Ansia e timidezza sono diverse: come affrontarle per vivere meglio

ansia e timidezza

Tutte le persone timide devono affrontare dei sintomi come il rossore, le palpitazioni, i tremori, la voce tremante, quando si trovano al centro dell’attenzione degli altri: molti lo ritengono un enorme stress, un vero calvario, qualcosa che mina profondamente la qualità della vita.

Eppure, tutti sono più o meno concordi nel dire che la timidezza non è una patologia:  come mai?

Semplice: non è la timidezza in sé che crea le situazioni negative che abbiamo descritto, ma l’ansia e la vergogna ad essa associate. Infatti quando la timidezza si associa ad una grave forma di ansia, nonché al sentimento della vergogna, i sintomi possono diventare talmente elevati e frequenti da portare la persona  all’isolamento sociale ed emotivo. 

La timidezza tuttavia è un’emozione comune nella vita di tutti i giorni: la maggior parte delle persone può sentirsi insicura nelle nuove situazioni, con persone poco conosciute, oppure quando si sente al centro dell’attenzione degli altri e sa di poter essere giudicata.

In queste situazioni tuttavia alcuni si fanno coraggio ed accettano le sfide, esponendosi al giudizio altrui, altri si tirano indietro ed evitano di prendere iniziative, per non rischiare brutte figure. I primi sono persone che, malgrado il timore di sbagliare, credono in se stesse, sanno che impegnandosi possono riuscire, o semplicemente riescono a buttarsi dietro le spalle le critiche e i cattivi ricordi, senza lasciare che essi feriscano la considerazione di se stessi; i secondi sono talmente sensibili  a tutto ciò che preferiscono non esporsi, sebbene in alcuni casi lo desiderino immensamente.

Del resto l’assertività, la grande sicurezza di sé, non sono dei must in assoluto e, tutto sommato, non sempre sono dei tratti desiderabili di personalità. Per un lavoro di precisione, ad esempio, molto meglio selezionare una persona timida, che per sua natura tende a controllare e ricontrollare tutto quello che fa e non si sente soddisfatta fino a che il suo lavoro non sfiora la perfezione. Allo stesso posto, una persona estroversa si curerebbe assai meno dei dettagli del lavoro, come dei tempi di consegna, della soddisfazione del cliente, ecc.

Alcune persone timide possono condurre una vita soddisfacente e con diverse relazioni sociali, nonostante gli imbarazzi, i rossori, le insicurezze e la naturale riservatezza, semplicemente perché questo per loro non è causa di vergogna e quindi non hanno l’ansia di voler apparire diverse da quelle che sono.

Le persone che invece non vivono mai bene sono le persone ansiose, ed è così anche se non sono timide. La persona ansiosa infatti è in genere impulsiva, stressata, umorale, a volte imprevedibile, spesso irragionevolmente pessimista, e questo non giova né alla sua vita personale, né alle relazioni che intrattiene con gli altri.

Quando una persona è sia timida, sia ansiosa, può essere portata a vivere male il suo modo di essere e a sentirsi perennemente preoccupata e in colpa per la sua fragilità emotiva e per non essere all’altezza del modello di perfezione cui aspira. Timidezza e ansia quindi cominciano ad interagire: l’ansia acuisce la timidezza e la timidezza acuisce l’ansia. E’ così che nasce la patologia dell’ansia sociale.

Per interrompere questo circolo vizioso occorre essere in maggiore armonia con se stessi e imparare a vivere meglio con gli altri, lavorando sia sull’ansia, sia sulla timidezza.

Per superare l’ansia è importante esporsi gradualmente all’oggetto delle proprie paure, imparare a controllare la propria emotività e a non aver paura della vita, sapendo far fronte con coraggio ed equilibrio alle varie sfide. Per alleviare le proprie angosce sarà utile sviluppare le capacità di rilassamento e la gestione delle emozioni negative (non aspettare che esse si manifestano, ma intervenire, con apposite tecniche, non appena si avverte che esse sono nell’aria).

Certamente anche la timidezza richiede degli interventi: occorre promuovere non solo l’autostima, ma anche un atteggiamento più attivo, meno apatico, meno preoccupato del giudizio altrui, più assertivo, più coraggioso. Già questo aiuterà le persone a vivere meglio la propria timidezza, che non sarà più considerata qualcosa di cui vergognarsi, ma una caratteristica del proprio modo di essere, che in alcuni casi può essere anche perfezionata, fino a farla diventare un punto di forza, come dice il sottotitolo del nostro sito, Clinica della Timidezza.

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
Pixabay

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Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

Contatti e Consulenza con il Dr. Walter La Gatta: qui

Biografia completa del Dr. Walter La Gatta: qui

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