piangere
Studi

L’impossibilità di piangere influisce sulla salute mentale

Come si sta senza piangere? I pazienti con sindrome di Sjögren sperimentano una secchezza cronica nella zona degli occhi, della bocca, e di altre parti del corpo. Per questo, anche volendo, non riescono a piangere. Per esprimere alcune emozioni dunque, di dolore e di gioia, devono fare affidamento più sulle parole e sulle espressioni del viso che sulle lacrime.

I risultati di uno studio olandese su 300 pazienti ha dimostrato che il 22% dei pazienti con sindrome di Sjögren sono stati classificati come clinicamente ‘alessitimici‘ (cioè soggetti che hanno difficoltà nell’identificare e nel descrivere le emozioni), rispetto al 12% del gruppo di controllo, costituito da persone sane.

Ulteriori risultati dello studio hanno mostrato che alti livelli di alessitimia sono moderatamente correlati con una peggiore salute mentale in entrambi i gruppi (*(r) ≥ 0.32, p< 0.001).

È interessante anche notare che, nei pazienti con sindrome di Sjögren, la forzata soppressione delle emozioni è correlata con un peggiore stato della salute mentale  (r =- 0.13, p = 0,03), effetto che è stato osservato meno di frequente nel gruppo di controllo.

Fonte:

Inability to cry in patients with Sjogrens syndrome affect emotional and mental well-being, Eurekalert

Dr. Walter La Gatta

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Immagine:Ben Newton, Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta

Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo. Riceve a Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Roma e fa Terapie online, via Skype.

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. Psicoterapie individuali e di coppia
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. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
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2 commenti

  1. Anonymous dice:

    Se bastasse solo questo…non rendetevi ridicoli!!!!!!!!!!!

  2. Sabrina dice:

    Sono affetta dalla sindrome citata ed ho secchezza agli occhi. Non piango spesso perché gli adulti non è che piangano molto, essendo abituati alla vita, ma mi commuovo facilmente soprattutto nei confronti delle vittime di ingiustizie, soprattutto se esseri indifesi. Comunque, ciò su cui non concordo circa l’articolo è la citata difficoltà di identificare e descrivere le mie emozioni. Al contrario credo di essere piuttosto pratica nello scovare anche le emozioni che non mi piace ammettere con me stessa, come l’invidia, la paura o il senso di umiliazione. Questo mi ha aiutato moltissimo a razionalizzare dispiaceri e momenti di crisi che, come tutti, ho sperimentato. Non ho nemmeno a difficoltà ad ammettere emozioni negative con gli altri. Non saprei che pensare sulla mia salute mentale tranne che spero ovviamente non sia in pericolo 🙂

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