Buongiorno,
sono Marco, ragazzo di 16 anni, e ho un gravissimo problema. In questo periodo infatti ho una fortissima ansia per la scuola. Non riesco più a vivere, ci sto soffocando dentro.
Sono sempre stato bravo a scuola, ho sempre portato a casa ottimi risultati. Per esempio, ho concluso i primi due anni del liceo scientifico con la media dell’8, anzi, tra 8 e 9. Ho avuto dei piccoli problemi magari durante gli anni, ma niente di grave, tutto risolvibilissimo in una settimana già.
Adesso sono in terzo, e la situazione è molto diversa. L’unica cosa uguale è che, nonostante tutto, io mi impegno, studio molto, come gli altri anni. E infatti ho, nonostante tutti i professori profetizzavano per il terzo sciagure, tutti 7 e 8. Quasi tutti. Infatti ho insufficienze in matematica e fisica. In matematica, molto probabilmente avrò il 5 alla pagella del primo quadrimestre, mentre in fisica posso ancora sperare di recuperare, in quanto deve farmi la seconda interrogazione e ha detto che ci aiuterà.
Il problema non è tanto il 5 in sé. Lo diciamo tutti in classe: il 5 si recupera eccome nel secondo quadrimestre. E se è l’unico 5 che hai, te lo abbuonano, mica ti mettono il debito. Io, come lei potrebbe aver capito, non mi accontento della sufficienza. E neanche della media del 7. Io voglio almeno la media dell’8, perché io so di lavorare tanto, so di meritarlo per tutte le ore che impiego per studiare (non “le butto”, perché in generale lo studio mi interessa), per soddisfare la mia ambizione. Quella stessa ambizione che mi muove per essere bravo anche nei rapporti con gli altri, a fare quello che posso nello sport, insomma, quella che muove la mia vita. E che adesso mi sta uccidendo. Perché sono spaventatissimo dalla scuola. Ho paura che inizi tutto a crollare, un tassello alla volta. Sono già caduto in matematica, materia dove ho le pressioni della prof perché da me si aspetta molto, in quanto “si nota un forte impegno e conoscenza degli argomenti” (il mio problema sono i calcoli). E mi aspetta, domani, un altro compito. Giusto per far capire, nonostante io abbia sempre studiato, abbia ripetuto tutto, sia stato tutto il pomeriggio sui libri, ho il terrore. Il panico di fallire. Ho fatto in questi ultimi 2 giorni degli incubi… non li ricordo bene, ricordo vagamente che c’entrava anche il paranormale (nonostante io sia ateo razionalista convinto), ma sono sicuro che sono connessi alla mia situazione di panico totale a scuola; pianti a dirotto durante lo studio, nervoso che mi impedisce di fare bene gli esercizi più facili. Poi c’è anche fisica che devo recuperare domani… sento che il professore mi odia, ce l’ha con me… non so per cosa, ma so che è così e che mi vorrà distruggere. Poi… ci saranno latino, i prof che porteranno i vari compiti, e sarò col panico, perché per me anche un 6 significa che sto crollando…
A questo punto, una precisazione. Non ho paura dei miei genitori. Con loro, nonostante tutto, ho un buon rapporto. Ho avuto con loro diversi litigi anche forti, per esempio quando mi hanno scoperto a fumare, quando ho iniziato a ritardare molto quest’estate sulle uscite, oppure quando questo capodanno non mi hanno fatto stare a Roma con gli amici, ma questo non significa nulla nel rapporto che ho con loro. Loro ci sono sempre per me, danno molta importanza alla scuola, ma sanno che il terzo è molto difficile e che un calo il primo quadrimestre ci sta tutto, vogliono spronarmi sì, ma non mi hanno mai aggredito.
Quindi… il terrore è puramente mio, di deludere me stesso, di non saper raggiungere i miei obbiettivi, a cui ci tengo troppo… e comunque di deludere le persone che mi sono intorno, perché alla fine per me, persona piuttosto timida, la considerazione degli altri, con i suoi limiti, è molto importante.
Vi sarei davvero grato se poteste aiutarmi… non so più come gestirmi. Sto allo sbando completo…

Caro Marco,

Per prima cosa fai un gran bel respirone, mettiti sulla sedia e ascolta quello che ho da dirti… Quando si ha una grande paura di qualcosa (nel tuo caso di non essere all’altezza delle attese degli altri),  o la tensione ti dà la carica migliorando la prestazione, oppure ti stressa, al punto di non consentirti più neanche le prestazioni abituali. Nel tuo caso dunque, l’eccessiva attenzione che ultimamente hai riservato alle tue paure, ai tuoi pensieri, alle tue preoccupazioni, invece di darti la carica ti ha confuso le idee e ti ha creato stress. In questo caso, c’è una sola cosa da fare: spegnere l’interruttore e concedersi qualche giorno di riposo e di relax mentale, in cui dormire molto e fare delle cose piacevoli e divertenti.
Dopo questo periodo di rilassamento, necessario per recuperare le forze, occorre riorganizzare la propria giornata: un certo tempo per lo studio, un certo tempo per il riposo (almeno 9-10 ore) e un certo tempo per le attività di svago. Una volte dunque ridefinito il tempo di studio, cerca di concentrarti soprattutto sulle materie che ti interessa recuperare: studia senza stancarti, prenditi delle pause. Immaginati, mentre studi, nella situazione più positiva che puoi immaginare (es. il professore che non solo non ce l’ha con te, ma ti sorride e ti dice che sei bravo. Il comportamento reale del prof non lo puoi determinare tu, ma sicuramente i pensieri che hai in testa puoi regolarli tu, e se questo ti fa bene, perché non provarci?). Fai le cose difficili con tanta concentrazione, ma senza stress: questo è il segreto per riuscire. Inoltre, cerca di non porti obiettivi eccessivamente elevati: fai il meglio che puoi e contentati di quello che ottieni. La volta successiva prova ad ottenere di più, ma sempre a piccoli passi. Infine sappi che le persone ti apprezzano per quello che vali interiormente, non per i voti che hai sulla pagella (a volte le due cose coincidono, ma non sempre…)
Cari saluti e buon lavoro.

Dr. Walter La Gatta

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Helios, Flickr

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Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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