I disturbi psicologici non dipendono solo dai traumi: i bambini che guardano troppa TV o trascorrono troppo tempo al computer sembra corrano un aumentato rischio di difficoltà psicologiche – indipendentemente dal livello di attività fisica che svolgono.

Uno studio su oltre 1.000 pre-adolescenti ha scoperto che coloro che trascorrono più di due ore al giorno guardando la TV hanno il 61%  di probabilità in più rispetto ad altri bambini di avere difficoltà psicologiche – tra cui iperattività, emotività, problemi di concentrazione e di condotta, così come difficoltà con i coetanei (OR 1,61, 95% CI 1,20-2,15), afferma la ricercatrice Angie Page, dell’Università di Bristol in Inghilterra.

Una pari quantità di tempo trascorsa davanti ad un PC per attività diverse dai compiti a casa è stata associata ad una probabilità del 59% superiore ad altri bambini di sviluppare problemi psicologici (OR 1,59, 95% CI 1,32-1,91).

Le quote sono ancora più elevate per i bambini che non hanno svolto almeno 60 minuti di attività fisica al giorno – e sono state più elevate fra coloro che hanno trascorso più di due ore al giorno sia a guardare la TV sia utilizzando un PC (OR 2,27, 95% CI 1,60-3,13).

Questi dati, secondo la Page, confermano la necessità di limitare l’uso dello schermo (TV o PC), a prescindere dal livello di attività fisica svolta dal bambino. La Page e i suoi colleghi hanno esaminato i dati relativi a 1.013 soggetti fra i 10 e gli 11 anni residenti a Bristol, in Inghilterra, che hanno partecipato ad un progetto (Personal and Environmental Associations with Children’s Health project).

Tutti i bambini hanno auto-segnalato la quantità di televisione da loro vista ogni giorno, così come il tempo trascorso utilizzando un PC. Inoltre, hanno completato un questionario sui loro punti di forza e di debolezza (difficoltà psicologiche).

Attraverso l’uso di un accelerometro più volte alla settimana, i ricercatori hanno misurato oggettivamente il tempo di sedentarietà di ciascun ragazzo (minuti al giorno con meno di 100 impulsi al minuto) e di attività fisica (minuti al giorno con 2.000 impulsi al minuto o più).

Più dei due terzi dei bambini (69%) ha ottenuto un punteggio basso sulla scala delle difficoltà psicologiche, il 17,2% si è attestato su un valore medio, e il 13,8% ha ottenuto alti punteggi.

Tv e Pc sono associati con i punteggi più elevati nelle difficoltà psicologiche, dopo gli aggiustamenti statistici per l’attività fisica, il tempo di sedentarietà ed altri fattori supplementari (P <0.05 per tutti).

Inaspettatamente, l’aumento della sedentarietà era debolmente correlato ai più bassi punteggi delle difficoltà psicologiche, anche dopo aggiustamento per i fattori confondenti (P <0,05).
Questo significa che bisogna distinguere fra tempo sedentario e comportamenti sedentari: non è la sednetarietà in quanto tale a creare le difficoltà psicologiche, quanto le attività che in essa si svolgono.

Ora, dicono i ricercatori, bisognerebbe misurare altre attività sedentarie, come ad esempio la lettura e la socializzazione, per vedere che impatto hanno sul benessere dei ragazzi.

Lo studio è stato sostenuto dal National Prevention Research Initiative e il World Cancer Research Fund. Gli autori hanno riferito di non avere conflitti di interesse.
Fonte: Pediatrics Page A, et al “Children’s screen viewing is related to psychological difficulties irrespective of physical activity” Pediatrics 2010; DOI: 10.1542/peds.2010-1154 via Med Page Today

Dr. Walter La Gatta

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Immagine: SalimFadhley

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Dr. Walter La Gatta
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