Imbarazzo: una emozione pro-sociale

Dr. Giuliana Proietti - Tel. 347 0375949
Psicoterapeuta SessuologaDr. Giuliana ProiettiANCONA CIVITANOVA MARCHE FABRIANO
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Ultimo Aggiornamento: Lug 17, 2020 @ 11:38


Cos’hanno in comune situazioni come la fogliolina di insalata che ti si incastra tra i denti dopo un pasto, il volto della signora a cui hai appena chiesto di quanti mesi è incinta (e invece non lo è affatto) ,o una valanga inaspettata ed eccessiva di complimenti che ti mettono improvvisamente al centro dell’attenzione?

Si tratta di situazioni esemplari, capaci di scatenare un’emozione che è allo stesso tempo banale e dolorosa: l’imbarazzo.

Quanto è frequente l’imbarazzo?

Moltissimo, visto che è l’emozione più frequentemente vissuta nelle interazioni quotidiane (Shimanoff, 1984). Erving Goffman (1956), sosteneva che l’imbarazzo viene provato quando gli individui violano le norme di comportamento e di deferenza sociale presenti nelle interazioni fra individui. Mostrare imbarazzo non è da considerarsi una disfunzionalità, un comportamento irrazionale, ma una modalità di comportamento capace di ristabilire le relazioni sociali che appaiono compromesse, una sorta di impegno a seguire quelle stesse norme in futuro.

Quali altre emozioni somigliano all’imbarazzo?

Altre emozioni sono la vergogna, il senso di colpa e l’orgoglio: sono emozioni simili in quanto hanno tutte a che fare con  l’autoconsapevolezza: per provare queste emozioni, occorre avere sviluppato delle abilità cognitive che consentano di poter rilevare criticamente le valutazioni date da altri sul proprio comportamento (Keltner, 1995; Keltner & Buswell, 1997; Miller & Leary, 1992; Miller & Tangney, 1994; Tangney & Fischer, 1995).

Quando ci si sente maggiormente imbarazzati?

Le persone riferiscono di sentirsi imbarazzate quando si sentono esaminate, più o meno criticamente, da altri: questo viene vissuto come una minaccia all’immagine della identità sociale desiderata (Semin & Manstead, 1982; Tangney, Miller, Flicker, & Barlow, 1996).

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Esistono vari tipi di imbarazzo?

Sharkey e Stafford hanno descritto sei tipi di imbarazzo:

  • Violazioni della privacy: ad esempio in caso di esposizione accidentale di una parte del corpo o in caso di invasione di spazio, proprietà o informazioni che possono essere garantite alla privacy,
  • Mancanza di conoscenza e abilità, ad esempio dimenticanza o fallimento durante l’esecuzione di un’attività relativamente semplice
  • Critiche e rifiuto quando si è al centro dell’attenzione,
  • Atti imbarazzanti, ad esempio conversazioni inadeguate, goffaggine o lapsus
  • Immagine appropriata: quando l’immagine del corpo, l’abbigliamento e i beni personali non sono adeguati alla situazione (ad esempio possedere un telefono cellulare più vecchio rispetto all’ultimo modello)
  • Ambiente: ad esempio quando un imprevisto episodio di nudità in un film mette a disagio il gruppo di persone che lo sta guardando.

Cupach e Metts evidenziano quattro tipi fondamentali di circostanze imbarazzanti:

  • Faux pas (atti socialmente imbarazzanti)
  • Incidenti
  • Errori
  • Inadempimento di un dovere o di un obbligo morale.

Cosa è l’ansia anticipatoria?

L’imbarazzo è un’emozione talmente potente, da generare talvolta uno stato di ansia anticipatoria, capace di alterare le interazioni fra persone e lo stile di vita (ad esempio, attraverso il ritiro sociale), e addirittura portare, nei casi più gravi, a disturbi psicopatologici (Brown, 1970; Leary & Kowalski, 1997; Miller, 1996; Schlenker & Leary, 1982).

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Quali sono i segni di imbarazzo nel linguaggio del corpo?

A livello di linguaggio del corpo, i segnali di imbarazzo sono i seguenti: evitamento dello sguardo altrui, controllo e inibizione del sorriso, movimenti della testa verso il basso e lateralmente, toccamenti del viso e riso (Harris, 2001; Keltner & Buswell, 1997; Marcus, Wilson, & Miller, 1996). Inoltre, l’imbarazzo è di solito accompagnato da una combinazione di rossore, sudorazione, nervosismo, balbuzie e agitazione.

Come si maschera l’imbarazzo?

A volte si può tentare di mascherare l’imbarazzo con sorrisi o risatine nervose. Potrebbero anche esserci sentimenti di rabbia, specialmente se l’individuo pensa che un’altra persona stia causando intenzionalmente l’imbarazzo.

Gli animali provano imbarazzo?

Si. Quando si sentono in colpa per qualcosa e mostrano comportamenti che richiedono pacificazione e riconciliazione hanno dei comportamenti tipici, come nel cane la coda fra le zampe. (Waal, 1989; Keltner, 2009; Keltner & Buswell, 1997).

A cosa serve l’imbarazzo dal punto di vista evolutivo?

Nei rapporti sociali esso agisce come una sorta di “controllo sociale interiorizzato” (Chekroun e Nugier, 2011), svolgendo un ruolo importante nella dinamica delle relazioni all’interno dei gruppi sociali. Sostanzialmente è un modo per chiedere scusa, attraverso il linguaggio non verbale, al fine di evitare un giudizio troppo severo, o addirittura un’aggressione.

Quanto influisce l’emozione dell’imbarazzo nelle persone?

E’ un’emozione che può avere effetti più o meno deleteri sulle persone, influenzando i loro comportamenti  (Apsler, 1975; Edelmann, Childs, Harvey, Kellock & Strain-Clarck, 1984; Edwards, 1975 ; Foss & Crenshaw, 1978; Zoccola, Green, Karoutsos, Katona e Sabini, 2011).

Cosa è il comportamento pro-sociale?

Il comportamento pro-sociale è quello che va nella direzione della socialità e non dell’egoismo: comprende dunque le cure e le attenzioni che una persona pone nei confronti del benessere altrui, nell’evitare o prevenire il disagio delle altre persone, nel mostrarsi affidabili nei confronti degli impegni presi, ecc.

Perché l’imbarazzo è una emozione pro-sociale?

L’imbarazzo può essere dunque il segnale evidente della conoscenza e della interiorizzazione delle norme sociali (Simon, 1990; Gintis, 2003; Richerson, Boyd, & Henrich, 2003) e, visto in questo senso, può offrire una serie di benefici sociali: ad esempio, può determinare una  reputazione positiva, riconoscimento che compensa  i costi personali del comportamento altruistico e rende l’individuo socialmente attraente, ammissibile nel proprio gruppo (Gintis, 2003).

Inoltre, se due individui pro-sociali riescono a riconoscersi nella moltitudine, grazie all’emozione dell’imbarazzo, essi capiscono che possono fare affidamento l’uno sull’altro ed interagire, in modo da sfruttare i vantaggi della reciproca collaborazione e dell’altruismo reciproco, evitando così i costi del loro sfruttamento, da parte di individui più egoisti.

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Autore:

Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
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● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
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