L’inconscio cognitivo

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Ultimo aggiornamento: Mar 1, 2020 @ 11:59

Sembrerebbe una contraddizione: se una cosa è inconscia, come è possibile che abbia delle cognizioni? Si tratta di un concetto piuttosto complesso, che è stato molto studiato negli ultimi anni dai ricercatori delle neuroscienze.

Cosa si intende per inconscio cognitivo?

Per “inconscio cognitivo” si intendono quei comportamenti dovuti all’abitudine  e dunque automatici, alle regole grammaticali dedotte, ai dettagli del controllo sensomotorio, ecc..

L’inconscio cognitivo è simile all’inconscio psicoanalitico?

No. L’inconscio della psicoanalisi riguarda materiale che è escluso dalla coscienza (rimosso) per evitare l’ansia, la vergogna o la colpa. Questo tipo di inconscio, proposto dallo psicologo cognitivo statunitense John F. Kihlstrom, riguarda invece la “conoscenza tacita”, ovvero quella parte della mente che è inconscia non perché è stata rimossa, ma perché non è mai stata conosciuta.


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In cosa consiste?

Consiste sostanzialmente nell’ apprendere senza saperlo. Le tracce mestiche non coscienti influenzano in modo quasi automatico e inconsapevole i pensieri ed i comportamenti.

Quando si è diffusa questa nozione in psicologia?

L’espressione “inconscio cognitivo” è divenuta di dominio pubblico nel 1987, quando alcuni neurofisiologi cominciarono a studiare il potere di persuasione occulta dei messaggi subliminali (ricerche pubblicate da John K. Kihlstrom con il titolo “The cognitive unconscious” su Science, Vol. 237, 18 settembre 1987).

Da allora l’atteggiamento della comunità scientifica nei confronti dell’inconscio cognitivo ha subito un drastico cambiamento: dall’essere visto come un pigro serbatoio di ricordi e comportamenti non orientati al compito a essere considerato come una componente attiva ed essenziale nei processi decisionali.

La memoria implicita

La memoria implicita è quella che consente alle persone di camminare, o andare in bicicletta,  guidare un’automobile o afferrare al volo una palla, senza pensare consapevolmente all’attività che si sta svolgendo. 

Questa consapevolezza inconscia potrebbe anche essere  importante nel processo decisionale, nella risoluzione dei problemi, nella scrittura creativa e nel pensiero critico.

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Il lampo di genio

Un esempio familiare del funzionamento dell’inconscio cognitivo nella risoluzione dei problemi è il  lampo di genio, un fenomeno conosciuto anche con l’esclamazione “Eureka!”. Si tratta del momento in cui la soluzione a un problema  si presenta senza il coinvolgimento del pensiero attivo. Attualmente, sono in corso diversi esperimenti per misurare l’estensione dell’influenza inconscia sul pensiero cosciente.

Come sono state condotte le ricerche?

Gli esperimenti su soggetti con deficit neurologici ed hanno rivelato che l’inconscio cognitivo si basa su impronte di natura biologica. Numerosi esperimenti sono stati condotti per dimostrare che la mente inconscia è in grado di raccogliere dati a un ritmo molto più veloce rispetto alla mente cosciente e anche che la mente inconscia filtra una grande quantità di informazioni e può utilizzare queste informazioni per influenzare i processi decisionali cognitivi (si pensi alle illusioni ottiche e alle allucinazioni).

Vilayanur S. Ramachandran, nella sua ricerca, ha dimostrato che la mente inconscia non solo protegge alcuni dati dalla mente cosciente, rendendo inaccurati i dati visivi, ma è anche responsabile per la compilazione di dati falsi al posto dei dati mancanti in determinate circostanze .

Nel suo articolo “Riempimento percettivo di scotomi indotti artificialmente nella visione umana” [ Ramachandran VS, Gregory RL (April 1991). “Perceptual filling in of artificially induced scotomas in human vision”. Nature. 350] registra l’effetto della mente inconscia che riempie i punti ciechi nel campo visivo umano.

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Messaggi subliminali

Anche i messaggi subliminali usano il fenomeno dell’inconscio cognitivo, che elabora i messaggi più velocemente della mente cosciente e registrano anche i dati presenti in un campo visivo o uditivo che rimane al di sotto della soglia della mente cosciente. Si può trattare di clip rapide, inserite in un video, o di un testo appena percettibile inserito in una immagine.

Questi messaggi fluttuano al limite della percezione e sono quasi impossibili da notare, a meno che e finché ila mente cosciente non è chiamata a prestare attenzione a questi piccoli dettagli. La pubblicità usa spesso questi messaggi subliminali per attraggono inconsciamente le persone, allo scopo di manipolarle.

La grammatica implicita

Gli studi che testano il modo in cui gli esseri umani acquisiscono le competenze linguistiche e imparano ad applicare le regole della grammatica mostrano che una grande quantità di apprendimento della lingua e della grammatica avviene inconsciamente.

Gli esperimenti mostrano che potrebbe non essere necessario conoscere le regole grammaticali per conoscere la grammatica corretta.

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Egotismo implicito

Si riferisce alla tendenza inconscia delle persone a preferire le cose che assomigliano a se stesse. Negli studi condotti per testare l’effetto dell’egotismo implicito è stato dimostrato che esso svolge in effetti un ruolo significativo nei processi che influenzano le principali decisioni della vita.

Gli studi dimostrano che, inspiegabilmente, le persone scelgono partner il cui nome è foneticamente o strutturalmente simile ai loro nomi. Questo effetto dell’egotismo implicito non si limita solo alle decisioni relative alla scelta del partner, ma può anche essere visto nelle decisioni relative al luogo o alla città di residenza oltre che a molti altri aspetti della vita.

Associazione inconscia 

La tendenza della mente inconscia a creare associazioni può avere un effetto significativo sui processi decisionali. Ad esempio, generalmente associamo un semaforo verde come un segnale per continuare a procedere, mentre associamo un semaforo rosso come un segnale di stop.

Se, in un ambiente sperimentale, a una persona in sintonia con queste associazioni, viene chiesto di fermarsi quando viene mostrato un semaforo verde e di continuare a muoversi quando viene mostrato un semaforo rosso, l’individuo deve fare uno sforzo consapevole per seguire questo nuovo insieme di regole. Le associazioni della mente inconscia portano invece alla creazione di atteggiamenti impliciti.

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Atteggiamenti impliciti

Un atteggiamento implicito si manifesta come un’azione, o un giudizio, che è sotto il controllo della valutazione automatica, senza la consapevolezza di questo tipo di processi in corso. Gli atteggiamenti impliciti possono avere un profondo effetto sul processo decisionale quando le associazioni automatiche implicite sono fatte in modi socialmente significativi.

I pregiudizi inconsci possono portare ad atteggiamenti razzisti,  sessisti, nepotistici, ecc.  con un forte impatto nella realtà del soggetto.

La plasticità radicale

Axel Cleeremans, professore di scienze cognitive presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bruxelles, nel suo articolo “La tesi della plasticità radicale: come il cervello impara ad essere cosciente”, ha proposto l’idea che la mente cosciente sia un prodotto dei tentativi della mente inconscia di prevedere le conseguenze delle sue azioni sul mondo esterno.

Secondo la tesi della “plasticità radicale”, il pensiero e il ragionamento sono i prodotti della capacità della mente inconscia di decifrare ed elaborare innumerevoli possibilità e prevedere le conseguenze di un certo corso di azione. Al contrario, la mente cosciente è in grado di elaborare i risultati di non più di un paio di linee d’azione durante il processo decisionale.

Si ipotizza che il cervello possa imparare inconsciamente a ri-descrivere la propria attività a se stesso in termini di possibilità e probabilità e a generare un metodo per consentire l’attivazione di alcune parti della sua anatomia per contribuire a generare il risultato più efficace. Queste ri-descrizioni apprese, arricchite dal valore emotivo ad esse associato, formano la base dell’esperienza cosciente. [Cleeremans A (2011). “The Radical Plasticity Thesis: How the Brain Learns to be Conscious”Frontiers in Psychology. 2: 86. ]

Dr. Walter La Gatta

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

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. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
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. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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www.clinicadellatimidezza.it


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