Una buona vita sociale allunga la vita

Uno studio ha scoperto che coloro che vivono circondati da familiari e amici hanno il 50 per cento di probabilità in meno di morire prematuramente rispetto a coloro che non hanno vita sociale. Le persone che hanno relazioni sociali vivono in media 3,7 anni in più, secondo un rapporto pubblicato ieri.

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Ultimo Aggiornamento: Nov 15, 2022 @ 14:18

E’ vero che chi ha una vita sociale attiva vive di più?

Si. Le persone con forti legami sociali possono vivere vite più lunghe e più sane, secondo numerosi studi. Ad esempio, una ricerca su una popolazione insolitamente longeva in Sardegna, ha dimostrato che forti legami con la famiglia e gli amici, insieme alla frequente attività fisica, possono contribuire alla longevità. La ricerca fu pubblicata anche dalla CNN nel maggio 2019. Secondo una revisione di 148 studi,  persone che vivono isolate corrono un rischio maggiore del 50% di morte prematura rispetto a quelle che hanno legami sociali più forti.

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Quale è il legame fra isolamento sociale e fumo?

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Sono due condizioni diverse, ma che comportano un rischio di mortalità molto simile. Secondo Lisa Berkman, direttrice dell’Harvard Center for Population and Development Studies, lo stress da isolamento sociale può indebolire il sistema immunitario delle persone, rendendole più esposte alle malattie infettive. Inoltre, le persone con forti legami sociali tendono ad avere comportamenti di salute migliori, come mangiare cibi sani ed essere fisicamente attive.

L’isolamento sociale può incidere anche su altre malattie?

Si. L’isolamento sociale ha un effetto maggiore sull’ipertensione in età avanzata, secondo un altro studio recente. Le persone con legami sociali sono anche meno esposte al comune raffreddore, secondo uno studio randomizzato.

Perché accade questo?

Seppure i dati siano chiari ed evidenti, perché le relazioni sociali abbiano un impatto così forte sulla salute e sul benessere non è stato ancora compreso. Probabilmente sentirsi in contatto con gli altri e condividere esperienze consente alle persone di costruire identità, accedere al supporto sociale e  ottenere affetto e considerazione dagli altri: tutto questo può essere una fonte di benessere.

Un’altra possibile risposta al motivo per cui socializzare faccia bene alla salute potrebbe essere nel funzionamento del cervello. Le persone con reti sociali più estese hanno dimostrato di avere una maggiore tolleranza al dolore in uno studio del 2016 di Katerina Johnson, una ricercatrice associata al Dipartimento di Psicologia Sperimentale dell’Università di Oxford. Osservando un campione di 107 persone, lo studio ha mostrato che i partecipanti con più amici erano in grado di sopportare un test del dolore più a lungo (la prova consisteva nell’essere accovacciati contro il muro con le gambe piegate a angolo di 90 gradi). Questo potrebbe accadere grazie a una sostanza chimica nel cervello chiamata endorfina. L’idea alla base dello studio  è che le persone con molti legami sociali abbiano una maggiore tolleranza al dolore perché hanno un’attività di endorfine più elevata.

Cosa sono le endorfine?

Le endorfine sono degli antidolorifici naturali del corpo e sono più forti della morfina. Queste sostanze chimiche aiutano a smorzare tutti gli stress a cui viene sottoposto il corpo, sia che si tratti di dolore fisico o psicologico.

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Le persone sole possono sentirsi ammalate anche se in realtà non lo sono?

Si.  Secondo uno studio del 2015 condotto dall’ente di beneficenza britannico Citizens Advice , circa 1 visita medica su 5 in Inghilterra è dovuta a esigenze non mediche, come solitudine, problemi di disoccupazione o relazioni personali.

L’attività sociale può essere una risorsa terapeutica consigliata dal medico?

E’ quanto avviene in alcune parti del Regno Unito, in cui alcuni medici di base hanno iniziato a prescrivere attività sociali come i club del libro ai pazienti, per soddisfare i loro bisogni medici e non. La “prescrizione sociale” funziona così: i medici di base identificano quando un paziente ha esigenze non mediche, come la necessità di aiuto con le finanze, la mobilità o la socializzazione. Questi pazienti vengono collegati a un operatore esterno, che conoscerà le persone, andrà alla radice dei loro problemi, svilupperà un piano basato sui loro desideri e li collegherà alle risorse di cui hanno bisogno.

Questi operatori di collegamento sono importanti, in particolare quando si tratta dei bisogni emotivi delle persone, perché le persone cronicamente sole perdono fiducia in se stesse e quando si presentano opportunità per conoscere altre persone, potrebbero essere scoraggiate dal farlo. Gli operatori di collegamento forniscono peraltro ulteriore supporto, come accompagnare la persona nelle attività sociali.

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Quanto è efficace la prescrizione sociale?

La prescrizione sociale è stata considerata “estremamente efficace”. Circa la metà delle 9.000 persone aiutate dagli operatori della Croce Rossa britannica hanno affermato di non sentirsi più sole dopo una media di 12 settimane. La misurazione della solitudine è stata effettuata utilizzando una scala di solitudine sviluppata dall’Università della California, a Los Angeles.

Perché gli amici facilitano la vita?

Perché possono farci coraggio  quando dobbiamo prenderci cura di noi stessi, darci piccoli e grandi aiuti materiali, offrirci sostegno emotivo, anche solo riflettendo insieme a noi sui problemi che ci riguardano, diminuendo così la loro gravità percepita, o addirittura aiutandoci a vederli come non-problemi. Se possono contare su un rapporto sicuro e si sentono amate, le persone vivono inoltre molto più sicure e tranquille.

Cosa dovrebbero fare le persone sole?

Le persone sole farebbero bene anzitutto a fare un controllo medico per valutare il loro livello di depressione e di ansia. Meglio ancora sarebbe darsi da fare per costruirsi una rete di relazioni sociali: è un modo semplice ed efficace per ritornare in salute e allungare la propria vita!

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