Consolare i bambini è meglio che farli piangere?
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Perché i bambini piccoli piangono?
Tutti i bambini piangono, e alcuni più di altri. Del resto piangere è l’unico modo in cui il bambino può esprimere le sue emozioni e i suoi bisogni. A volte è facile capire di cosa hanno bisogno i bambini, ma a volte non lo è affatto (e i loro pianti disperati possono a volte durare ore e ore…).
Quali sono i motivi più comuni per cui i neonati piangono?
- fame
- pannolino sporco o bagnato
- stanchezza
- desiderio di coccole
- meteorismo
- caldo o freddo
- noia
- coliche
Quale è il momento della giornata in cui i bambini piangono più spesso?
Ci possono essere momenti della giornata in cui il bambino tende a piangere molto, ma la sera è sicuramente il momento più comune in cui questo accade.
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A che età piangono più di frequente i neonati?
Il picco si raggiunge a circa 7 settimane, ma poi gradualmente il pianto tende a diminuire.
Come calmare un bambino che piange?
- Mettere una musica o un leggero rumore di sottofondo può aiutare a distrarre il bambino;
- Mettergli vicino il suo giocattolo preferito;
- Prenderlo in braccio e ninnarlo;
- Fare dondolare il lettino o la carrozzina;
- Cantargli una canzoncina;
- Fare una passeggiata o un giro in auto;
- Massaggiargli delicatamente la schiena;
- Se gradisce fare il bagno, preparargli un bagno caldo.
Come fare quando il bambino piange continuamente e non c’è modo di calmarlo?
Ci possono essere delle volte in cui si è così stanchi da non poterne più di sentire il pianto. Se, dopo aver provato con pazienza e in ogni modo il bambino non accenna a smettere, conviene chiedere aiuto a qualcuno, oppure chiudere il bambino per qualche minuto in una stanza, provare a rilassarsi e poi ricominciare a consolarlo.
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Ci sono altri modi per farlo smettere di piangere?
In realtà no: il bambino che piange non sta bene. Occorre dunque fare tutto il possibile per consolarlo e soddisfare tutti i suoi bisogni, così come del resto si farebbe con una persona adulta. Se il bambino potesse esprimere a parole il suo malessere anziché piangere lo farebbe di sicuro: occorre dunque cercare di capire, prevenire e curare. Non ci sarebbe bisogno di dirlo, ma è evidente che un bambino piccolo non deve mai essere scosso o picchiato per farlo smettere di piangere.
Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
● Attività professionale online
● Terapie individuali e di coppia
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● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.
Per appuntamenti e collaborazioni: 347 – 0375949 anche via whatsapp
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