Fobia sociale e Covid 19
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Nel caso della fobia sociale (o ansia sociale) siamo nel campo della normalità o della patologia?
Per ciascun disturbo mentale vi è un continuum che unisce “normalità” e ‘’patologia’’, spaziando dallo psicologico allo psicopatologico. E’ così che si può parlare, nel caso della tendenza alla malinconia, di ‘temperamento depressivo’ oppure di ‘depressione grave’, nel caso dell’euforia di un ‘carattere ottimista oppure di uno ‘stato di eccitamento maniacale’ e così via.
L’ “ansia sociale” risulta collocabile lungo questo continuum, passando dalla timidezza e dall’inibizione della persona riservata, all’isolamento tipico della persona che soffre di fobie sociali: l’osservazione, la valutazione e l’interpretazione dei sintomi a livello cognitivo, affettivo e comportamentale consente di poter distinguere il semplice disagio personale dalla manifestazione di un disagio psichico.
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Cosa provoca l’ansia sociale?
L’esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’ansia, che può assumere le caratteristiche di un attacco di panico: la persona riconosce che la paura che prova è eccessiva o irragionevole, ma non riesce a controllarsi e, per questo, evita o sopporta con intensa ansia o disagio le situazioni temute, sociali o prestazionali.
L’ansia sociale è diversa dal normale stato ansioso?
Si, perché qui l’ansia e la paura sono presenti anche in situazioni in cui non sarebbero ragionevoli rispetto al contesto dello stimolo. La paura di interagire con gli altri è continua, eccessiva, persistente, causa forte stress, condiziona pesantemente la routine quotidiana, il funzionamento lavorativo, la vita sociale dell’individuo, tanto da portarlo all’isolamento.
Cosa è successo, sul piano psicologico, con la pandemia da Covid-19?
Durante la pandemia da Covid-19, molte persone si sono sentite isolate, preoccupate per il lavoro, la salute, le risorse economiche, l’accesso a cibo e provviste, e alcune hanno subito malattie e perdite. Tutti hanno dovuto cambiare il normale comportamento, distanziandosi socialmente dalle persone al di fuori della famiglia e hanno dovuto indossare mascherine negli spazi pubblici. Si tratta di un’esperienza molto particolare e dolorosa, che non potrà che lasciare segni evidenti nel modo di rapportarci con gli altri anche in futuro.
Cosa potrebbe succedere?
Quando si tornerà alla “nuova normalità”, potrebbe essere difficile lasciare la comunicazione virtuale per tornare a quella in presenza. Forse sembrerà strano stare di fronte a estranei con il viso completamente scoperto, o toccare le loro mani. Tutto questo sarà ancora più difficile per le persone che soffrono di ansia sociale e che in questo periodo si sono ancora più isolate dal mondo.
Cosa possono fare le persone che soffrono di ansia sociale durante la pandemia, per tenersi in allenamento?
Durante la pandemia, non bisogna perdere l’allenamento ai contatti sociali, per cui il consiglio è di sfruttare al massimo:
- collegamenti tramite telefono, chat o SMS
- videoconferenze
- collegamenti sui social media
- spedire lettere o cartoline
- inviare email
Come mantenere uno stile di vita sano?
Per mantenere uno stile di vita sano è importante dormire a sufficienza, mangiare pasti equilibrati e fare esercizio fisico ogni giorno.
Come prepararsi al ritorno alla socialità?
Può essere d’aiuto sfruttare questo tempo di distanziamento e di “mascheramento” sociale per leggere dei buoni libri di psicologia e cercare di comprendere meglio le ragioni delle proprie ansie e fobie. Un’altra buona idea potrebbe essere quella di iniziare un percorso di auto-miglioramento, tenendo un diario in cui vengono descritti tutti gli obiettivi che ci si è posti, i successi e gli insuccessi. Infine, si possono provare anche delle applicazioni di consapevolezza e rilassamento presenti sul web, scaricandole sui dispositivi portatili, e seguire i consigli che vengono dati.
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Quando cercare aiuto professionale?
Se ci si accorge che non si stanno facendo progressi, o si sta regredendo, con le paure sociali che diventano ogni giorno più importanti, nonostante il distanziamento e l’isolamento sociale, il consiglio è quello di rivolgersi a uno psicologo, in presenza oppure online.
Dr. Giuliana Proietti

Immagine:
Pixabay
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