Timidezza e telefono cellulare

timidezza e telefono cellulare

Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito ad una enorme evoluzione dei dispositivi di telefonia mobile. Gli smartphone infatti (o telefoni intelligenti) non servono più solo per telefonare, ma sono dei veri e propri mini-computer, dotati di numerose funzioni avanzate, come ad esempio la possibilità di socializzare con i propri amici su Facebook, Twitter o WhatsApp, nonché postare i propri video e le proprie immagini e molto altro ancora).

Nel 2012, il numero di smartphone venduti sul mercato mondiale ha raggiunto la cifra di 700 milioni, il che rappresenta il 40% delle vendite totali di tutti i telefoni cellulari, con un incremento del 43% rispetto all’anno precedente (Rivera, 2013, Strategy Analytics, 2013). In particolare questo fenomeno sta acquisendo grande rilevanza nella Cina urbanizzata, dove il tasso di penetrazione degli smartphone è salito alle stelle, superando in questo settore economie sviluppate come gli Stati Uniti e il Regno Unito (Gao, 2013). Secondo un rapporto pubblicato da Analysys International, il tasso di penetrazione degli smartphone in Cina, in soggetti di età compresa tra 21 a 30 anni, è stato del 68,4%, il che equivale al più grande mercato degli smartphone nel mondo (Xinhua Net, 2011).

Sebbene la diffusione e l’uso di smartphone presenti statistiche interessanti per l’industria ed il global business, esso fornisce anche un nuovo spazio per la ricerca su alcuni problemi psicologici e sociali, come ad esempio quelli relativi all’uso eccessivo del dispositivo.

Al di là dei risultati ufficiali delle ricerche, tutti ci siamo accorti come, sempre più spesso, le persone invece di parlare tra loro preferiscano interagire singolarmente con amici e conoscenti non presenti, via smartphone. Ma il telefono cellulare può essere usato anche in altri modi per sfuggire a situazioni sociali imbarazzanti: esso può essere infatti una macchina fotografica così come un album di fotografie e video, un lettore di ebook, una play station per i video giochi. Attraverso lo smartphone si risponde alle email, ci si aggiorna, si lavora.

Ciò significa che se siamo insieme ad altre persone, ma l’interazione non è interessante, lo smartphone rappresenta ormai un’alternativa, anche se essa è spesso disapprovata. Gli studi mostrano infatti che l’uso dei telefoni cellulari in luoghi o situazioni inappropriate viene percepito come scarso rispetto per gli altri e le persone che ne fanno uso in tali situazioni inadeguate vengono percepite come invadenti e scortesi (Rosen, 2004; Wei e Leung, 1999).

Per quanto riguarda altro tipo di ricerche sugli smartphone, diversi studi hanno prestato attenzione alla dipendenza da telefono cellulare o da Internet (Leung, 2008; Young, 1998), poca ricerca ha invece specificamente esplorato la dipendenza da smartphone.

L’uso compulsivo del telefono cellulare può essere considerato come un disturbo del controllo degli impulsi che non comporta l’uso di sostanze ed è infatti simile al gioco d’azzardo patologico (Park & ​​Lee, 2011).  Si è dimostrato che l’eccessivo uso dei moderni cellulari compromette la salute psicologica (Leenaa, Tomib, e Arjab, 2005); in particolare, Thome’e, Härenstam, e Hagberg (2011) hanno scoperto la relazione fra uso eccessivo dello smartphone e disturbi del sonno e sintomi di depressione (in Svezia).

Ci si potrebbe chiedere quale possa essere l’effetto di uno smartphone sulle persone timide e riservate, cioè quelle che tendono a parlare di meno, hanno maggiori difficoltà di interazione sociale e, di conseguenza, trascorrono minore tempo nelle attività sociali e maggiore tempo in solitudine. Si è visto che l’effetto è simile alla dipendenza da computer e da Internet  (Engelberg e Sjoberg, 2004) e che l’uso eccessivo di Internet è significativamente correlato alla timidezza (Caplan, 2002; Ofosu, 1999).

In Corea, Park (2005) ha scoperto che la solitudine è positivamente correlata con la dipendenza da telefono cellulare tra gli studenti universitari. Lo studio conclude infatti che le persone sole hanno maggiori probabilità di essere dipendenti da smartphone e ne fanno anche un maggiore uso, in quanto riluttanti a parlare con altre persone nella comunicazione faccia a faccia. Le persone più introverse e riservate preferiscono interagire con i loro amici e conoscenti attraverso sms o altre applicazioni di social networking su smartphone.

Le persone timide in genere hanno reti sociali scarse e considerate come scarsamente soddisfacenti (Parrott, 2000): per loro dunque poter avere interazioni mediate da strumenti tecnologici rappresenta un modo perfetto per consentire un maggior controllo sulle comunicazioni e sulle interazioni (Carducci e Zimbardo, 1995).

Per quanto riguarda la telefonia, Wei e Lo (2006) hanno scoperto che la timidezza è stata associata negativamente con la motivazione ad utilizzare il telefono e preferiscono lo smartphone. Del resto lo smartphone è molto più simile ad un computer che ad un telefono tradizionale: il social networking che esso consente permette ai timidi di evitare di comunicare con gli altri faccia a faccia, o anche a voce.

Le altre funzioni degli smartphone danno inoltre accesso a programmi di intrattenimento o siti di informazioni, il che può aiutare le persone timide a fuggire da situazioni di disagio in pubblico, indulgendo in questo comodissimo computer mobile.

Visto l’uso continuo ed eccessivo che le persone ne fanno, potremmo anche concludere un’altra cosa, che ci sta molto a cuore: la maggior parte delle persone sono timide, anche se hanno imparato, anche grazie agli smartphone, a simulare la loro timidezza, facendola magari passare per scortesia o disinteresse.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
Mengwei Bian Louis Leung, Linking Loneliness, Shyness, Smartphone Addiction Symptoms, and Patterns of Smartphone Use to Social Capital,  Social Science Computer Review, 2014

Immagine:
Wikimedia

 

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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