Non riesco a vincere la mia battaglia – Consulenza on line

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Consulenza online Walter La Gatta

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Sono un ragazzo di 26 anni, timido, e che non riesce a vincere la sua battaglia.Sono sempre stato timido da piccolo, è vero, mi ricordo di tante situazioni, ma dall’adolescenza in su la cosa si è aggravata. Ho problemi sociali soprattutto con il sesso femminile, (anche se non sono un animale sociale nelle rimanenti situazioni) non riesco infatti neanche a comunicare.Faccio un esempio, mi trovo in una situazione dove mi sento “a mio agio”, magari in mezzo a 2 3 amici di vecchia data; entra una persona estranea di sesso femminile, di cui magari mi colpisce il fatto che sia carina, e improvvisamente smetto di parlare, è come se avessi un blocco al cervello che mi impedisce di formulare pensieri, rimanere tranquillo, mi blocco completamente.Tra l’altro credo di essere anche un ragazzo carino, mi capitano avvolte situazioni palesi di corteggiamento da parte dell altro sesso dove io, nn riesco a corrispondere perchè, ho troppo paura di agire, o meglio mi chiedo quale sia il modo migliore di farlo, invece che concretizzare.E la cosa va sempre peggio, piu passano gli anni e più ho difficolta con l’altro sesso, anche solo nel scambiare due chiacchiere.E sicuramente un problema di mie aspettative, verso me stesso, ma pur capendo molte volte cio che mi succede non riesco a uscirne, scartando a priori persone o situazioni che conosco solo superficialmente ma che mi appaiono impossibili.E’ vero il timido crede che gli altri si aspettino molto da lui, e io lo confermo, ma come fare? Come faccio almeno a migliorare anzichè peggiorare?Ho provato di tutto, anche fare figure di merda, ma il giorno dopo ripenso ripenso e ci rimurgino e mi da un fastidio incredibile.Vorrei poter almeno migliorare le cose.Grazie.

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Gentilissimo,

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Le abilità sociali non sono innate: tanto è vero che se si allevano i piccoli, di qualsiasi specie, in un regime di privazione sociale, i loro comportamenti sono sicuramente maladattivi.

Lei è così come è per qualche ragione, non certo per sua cattiveria o stupidità: forse i suoi genitori non sono stati un buon modello di comportamento sociale, forse l’hanno eccessivamente protetta dai problemi della vita, forse ha subito dei traumi infantili che hanno impedito il raggiungimento di un completo sviluppo dell’identità personale e del carattere… O forse lei non si sforza abbastanza per andare nella direzione del cambiamento, perché rimanere come è le procura qualche beneficio secondario (Le coccole dei genitori? La comprensione degli amici? La possibilità di compiacersi in autocommiserazioni? Ecc.).

Come lei dice, è giusto non esporsi a delle figuracce gratuite, che poi aggravano i problemi già esistenti ed infatti prima di esporsi alle situazioni temute, ci si deve preparare al meglio ed esporsi con molta gradualità. Cosa si intende per “prepararsi”? Significa coltivarsi, informarsi, imparare. Ad esempio, copiando modi di fare, dialoghi, battute, espressioni facciali da persone che hanno successo nei rapporti sociali ed in particolare nei rapporti con l’altro sesso.

Questi modelli di riferimento possono appartenere alla vita reale, ma ci si può ispirare anche a qualche personaggio visto nei film , o letto nei romanzi. Qualcuno potrebbe obiettare che in questo modo non si è più naturali, non si è se stessi. Ma chi, nella vita sociale, può dire di essere veramente se stesso?

E poi, col tempo, ci si può sempre perfezionare, adattando i modelli appresi al proprio temperamento. L’importante è iniziare, decidere di voler cambiare… E poi farlo.

Cordiali saluti e auguri.

Dr. Walter La Gatta

Saluto del Centro Italiano di Sessuologia

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