Ansia da prestazione: sintomi e suggerimenti

ansia da prestazione

Cosa è l’ansia da prestazione

L’ansia da prestazione è la paura di non essere in grado di affrontare un compito specifico. Le persone che soffrono di ansia da prestazione temono il fallimento già prima di iniziare a fare la cosa che li preoccupa e temono che la loro prestazione comporterà umiliazione o rifiuto.

Sintomi

L’ansia da prestazione può variare da individuo a individuo. Molte persone provano un lieve nervosismo prima di fare un discorso in pubblico o una prestazione sessuale: il pensiero ossessivo del compito da svolgere e la paura ad esso associata può causare attacchi di panico e, in particolare, tachicardia, mani sudate, senso di nausea e tremore alla voce. E’ frequente il desiderio travolgente di lasciare la situazione, di scappare.  L’ansia da prestazione non indica una mancanza di talento o di potenza sessuale: si tratta di un senso di vulnerabilità soggettivo e non oggettivo.  Le persone che soffrono di ansia sociale sono maggiormente esposte al rischio di soffrire di ansia da prestazione.

La profezia che si autorealizza

L’ansia da prestazione è spesso una profezia che si autorealizza. Il timore dell’insuccesso infatti può distrarre una persona e influire sulle sue prestazioni. La persona può credere che la scarsa prestazione sia la prova che i suoi timori fossero giustificati e dunque fare di tutto per evitare prestazioni future. Questa situazione impedisce alla persona di sperimentare dei successi e di dimostrare che il proprio dubbio su se stessi è sbagliato. L’autostima e la fiducia in se stessi non potranno mai crescere.

Paura del palcoscenico

La paura del palcoscenico riguarda l’ansia da prestazione per un qualcosa da fare o dire in pubblico: anche qui c’è la paura di fallire e il timore delle critiche.

Ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione può riguardare anche l’attività sessuale, in particolare in soggetti maschili, che temono di perdere l’erezione, ma anche nelle donne, quando hanno dubbi sulla loro immagine fisica o soffrono di vaginismo.

Molto spesso, quando si sono avuti degli insuccessi sessuali, può accadere che il semplice riproporsi di una situazione in cui potrebbe essere richiesta una prestazione sessuale, sia già di per sé ansiogeno.

L’uomo potrebbe avvertire delle difficoltà nell’erezione, oppure la sensazione di avere il pene freddo, l’impossibilità a trattenersi dall’eiaculare precocemente, mentre la donna potrebbe non avvertire più il piacere erotico, sentendosi completamente irrigidita e priva della lubrificazione vaginale che si produce già attraverso il petting.

L’attività ideativa che precede e accompagna la prestazione sessuale è spesso caratterizzata da una particolare attenzione, quasi ossessiva, a ciò che sta accadendo, accompagnata in genere da una serie di pensieri negativi e aspettative di insuccesso.

Questa situazione è ben conosciuta in sessuologia e si chiama “spectatoring“, cioè essere spettatori di se stessi. A volte lo spettatore è il/la partner: uno spettatore esigente, sempre pronto a giudicare e a criticare, a controllare la prestazione minimizzando i progressi ottenuti, in modo da confermare il suo essere “sano”, nei confronti dell’altro partner, che viene esplicitamente definito “malato”. Questo atteggiamento vigile, di attesa e di controllo, non può che essere predittivo di ulteriori insuccessi.

Spesso il partner-spettatore nutre una certa ostilità nei confronti dell’altro e probabilmente c’è una conflittualità all’interno della coppia, che si esprime nell’atto sessuale, ma che nasce altrove (ad esempio nella delusione per l’aspetto fisico del partner, per le sue incapacità professionali, per i suoi tradimenti, ecc.)

Un atteggiamento così giudicante nel partner non fa che aumentare la preoccupazione per il contatto fisico, il che si traduce spesso nel completo abbandono di qualsiasi attività sessuale. Ci sono coppie che evitano di trovarsi a letto svegli nello stesso momento, mentre altri attribuiscono alla propria stanza da letto, al luogo degli incontri, la caratteristica di inadeguatezza  (vicinanza dei genitori o dei figli alla propria camera da letto, stanza d’albergo anonima, ecc.).

Non sono pochi coloro che cercano di superare, nella vacanza, quelle condizioni  di ostacolo che impedirebbero i rapporti nella propria casa: in questi casi, l’aspettativa di una completa scomparsa dei sintomi e delle difficoltà durante i pochi giorni di una vacanza, non fa che aumentare l’ansia e dunque gli insuccessi.

Quando i rapporti sessuali sono così infrequenti o ormai assenti, l’unica decisione utile per la coppia è quella di tentare una terapia sessuale.

La terapia

Per le persone che soffrono di ansia da prestazione, la terapia può essere di aiuto. I terapeuti possono aiutare la riflessione sulle paure e le tendenze al perfezionismo di una persona, che sono alla base dell’ansia da prestazione, così come insegnare a riconoscere i pensieri autodistruttivi che non permettono alla persona di ritrovare la fiducia in se stessa.

Il trattamento per la paura del palcoscenico spesso include tecniche di rilassamento, la respirazione profonda, la meditazione ed altre strategie mentali.

Per quanto riguarda l’ansia da prestazione sessuale, la terapia spesso richiede che entrambi i membri di una coppia partecipino alle sedute col terapeuta. La terapia può concentrarsi sulla creazione di un ambiente sessuale a bassa pressione o nel riformulare ipotesi e credenze sul successo o fallimento sessuale.

Come comportarsi con persone con ansia da prestazione

  • Riconoscere l’angoscia della persona: non riconoscere le ragioni delle sue emozioni o negarle può accrescere la sua ansia;
  • Riconoscere l’importanza dell’evento: affermare che una esibizione o una prestazione non siano “un grosso problema” può ridurre la motivazione della persona alla prestazione, portandola all’evitamento o alla mancata preparazione, per eliminare lo stress;
  • Incoraggiare la persona durante i preparativi: l’elogio per i suoi punti di forza e dei successi precedenti può essere una spinta utile per migliorare la sua autostima e la fiducia nelle sue possibilità;
  • Offrire un supporto incondizionato: mettere la persona sotto pressione o criticare i suoi comportamenti prima, durante e dopo la prestazione può essere un’altra causa di stress. Far capire alla persona che l’amore, la stima o la fiducia che le persone provano nei suoi confronti non dipendono da una sola prestazione. Questo allenterà moltissimo la tensione;
  • I bambini con ansia da prestazione possono chiedere di non partecipare all’evento che li preoccupa: ciò è sbagliato, perché evita lo stress nel breve termine, ma impedisce loro di sviluppare delle abilità nel far fronte alle situazioni e nella gestione dell’ansia. I bambini vanno sempre sostenuti e incoraggiati, a meno che non ci si trovi di fronte a situazioni veramente eccezionali, che potrebbero suggerire di evitare la prestazione. In questo caso è importante però che la preparazione svolta per il compito trovi altra espressione, in modo che il bambino non abbia la sensazione di aver sprecato le sue energie.

Dr. Walter La Gatta

www.clinicadellatimidezza.it

Immagine:

Pixabay

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
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Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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