Il ruolo delle preoccupazioni nello stile di vita

preoccupazioni

Tra i disturbi dell’alimentazione vi è anche il così detto “BED”,  dall’inglese Binge Eating Disorder, detto anche “disturbo dell’alimentazione incontrollata”. Il disturbo riguarda le persone che amano fare delle abbuffate, senza però mostrare i comportamenti compensatori tipici della bulimia: vomito, uso di lassativi e diuretici, digiuni ecc.  Le periodiche abbuffate hanno l’effetto di calmare le proprie ansie, anche se si è consapevoli che ciò potrebbe recare danni alla  salute.

Ne parliamo perché, parafrasando questa sindrome, si può parlare allo stesso modo del Binge Thinking, intendendo il comportamento di chi si “abbuffa di pensieri”. Questo modo di gestire i pensieri può provocare anch’esso danni alla salute: sterilità, perdita dei capelli, depressione, insonnia, acne e pensieri ossessivi su eventi e conversazioni.

Le preoccupazioni riguardano tutti, nessuno ne è immune, specialmente nel genere femminile. Le donne sono epidemicamente preoccupate, come ha spiegato la professoressa della Yale University Susan Nolen-Hoeksema, la quale sostiene che il 73 per cento delle donne adulte di età superiore ai 25 anni trascorre un tempo veramente eccessivo nella ruminazione di eventi preoccupanti o dolorosi.

La cosa curiosa è che le persone si lasciano travolgere da questi pensieri preoccupanti anche quando non ci sarebbe in realtà nulla di cui veramente preoccuparsi. Infatti, chi è predisposto a questo stile del pensiero, se non trova nulla nel presente su cui concentrarsi, cerca automaticamente nel passato qualcosa di negativo su cui rimuginare.

Per attenuare questa sintomatologia, la cosa migliore è imparare a condividere i propri pensieri con il proprio gruppo, perché questo aiuta a stare meglio. Naturalmente è importante che i membri del gruppo preservino la privacy della persona che si è confidata, restando solidali con lei, senza assumere un atteggiamento giudicante.

Un altro suggerimento è quello di imparare a vivere nel presente, cercando di coltivare l’empatia verso gli altri, la comprensione, la compassione, la solidarietà… Ma essendo anche capaci di scrollarsi i problemi di dosso, specialmente quando sono di scarsa entità.

Aneddoticamente, le donne si preoccupano più degli uomini:  i tassi di ansia e depressione registrati nelle donne sono infatti circa il doppio rispetto a quelli degli uomini. Le donne hanno maggiori probabilità di passare il tempo in preoccupazioni ‘improduttive’ o irrazionali,  mentre gli uomini tendono a preoccuparsi pensando alle possibili soluzioni del problema (sono due stili del pensiero entrambi utili e complementari, dal momento che non si possono trovare soluzioni, se prima non si è ben compreso il problema).

Le preoccupazioni delle donne sono inoltre spesso focalizzate sulla salute e il benessere della famiglia. Le donne infatti sono le “nutrici”, quindi questo atteggiamento è comprensibile. Gli uomini, invece, si vedono come le persone che devono portare a casa il pane, obbligati per questo a che le esigenze economiche della famiglia siano soddisfatte.

Fino a otto settimane dopo il concepimento, tutti i cervelli fetali hanno lo stesso aspetto. Poi i testicoli del maschio producono testosterone, che inonda il cervello, modificandolo con caratteristiche maschili. Ad esempio, sappiamo che i due generi sessuali usano diversi lati del cervello per elaborare e memorizzare i ricordi a lungo termine (alcuni scienziati ritengono che questo spieghi perché le emozioni spingano gli uomini verso l’azione, mentre le donne interiorizzino la loro angoscia).

Negli uomini, l’amigdala invia segnali a regioni del cervello come la corteccia visiva e a una zona che coordina le azioni motorie. Nelle donne, i cluster dell’amigdala comunicano con le regioni cerebrali che regolano gli ormoni femminili, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la digestione e la respirazione. Questo porta la psiche femminile ad atteggiamenti maggiormente compassionevoli e comprensivi, ma rende difficile alle donne scrollarsi di dosso le preoccupazioni minori.

È interessante notare che uno studio pubblicato sulla rivista Child Development, che riguarda bambini dai tre ai sei anni e adulti di entrambi i sessi ha scoperto che le donne di tutte le età sono più propense a credere che le passate esperienze negative possano riproporsi in futuro. Gli uomini tendono piuttosto a metterci una pietra sopra, dimenticando con maggiore facilità.

Le preoccupazioni eccessive portano alla depressione, interferiscono con il riposo e impediscono il benessere psicologico. L’insonnia infatti è sempre più diffusa, e ora alcune stime mostrano che circa il 40% degli adulti soffre di disturbi del sonno, che sono ancora più comuni fra le donne.

Anche la salute fisica è influenzata dall’eccessivo stato di preoccupazione, che porta il corpo a rilasciare l’ormone dell’adrenalina, la quale provoca un aumento di colesterolo nel corpo, con conseguente aumento del rischio di malattie cardiache.

In uno studio pubblicato sulla rivista Current Anthropology,  Elizabeth Cashdan, antropologa presso l’Università dello Utah, ha scoperto che le donne in carriera hanno uno stile di vita che causa cambiamenti nel loro equilibrio ormonale. Gli ormoni “maschili” , associati alla capacità di resistenza e alla competitività  aumentano molto, superando gli estrogeni, che sono un fattore chiave per la fertilità.

C’è stato anche un rapido aumento del numero di donne che soffrono di acne adulta, ed anche un aumento della perdita di capelli a causa degli ormoni dello stress. Attraverso una serie di reazioni chimiche nel corpo, l’adrenalina stimola la produzione di colesterolo, che poi può essere convertito in testosterone, e infine in diidrotestosterone (DHT) – che produce la perdita dei capelli (alopecia areata o perdita a ciuffi).

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Make yourself resilient to worry, The Ippocratic Post

Immagine:
Wikimedia

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
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