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Il modo migliore per stargli accanto – Consulenza online

mi chiamo Emanuela, sono una ragazza di 20 anni di Roma. Da ormai due anni ho una storia a distanza con un ragazzo, ma il mio problema non sono tanto i km che ci separano…da un po’ di tempo abbiamo compreso che lui soffre di disturbi ossessivo-compulsivi e ha dei blocchi emotivi molto forti, che spesso gli impediscono di vivere molti aspetti della sua vita serenamente, compreso il rapporto di coppia ovviamente. Spesso si tormenta per cose che ad altri forse sembrerebbero stupide, è in continua ricerca di confereme; quando era più piccolo (tre/quattro anni fa) aveva il timore di poter essere omosessuale o pedofilo, di poter fare del male a qualcuno, di voler lasciare lo sport che tanto ama, e poi tutti quei gesti compulsivi che gli danno l’illusione di placare l’ansia o di avere maggiori conferme e sicurezze.
Da quando ha cominciato a legarsi di più a me, tutta questa serie di insicurezze si è trasformato nella difficoltà emotiva di comprendere se puo amare o meno, se ci tiene o no…e poi dei blocchi sessuali, spesso infatti mi parla di senso di repulsione, di confusione…è come se fosse sempre a metà della strada, non riesce a prendere delle decisioni (ma questo non accade solo con me), è come se avesse paura di rischiare…di lasciarsi andare forse…non so…
A mio avviso, avendo conosciuto i genitori, forse tutto ciò è dovuto in parte anche alla loro eccessiva “efficenza”, sia nel prendere decisioni al suo posto, sia nel loro modo di proteggerlo…se non si impara mai ad essere autonomi, a volte anche attraverso sbagli e delusioni, è difficile poi a 20 anni ritrovarsi sulle spalle la responsabilità di dover decidere per se stessi, perchè forse non ci si è mai dati la possibilità di conoscersi, di capire i propri errori e magari di fare delle piccole conquiste personali da soli.
Io ho capito che il problema reale non sono io, ma è qualcos’altro,non solo perchè spesso è proprio lui a dirlo,ma anche perchè non riuscirei a spiegarmi quei momenti di dolcezza o quelle volte in cui smette di pensare a tutto e finalmente riesce a lasciarsi andare.
E’ un ragazzo stupendo, e io sento di volergli stare accanto, anche se alle volte è doloroso…solo che quando lo vedo felice e spensierato (cosa che non accade spesso), il mio cuore si riempie di gioia e ritrovo tutta la forza.
Abbiamo parlato spesso e a lungo di tutto ciò e ha deciso di andare in un consultorio familiare a parlare con una psicologa dell’età evolutiva, decisione che qualche volta rimanda per paura, perchè a in famiglia non potrebbe dire nulla per timore della reazione dei genitori (soprattutto del padre), e farlo “di nascosto” lo fa sentire in colpa. Gli ho spiegato che quando si sentirà pronto sarà giusto parlarne con i suoi, ma se adesso avverte la necessità di avere un consulto lo deve fare per se stesso.
Vi ho scritto perchè vorrei capire qual’è il modo migliore per stargli accanto, se anche io nel mio piccolo posso aiutarlo a stare bene, ma non per far si che lui abbia delle sicurezze da darmi, ma perchè lo vorrei vedere libero da tutte queste “catene”, da questi “blocchi”…vorrei sentirlo Felice e sicuro di sè…posso fare qualcosa di più concreto oltre a stargli accanto? Non voglio peggiorare ulteriormente la sua situazione.
Grazie davvero di cuore per la vostra disponibilità e per l’aiuto che date alle persone in difficoltà…Spero tanto in una vostra risposta.
Un abbraccio grande.
Emanuela.

Gentilissima Emanuela,

Anzitutto grazie per questa bella lettera. Sapere che lei ha solo 20 anni dimostra che non è vero che tutte le ragazze vogliono fare le veline: per fortuna ci sono anche ragazze intelligenti, riflessive ed altruiste come lei, che hanno obiettivi completamente diversi… A parte questa necessaria premessa, veniamo al punto. Il modo migliore per stargli accanto è quello di non fare nulla di più di quello che già fa. La confidenza fra i partners è necessaria per la salute della coppia, ma quando uno dei due ha dei problemi un po’ più seri è giusto che ne discuta in privato con uno specialista. Non so se la psicologa dell’età evolutiva del Consultorio può essere una soluzione: provi! L’importante è non fermarsi qualora l’impatto non fosse positivo. Gli psicologi infatti non sono tutti uguali, hanno metodi terapeutici molto diversi e spesso occorre cambiarne diversi prima di trovare quello “giusto”. A mio parere inoltre, se il suo ragazzo ha un rapporto abbastanza aperto con i genitori, dovrebbe parlare loro con tranquillità dei problemi psicologici che sente di avere: non è detto che i genitori siano con lui così severi nel giudizio come lui è con sé stesso. (In questi casi inoltre, spesso i ragazzi scoprono che anche i genitori hanno avuto in gioventù gli stessi problemi e che magari anche loro sono andati dallo psicologo…) La vita non è facile per nessuno e la cosa più sbagliata di tutte è il volersi mostrare perfetti in tutto ed in tutte le occasioni: la vita diventa una recita continua e non tutti reggono lo stress. Auguri.

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza


Immagine: Tilemahos Efhtimiadis

Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo. Riceve a Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Roma e fa Terapie online, via Skype.

Email w.lagatta@psicolinea.it
Sito web www.walterlagatta.it
Telefono 348 3314908

Si occupa principalmente di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it

Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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