Terapie alternative: perché tanto successo?

terapie alternative

Quando si cercano degli approcci alternativi alle tradizionali terapie per la cura della salute, è importante anzitutto rendersi conto dei pericoli insiti in questa ricerca. Vi è infatti la possibilità che alcune tecniche “alternative” non siano in grado di curare, anche se a volte non fanno alcun male…  Ecco allora qualche informazione utile.

Vi sono altri modi per definire le “terapie alternative”?

Si.  Invece che “terapie alternative” queste terapie potrebbero essere definite di “medicina complementare” (cioè integrative alla medicina convenzionale piuttosto che un’alternativa ad essa). Un altro termine utilizzato di frequente è quello di  “terapie olistiche” che considerano il paziente non solo per quanto riguarda la cura dei suoi organi malati, ma in una visione globale che riguarda gli aspetti fisici, psicologici e sociali.

In che cosa consistono queste terapie?

Esse riguardano un ampio spettro di pratiche non convenzionali e non ortodosse. Alcune sono ben note, mentre altresono più esotiche e misteriose. Molti di questi metodi di cura sono basati sulle tradizioni: le loro origini possono essere rintracciate negli albori dell’umanità.

Quanto sono diffuse?

In alcuni paesi dell’Europa occidentale, circa il 75% della popolazione di pazienti utilizza terapie alternative. In uno studio condotto in Austria e in Germania, la maggior parte dei pazienti ha valutato positivamente l’integrazione della medicina complementare con la medicina tradizionale (Romeyke et al 2017).

Secondo un’indagine del 2008 del National Center for Complementary and Alternative Medicine, circa il 38% degli adulti e circa il 12% dei bambini negli Stati Uniti usano una qualche forma di medicina complementare e alternativa. L’uso di terapie alternative negli Stati Uniti varia considerevolmente tra le culture. Per esempio, dal 50% al 90% degli ispanici utilizza molte terapie complementari e alternative, comprese molte che potrebbero non essere familiari agli operatori sanitari (Ortiz et al 2007).

L’analisi, in Australia, del database  Australian National Health Survey ha mostrato che circa il 24% (1,3 milioni) di adulti australiani con una malattia cronica hanno regolarmente utilizzato metodi di trattamento complementari e alternativi (Armstrong et al 2011).

In uno studio nel Regno Unito, 40 su 216 soggetti (18,5%) osservati in una clinica di neurologia assumevano delle terapie alternative (Ryan and Johnson 2002).

A cosa si deve questo successo?

I motivi sono diversi:

  • Molto è dovuto al disincanto del pubblico verso l’atteggiamento impersonale dei medici moderni e della medicina  legata alla tecnologia;
  • Le terapie alternative appaiono come dei rimedi più “naturali”, in cui vi è una calda relazione fra curante e paziente;
  • La medicina convenzionale non è sempre in grado di offrire delle cure per diverse malattie invalidanti e fatali: per questo i pazienti si rivolgono alle terapie alternative, che offrono loro qualche speranza;
  • Vi è la credenza comune che le terapie alternative abbiano meno effetti collaterali rispetto alle medicine ufficiali;
  • La maggior parte delle persone che usano la medicina alternativa inoltre ritengono che queste terapie siano più congruenti con i propri valori e con gli orientamenti filosofici e religiosi che possono avere verso la salute e la vita.

Dr. Walter La Gatta

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Pixabay

 

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


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