportamentale (TCC), può aiutare a cambiare l’abitudine. Ad esempio, un terapeuta potrebbe aiutare a sostituire il gesto di mangiarsi le unghie con altre azioni più sane, come tenere una pallina antistress o giocare con un altro oggetto.
  3. Alcuni trovano utile coprire le unghie con smalto amaro o indossare guanti per impedire l’accesso alle unghie. Ci sono anche cerotti specifici per il trattamento dell’onicofagia, che possono ricordare fisicamente alla persona di non mordere le unghie.
  4. Premiare i piccoli successi può essere un incentivo per smettere. Ad esempio, una persona potrebbe darsi una ricompensa dopo aver passato un’intera giornata senza mangiarsi le unghie.

Quando consultare un professionista?

Se l’onicofagia è grave o legata a un disturbo psicologico (come il DOC), potrebbe essere necessario un intervento professionale, come la psicoterapia o il trattamento con farmaci.

E’ sempre necessario smettere?

Poiché mangiarsi le unghie è un tranquillante naturale, anche se comporta una forma di autolesionismo verso il proprio corpo, bisogna sempre cercare di capire bene quale è il male minore.

Dr. Walter La Gatta

Ipnosi Terapeutica CdT

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