Vorrei essere una persona normale come gli altri – Consulenza on Line

una persona normale

Salve!Le scrivo per quattro ragioni: 1. ho paura che, a causa della mia enorme timidezza, rimarrò solo. Molte volte, infatti, penso che quando tutti i miei fratelli si saranno sistemati, io rimarrò solo come un cane. Io non ho né amici e né fidanzata. Talvolta, mi sento ancora un bambino (forse è proprio per questo motivo che non ho mai avuto una storia sentimentale). Avrei voluto seguire uno dei consigli che Lei ha riportato nel sito. In sostanza, tra i vari esempi, Lei dice che se una persona ama la musica ed è in cerca di nuove amicizie, può andare a far parte del coro della Parrocchia. Mi avrebbe fatto piacere seguire questo Suo consiglio ma, sia per timidezza e sia perché non mi sento pienamente cattolico (la mia spiritualità è – dopo una sorta di conversione – molto più vicina all’anglicanesimo che al cattolicesimo romano), ho evitato di propormi. A causa di questo mio non sentirmi pienamente cattolico, spesso e volentieri, litigo con mia madre. Dopo ogni lite con mia madre, soffro perché mi sento rifiutato, mal tollerato e non rispettato come uomo che può operare delle scelte dissonanti rispetto alla propria educazione. E poi, sospetto che nessuno voglia essere contraddetto dato che, dai tempi della scuola, mi è parso chiaro questo principio: viene accettato nel gruppo non chi è se stesso ma chi si conforma al modo di fare e di pensare degli altri. 2. Un altro motivo per cui Le scrivo è la paura di parlare dinanzi ad altra gente e di essere mal giudicato. Il più delle volte mi astengo però, quando proprio devo farlo, tutti notano la mia difficoltà. Mi trema la voce, comincia a battermi il cuore all’impazzata e, a volte, mi viene da ridere. Anche per i motivi succitati (ma non solo), non ho voluto fare l’università (i miei genitori, per questo motivo, mi hanno criticato e mi criticano moltissimo).3. Ho un gran timore di uscire da solo sia perché ho paura di incontrare gente violenta sia perché non mi sento sicuro quando attraverso la strada.4. In ambito lavorativo (lavoro in società con un mio cugino), mi sento davvero poco professionale, come se fossi un inesperto (a differenza di mio cugino che, ai miei occhi, è più professionale di me). Quando poi devo interloquire con un cliente, vado in ansia per paura di sbagliare.Sono triste, perché vorrei essere una persona normale. Esiste un rimedio ai miei problemi? Potrò mai diventare come gli altri?Chiedo scusa per il mio lungo messaggio ma non ce la faccio proprio più a convivere con questi problemi. Giovanbattista

Lettera spedita al sito www.clinicadellatimidezza.it secondo le modalità prescritte. Leggi il disclaimer.

 

Salve Giovanbattista,

Rispondo alla sua lettera, seguendo i punti che mi ha indicato.

1. Il coro della Parrocchia è chiaramente solo un esempio, che non va preso alla lettera… Mi sembra che lei, rinunciando a questa opportunità con la storia dell’anglanesimo, stia mettendo in atto un meccanismo di difesa (la razionalizzazione) che ha il preciso obiettivo di bloccare ogni suo tentativo di cambiamento. Razionalizzare significa ragionare sui propri problemi e trovare per essi delle soluzioni che all’apparenza sembrano razionali, ragionevoli, ma che nascondono invece un bisogno inconscio molto più profondo: quello di non cambiare nulla, per non perdere dei benefici secondari che la propria situazione offre. Credo ad esempio che il suo sentirsi ancora un bambino, i battibecchi con sua madre o con entrambi i suoi genitori per via della religione o dell’università, dimostrino che lei fondamentalmente ha paura di crescere. Ecco perché non si è trovato una ragazza ed ecco perché non vuole assumere un atteggiamento adulto nei confronti degli altri. E’ chiaro che essere spontanei è una cosa bella, ma non si può dire esattamente e completamente tutto quello che si pensa: questo, appunto, lo fanno i bambini, perché alla loro età non hanno responsabilità sociali e perché, quando sono spontanei sono molto carini e fanno anche sorridere. Non è così per le persone adulte, che invece debbono imparare a controllare le loro emozioni e ad essere consapevoli che certi atteggiamenti o certe posizioni possono essere difficili da accettare per gli altri, e non vanno imposte, ma negoziate. Tornando alla musica, potrebbe fare un corso di chitarra, un corso di canto, partecipare ad un gruppo di discussione su Internet, ecc. ecc.

2. Per imparare a gestire l’ansia può provare con il Training Autogeno.

3. Anche qui si potrebbe sospettare un meccanismo di difesa: quello della proiezione, cioè vedere negli altri quello che invece è dentro di noi (in questo caso l’aggressività). Perché infatti la gente dovrebbe essere violenta con lei? Quanto alla paura di attraversare la strada, può trattarsi di ansia, panico, fobie.

4. Lei è una persona normale, solo che in questo momento ha diversi porblemi, fra cui anche una scarsa autostima (del resto, nella situazione che vive, non potrebbe essere altrimenti!)

Conclusione: Se lei non ce la fa più a convivere con i problemi che mi elenca, un rimedio c’è: una buona psicoterapia cognitivo-comportamentale, con apprendimento di una tecnica di rilassamento, in sei mesi, massimo un anno, dovrebbe portarle molto giovamento.

N.B. Non mi dica ora che non crede più nella psicologia, perché si è ‘convertito’ alla parapsicologia…

Dr. Walter La Gatta – Ancona

Clinica della Timidezza

Tags: psicologia, timidezza, shyness

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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