Perché le persone di mezza età sono più empatiche

Perché le persone di mezza età sono più empatiche

Clinica della Timidezza - CostiIn presenza: Civitanova Marche, Fabriano,  Ancona, Milano

Secondo un nuovo studio condotto su più di di 75.000 adulti, dai 18 ai 90 anni, le persone che oggi possono essere definite di mezza età risultano in assoluto le più empatiche, superando sia le persone più giovani che quelle più anziane e questo sembra particolarmente vero per quanto riguarda le donne.

Lo studio verrà pubblicato a breve sulla rivista Journals of Gerontology: Psychological and Social Sciences, ma gli autori hanno già anticipato che “nel complesso, gli adulti di mezza età sono risultati più predisposti in entrambi gli aspetti dell’empatia da noi misurati” (cioè la propensione a reagire emotivamente alle esperienze degli altri e la comprensione del punto di vista degli altri).

A25/A4

I ricercatori, Ed O’Brien, Konrath e Linda Hagen dell’Università del Michigan e Daniel Gruhn della North Carolina State University hanno analizzato i valori di empatia su tre campioni di americani adulti. Il risultato del loro studio può essere rappresentato come una U rovesciata, dove nelle due diverse basi della U si trovano i più giovani ed i più anziani, mentre nella parte superiore si trovano, appunto, i soggetti che oggi sono di mezza età.

Secondo i ricercatori questo dato può essere facilmente spiegato dal livello crescente delle capacità cognitive nella prima parte della vita e dal sommarsi delle esperienze, che migliorano la comprensione e la capacità di gestire le emozioni, fino a quando queste abilità non cominciano a diminuire, con il declino cognitivo tipico della vecchiaia.

Psicologia e benessere mentale, con rigore e chiarezza.
🎥 Segui Psicolinea Channel
Seguici su YouTube

Quanto alle donne, il fattore femminile può influire sull’empatia in quanto le donne sono considerate più abili nelle capacità di ascoltare, così come nell’osservare gli stati emotivi dell’interlocutore (non a caso, la maggior parte degli psicologi è di sesso femminile e questo significherà pure qualcosa…).

I ricercatori però non sembrano del tutto convinti di questa spiegazione e vorrebbero intraprendere ulteriori ricerche sull’argomento perché si chiedono se questa particolare empatia dimostrata dalle persone di mezza età, invece che dal funzionamento emotivo, dalle esperienze di vita e dalle capacità cognitive, non dipenda piuttosto da un fattore generazionale. Chi oggi ha tra i 50 ed i 60 anni infatti, ha vissuto in gioventù delle straordinarie esperienze, che potrebbero aver acuito le capacità empatiche.

Parliamo infatti di persone nate negli anni cinquanta e sessanta, che erano ragazzi negli anni settanta. La maggior parte di loro, direttamente o indirettamente, sono rimasti coinvolti nei vari movimenti di protesta e di controcultura. Il fatto di aver vissuto questa epoca di grandi cambiamenti sociali, in cui i giovani lottavano per i diritti, non solo propri, ma anche di altri popoli e di altre classi sociali (si pensi all’apartheid, al femminismo, ai diritti degli omosessuali, ai movimenti contro la guerra in Vietnam) può in qualche modo aver inciso pesantemente su questa generazione, al punto di renderla diversa sia da quella che l’ha preceduta sia da quella che ad essa è seguita, dicono i ricercatori.

Leggi anche:  Come emergere come leader aumentando l'assertività

Clinica della Timidezza
si occupa da anni del benessere delle persone timide e ansiose!

ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
Servizio TG5 dedicato a Clinica della Timidezza

YouTube player

I più vecchi infatti sono persone che, oltre ad avere le problematiche tipiche dell’invecchiamento, che comportano una sorta di ritiro dal mondo, di cinismo e di scontrosità nei confronti degli altri, appartengono ad una generazione cresciuta in un periodo di grandi difficoltà, dove era in gioco la stessa sopravvivenza, come ad esempio durante la guerra o il periodo di austerità che ad essa è seguito, e questo potrebbe aver favorito in loro un atteggiamento di incomprensione nei confronti dei problemi apparentemente minori degli altri. Le giovani generazioni appaiono invece più narcisiste e materialiste rispetto ai giovani della precedente generazione e questo, sempre secondo i ricercatori, potrebbe renderli più autonomi nei confronti degli altri e più interessati ai loro problemi personali, piuttosto che a quelli di altre persone.

La generazione del baby boom dunque, poiché ha avuto il privilegio di vivere la propria giovinezza in un’epoca illuminata e ricca di consapevolezza sul mondo che la circondava, sembrerebbe essere ancora oggi la migliore nell’atteggiamento empatico di accoglienza e di ascolto dell’altro, sapendo tener conto anche dei diversi punti di vista.

Un dato interessante, anche se, purtroppo, non generalizzabile. Un esempio che è sotto gli occhi di tutti è quello della classe politica italiana: i politici di mezza età (che qualcuno vorrebbe rottamare) sembrano effettivamente più interessati a mantenere i privilegi della casta cui appartengono, che all’ascolto empatico delle istanze di cambiamento provenienti dalla società.

Come si dice, arrivata la gloria, svanita la memoria… E non certo per una questione di età.

Dr. Giuliana Proietti

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Middle-aged women most empathetic, Health 24

Immagine:
Szilas, Wikimedia

Pubblicato anche su Huffington Post

Sessualità e Terza Età 

YouTube player

Dr. Giuliana Proietti Psicoterapeuta Sessuologa
Tel. 347 0375949      FACEBOOK 
Ancona - Fabriano - Civitanova Marche - Terni e ONLINE

📞 Contatti Diretti

 consulenza@clinicadellatimidezza.it

Dr.ssa Giuliana Proietti

Psicoterapeuta Sessuologa – Terapie online
📱 WhatsApp 347 0375949

Dr. Walter La Gatta

Psicoterapeuta Sessuologo – Terapie online
📱 WhatsApp 348 3314908

 

Lascia un commento