Il cervello può stancarsi, come le altre parti del corpo? Sembra proprio di si.

Quando una persona si dedica con invidiabile energia e dedizione ad un lavoro stressante, può succedere che all’improvviso “bruci”, o venga colpito dalla sindrome del burnout, che in inglese significa proprio “sentirsi bruciati”.
L’ instancabile impegno nel lavoro si trasforma così in un inesorabile esaurimento, con difficoltà di addormentamento, basso tono dell’umore e senso di inefficacia. Questi sintomi possono sembrare simili alla depressione, ma una nuova ricerca suggerisce che il burnout è qualcosa di diverso, sia nel corpo che nella mente.

Anche se il burnout non è ancora riconosciuto come disturbo psichiatrico (nel DSM IV), esso sembra delineare sintomi e comportamenti riconoscibili, secondo il lavoro della psicologa Agneta Sandström della Umeå University, in Svezia. La Sandström ha messo a confronto donne con sindrome di burnout (formalmente riconosciuta come sindrome da esaurimento) con donne che soffrivano di depressione maggiore, riscontrando differenze sottili, ma significative, tra i due gruppi. Per esempio, entrambi i gruppi di donne soffrivano di disturbi del sonno, ma le donne depresse hanno riferito che il loro problema era lo svegliarsi troppo presto al mattino, mentre le donne con burnout avevano difficoltà nell’addormentamento.

La Sandström ha anche chiesto ad un gruppo di donne in buona salute, ad un gruppo di donne con  sindrome di burnout e di depressione maggiore, di completare un test di memoria a breve termine (es. ricordare dei numeri, delle sillabe, ecc.). Risultato: sia le donne depresse che le burnout hanno trovato difficile concentrarsi e ricordare semplici dettagli, rispetto alle donne del gruppo di controllo. Nelle donne con la sindrome da burnout, l’attività cerebrale, misurata con la risonanza magnetica funzionale, era addirittura inferiore, nel corso di questi test di memoria, rispetto all’attività cerebrale delle donne depresse.

Col tempo, dice la Sandström, dei piccoli stress quotidiani possono accumularsi e creare un burnout cronico. Per affrontare meglio le pressioni lavorative, apparentemente superabili con facilità, le persone dovrebbero ridurre il rischio di sviluppare una sindrome da burnout. “Va bene fare un lavoro stressante, ma occorre anche trovare il tempo per riposarsi durante il giorno”, dice la Sandström. Proprio come si stancano i muscoli, così si stanca anche il cervello. “Abbiamo ora bisogno di capire quanto stress la mente sia in grado di affrontare nel corso di una normale giornata di lavoro” dice. La ricerca continua.

Fonte:
Burnout Gains More Recognition among Psychologists, Scientific American

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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