Senso di colpa, vergogna e ansia

colpa, vergogna, ansia

E’ da poco uscito, in lingua inglese, un libro di Peter Breggin  che si chiama: Guilt, Shame, and Anxiety (In Italiano: Senso di colpa, vergogna, ansia. Edizione in inglese presso Prometheus Books, 2014).

Prima di parlare del libro, due parole sull’autore: Peter R. Breggin, è medico ed è stato definito “la coscienza della psichiatria” (The Conscience of Psychiatry) per il suo lungo impegno ed i suoi sforzi per riformare il campo della psichiatria. Il Dr. Breggin è contro l’abuso delle terapie farmacologiche e si batte da anni per la cura dei pazienti psichiatrici con altre forme di terapia. E’ convinto che le cure farmacologiche inducano alla violenza e al suicidio, specialmente in ambiente militare. Ha scritto: Medication Madness: The Role of Psychiatric Drugs in Cases of Violence, Suicide and Crime (2008), Psychiatric Drug Withdrawal: A Guide for Prescribers, Therapists, Patients and Their Families (2013). In italiano è stato pubblicato Elettroshock: i guasti sul cervello, che però è ormai fuori catalogo.

In una recensione pubblicata su Metapsychology,  leggiamo che il messaggio fondamentale di questo libro è la disamina del totale fallimento del settore medico, degli insegnanti, dei genitori, dei politici, dei ricercatori universitari e degli psicologi  per rispondere responsabilmente al disagio emotivo presente nella società americana. Breggin  parla apertamente di una “psichiatria tossica”, un settore medico a suo avviso irresponsabile e distruttivo, di genitori negligenti, di comunità di ricerca discutibili sul piano deontologico, i cui interessi sono pericolosamente intrecciati con quelli della potente industria farmaceutica.

Il “partenariato immorale” tra le aziende farmaceutiche, la medicina organizzata, la psichiatria, e i ricercatori universitari impone il risultato pericoloso di teorie infondate sulla salute psicologica delle persone, con malattie che vengono sbandierate come verità scientifiche, sia a livello popolare sia nelle comunità mediche e accademiche. Tutti in America, dal malinconico al depresso e allo schizofrenico, dai bambini agli anziani, dal personale militare attivo in tutta la popolazione ai veterani, sono trattati quasi esclusivamente con cocktail di psicofarmaci dannosi, invece di ricevere terapie che possano essere realmente di aiuto.

I medici di base e gli psichiatri, racconta Breggin (formatosi presso la Harvard Medical School ed ex consulente presso l’Istituto Nazionale di Salute Mentale americano, con oltre sei decenni di esperienza clinica), generalmente trascorrono pochissimi minuti con i loro pazienti, poi iniziano a scribacchiare prescrizioni mediche a chiunque si senta un po’ nervoso, stanco, stressato o triste. I medici di famiglia e i pediatri inondano i bambini con farmaci quando ciò di cui avrebbero veramente bisogno, secondo  Breggin, è una famiglia ordinata, disciplinata e dove si pratichi il buon senso.

Le aziende farmaceutiche promuovono il mito che gli psicofarmaci siano l’unica opzione di trattamento per i problemi psicologici dell’era moderna. Gli enormi budget di marketing delle aziende farmaceutiche, che producono spot per convincere le persone a cercare attivamente un medico per i disturbi venduti loro dagli schermi televisivi (per fortuna in Italia non siamo – ancora – a questo punto!) è solo la punta dell’iceberg. Le aziende farmaceutiche controllano efficacemente le squadre di medici che scrivono le guide relative alle pratiche mediche, esse sostengono la ricerca universitaria, i centri medici, le società mediche, i convegni, le strutture di ricerca, le riviste mediche, i singoli ricercatori e gli “opinion leaders”.

Esse pagano esperti per approvare i loro prodotti e per mettere i loro nomi su articoli pubblicati in riviste sponsorizzate dalle stesse case farmaceutiche. Le agenzie federali e statali americane pagano molti soldi per ogni bambino diagnosticato con una “disabilità psicologica” (ad esempio la sindrome da deficit di attenzione ddisturbo di iperattività o il “disturbo oppositivo” da poco introdotto nel DSM-5), e quasi l’unico piano di trattamento per questi bambini ruota attorno agli psicofarmaci, che i medici sono pagati per prescrivere e i genitori sono tenuti a somministrare, al fine di ricevere i sussidi per la disabilità. Ciò significa che i bambini provenienti da famiglie a basso reddito sono estremamente vulnerabili a quelli che Breggin definisce “abusi medici”.

Breggin spiega che senso di colpa, vergogna e ansia fanno parte del nostro DNA da centinaia di migliaia di anni, in quanto sono state emozioni utili per l’adattamento umano, capaci di sopprimere la caparbietà umana e la violenza fra i gruppi, che avrebbero debellato la specie umana. I genitori e i leader religiosi possono inavvertitamente (e, a volte, consapevolmente) amplificare l’acquisizione di queste emozioni dolorose nei bambini e negli adolescenti, facendo iniziare così la spirale discendente verso il malessere emotivo e il crollo psicologico.

Il senso di colpa, la vergogna e l’ansia hanno tuttavia i loro segni rivelatori e, se impariamo a riconoscerli, dice Breggin, possiamo scegliere di non farli degenerare, o di permettere che ledano la nostra autostima. Oggi si può tracciare un percorso verso una maggiore responsabilità personale, liberandosi definitivamente da questi dolorose e controproducenti inibizioni che sono l’eredità del nostro passato evolutivo, verso una maggiore libertà emotiva e una vita più razionale, amorevole, e produttiva.

Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Copertina del libro

Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 Ancona

Biografia completa della Dr. Giuliana Proietti: qui

Tweets di @gproietti

Leave a Comment