un anno fa ho avuto per la prima volta un attacco di panico, il cuore mi batteva fortissimo,avevo la tachicardia e stavo male,quando è passato ho iniziato a tremare
Ho sempre avuto paura di stare in posti chiusi,soffro di vertigini e quando sono sola ho paura di diventare pazza, Quand’ero piccola avevo sempre paura di morire,
Parlando con mia mamma ho scoperto che anche mio papà soffriva di questo ed è stato dallo psichiatra, Non capisco cosa devo fare

Gentilissima,

Molto spesso ci si lascia spaventare dai propri stessi pensieri e dalle proprie paure. In questo caso si tratta di fobie, in quanto non esistono pericoli reali che mettono a rischio la sua vita e la sua buona salute, ma lei avverte alcune situazioni come se fossero realmente pericolose (e ne soffre di conseguenza). L’unica cosa da fare durante un attacco di panico è lasciarsi andare, rilassarsi: invece di concentrarsi sui battiti del cuore, sul numero e la profondità dei respiri, sulla paura di perdere il dominio del proprio corpo e della propria mente, quello che si deve fare è dire a sé stessi “sono calmo/a e rilassato/a. Adesso chiudo gli occhi, mi lascio andare, e il mio pensiero mi porterà calma, salute e benessere”. Infatti, il livello di eccitazione che si ottiene durante un attacco di panico è dovuto ad una forma di autoipnosi, nel senso che, solo attraverso il potere rievocativo della mente, si è capaci di spaventarsi e di allertare tutte le funzioni fisiologiche predisposte per far fronte ai comportamenti di attacco o di fuga (anche quando non ce ne sarebbe alcun bisogno…) L’attivazione corporea che lei avverte (tachicardia, ecc.) è infatti una funzione fisiologica dell’organismo che si attiva in caso di pericolo, per aiutarci a far fronte a eventi che richiedono molta energia per poterci mettere in salvo (es. da una persona che ci minaccia,  da un luogo per noi pericoloso, ecc.). Il problema dunque non è tanto nella reazione del corpo (che è positiva, nel senso che se accade, significa che tutto funziona alla perfezione…),  ma è nella errata percezione del pericolo, che invece non c’è. La cosa migliore da fare è dunque quella di rendersi anzitutto conto che la paura in questi casi non è oggettiva, ma soggettiva e autoindotta: il corpo va quindi “rassicurato” con pensieri che siano in grado di ristabilire un equilibrio. Non è facile, ma se ci pensa bene, se lei è capace di spaventarsi da sola fino al punto di condizionare in modo negativo le sue reazioni organiche, perché non utilizzare la potenza del suo pensiero in positivo, per tranquillizzarsi? Se non ci riuscisse da sola con questo tipo di atteggiamento che le ho suggerito, dovrebbe cercare aiuto in una psicoterapia breve ad orientamento cognitivo comportamentale (in genere in tre-sei mesi questo problema si risolve).
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine:Beneneum

Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

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