Uno studio ha messo a confronto i comportamenti di alcuni bambini che frequentavano una scuola in cui si utilizzava il metodo Montessori con altri che frequentavano scuole tradizionali.
Si è visto così che i ragazzi che utilizzavano il metodo della pedagogista italiana avevano delle prestazioni superiori agli altri, sia come abilità sociali che come rendimento scolastico.
Lo studio è apparso lo scorso settembre sulla rivista Science. Il metodo Montessori è caratterizzato da classi con bambini di età diversa, che hanno a disposizione particolari materiali con i quali i ragazzi decidono di svolgere dei lavori in un ambiente collaborativo, stimolati dai loro insegnanti, in assenza di voti e verifiche, con insegnamenti individuali o in piccoli gruppi.
Più di 5.000 scuole negli Stati uniti, incluse 300 scuole pubbliche, usano il metodo Montessori. La scuola studiata in questa ricerca si trova a Milwaukee e serve una minoranza di bambini di area urbana, selezionati attraverso un’estrazione pubblica. Il gruppo di controllo è stato creato con i bambini che avevano perso questa particolare ‘lotteria’ ed erano quindi entrati in altri Istituti scolastici.
Autrici dello studio sono Angeline Lillard, professoressa di psicologia presso la University of Virginia e Nicole Else-Quest, della University of Wisconsin. Sono stati selezionati solo bambini che non erano riusciti ad entrare nel gruppo dei ‘prescelti’ per la Montessori perché era importante che in entrambi i gruppi i genitori avessero voluto indirizzare i propri figli verso il metodo Montessori: infatti questo tipo di genitori sono considerati ‘particolari’, come formazione e come aspettative per i loro figli.
I ragazzi sono stati valutati al termine dei due gradi di istruzione: primaria (3-6 anni) ed elementare (6- 12 anni). Il livello economico delle famiglie era molto simile (da $20,000 a $50,000 l’anno in entrambi i gruppi).
Risultati: i bambini che avevano seguito il metodo Montessori erano più preparati ed in particolare avevano migliori abilità sociali.
Dal punto di vista dell’apprendimento, a 5 anni i bambini delle Montessori sapevano leggere e fare esercizi di matematica molto meglio del gruppo di controllo. Sono state valutate anche le capacità di adattamento, un’abilità che può essere molto importante nella vita: anche in questo, i ‘montessoriani’ presentavano migliori abilità, un più sviluppato senso della giustizia e del dovere.
Anche nei giochi i bambini delle Montessori, sapevano impegnarsi in attività positive con i compagni, anziché in giochi violenti. I dodicenni erano “significativamente più creativi”e molto più padroni della lingua. Risultati simili invece si sono riscontrati nello ‘spelling’, nella punteggiatura e nella grammatica. In matematica e lettura non c’erano differenze significative. Nel comportamento, i dodicenni montessoriani producevano risposte considerate ‘positive’ e ‘assertive’ nell’affrontare situazioni spiacevoli e difficili. Avevano molto sviluppato anche il ‘senso della comunità’ nei confronti della loro scuola.
Le autrici hanno concluso che, se il metodo Montessori viene applicato in modo ortodosso, secondo gli insegnamenti della pedagogista di Chiaravalle, esso supera tutti gli altri tipi di insegnamento, sia dal punto di vista didattico che di socializzazione.
Ora questi ragazzi saranno seguiti in uno studio longitudinale, per vedere come riusciranno nella vita.
Link: http://www.montessori-science.org/.
Contatti: Angeline Lillard University of Virginia
Fonte: Medical News
Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo.
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