critiche

Le immagini ottenute con la risonanza magnetica rivelano che i pazienti che soffrono di fobia sociale generalizzata rispondono in modo diverso ai commenti negativi che si fanno su di loro: questi i risultati di uno studio pubblicato nel mese di Ottobre sulla rivista Archives of General Psychiatry.

La fobia sociale generalizzata è caratterizzata dalla paura e dall’evitamento delle situazioni sociali, oltre che dalla paura di essere giudicati in modo negativo dagli altri. E’ il disturbo d’ansia più diffuso (13,3%) ed è associato con un alto rischio di depressione , alcol, abuso di droghe e suicidio.

Degli studi precedenti avevano mostrato delle differenze nel modo in cui il cervello di persone che soffrono di questo disturbo rispondono alle espressioni facciali, suggerendo che il disturbo comporta una risposta più elevata agli stimoli sociali nelle aree cerebrali legate alle emozioni.

Karina Blair, psicologa presso il National Institute of Mental Health, Bethesda, ha messo a confronto le immagini cerebrali ottenute con la MRI (fMRI) di 17 persone sofferenti di fobia sociale che non seguivano alcun trattamento medico con quelle di 17 soggetti della stessa età, dello stesso sesso, dello stesso livello di intelligenza, ma che non soffrivano del disturbo di fobia sociale.

Le immagini relative all’attività cerebrale sono state prese nel momento in cui i soggetti leggevano commenti su di sé, positivi (es. Sei bello/a)), negativi (es. Sei brutto/a) o neutri (es. Sei un essere umano) o su altri soggetti (es. Lui è bello).

Si è visto così che i pazienti che soffrivano di fobia sociale mostravano un maggiore afflusso di sangue nella corteccia prefrontale mediana (area legata al concetto di sé) e nell’amigdala (area legata alle paure, alle emozioni, alle risposte allo stress) quando leggevano commenti negativi su sé stessi, mentre non vi erano differenze con il gruppo di controllo quando leggevano commenti negativi sugli altri o commenti positivi o neutali su sé stessi.

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Poiché le regioni della corteccia prefrontale mediana sono coinvolte nelle rappresentazioni del sé, si potrebbe dire che queste regioni, insieme con l’amigdala, giochino un ruolo di primo piano nella creazione e nel mantenimento della fobia sociale e che il disturbo parzialmente riflette un cattivo rapporto con sé stessi nel rispondere agli stimoli sociali, in particolare alle critiche.

I risultati di questa ricerca potranno essere utili, in futuro, per mettere a punto dei farmaci che possano influire in quelle aree del cervello.

Fonte:
Blair et al. Neural Response to Self- and Other Referential Praise and Criticism in Generalized Social Phobia. Arch Gen Psychiatry, 2008; 65 (10): 1176-1184 [link] via ScienceDaily

Link: JAMA and Archives Journals.

… Nel frattempo impariamo a gestire le critiche: le nostre aree cerebrali lavoreranno molto meno e probabilmente anche la fobia sociale si attenuerà! 🙂

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

Immagine: MightySally

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