La fobia sociale e il DSM-5

fobia sociale

La fobia sociale e il DSM-5



Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Tel. 347 0375949
Dr. Walter La Gatta
Psicoterapeuta Sessuologo
Tel. 348 3314908

Ancona, Civitanova Marche, Fabriano,  Terni, 
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Che cos’è il disturbo d’ansia sociale? (Fobia sociale)

Il disturbo d’ansia sociale, conosciuto anche come fobia sociale, è un tipo di disturbo d’ansia caratterizzato da intense sensazioni di paura, ansia e disagio nelle situazioni sociali. Seppure molte persone provino sintomi d’ansia in alcuni contesti sociali, chi soffre di disturbi d’ansia sociale (o fobia sociale) mostra una maggiore paura di interagire con gli altri e teme di apparire incapace o ridicolo nelle situazioni sociali o durante lo svolgimento di una attività.

In quali situazioni le persone con fobia sociale incontrano maggiori problemi?

Le persone con fobia sociale incontrano maggiori problemi nelle seguenti situazioni:

  • Mangiare di fronte ad altre persone
  • Parlare in pubblico
  • Essere al centro dell’attenzione
  • Parlare con estranei
  • Andare ad un appuntamento
  • Incontrare nuove persone
  • Fare un colloquio per un nuovo lavoro
  • Andare al lavoro o a scuola
  • Guardare gli altri negli occhi
  • Telefonare in pubblico
  • Utilizzare i bagni pubblici

Sintomi

I sintomi che denotano questo disturbo sono di tipo fisico, psicologico e comportamentale. Questi sintomi possono influenzare in modo significativo la vita quotidiana e le relazioni dell’individuo. Essi sono:

– Sintomi fisici

  • Sudore
  • Vertigini
  • Tensione muscolare o contrazioni
  • Mal di stomaco
  • Rossore
  • Tremore
  • Sudorazione eccessiva
  • Gola e bocca asciutte

– Sintomi psicologici

  • Alti livelli di ansia e paura
  • Nervosismo
  • Attacchi di panico
  • Dismorfofobia riguardante una parte del corpo (più comunemente il viso)

– Sintomi comportamentali

  • Evitare situazioni in cui l’individuo pensa di essere al centro dell’attenzione
  • Astenersi da determinate attività a causa della paura dell’imbarazzo
  • Isolarsi socialmente: l’individuo può lasciare il proprio lavoro o abbandonare la scuola
  • Alcolismo o abuso di sostanze

A5

Come si diagnostica un disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)?

I criteri diagnostici per il disturbo d’ansia sociale sono indicati nel DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali, pubblicato dall’APA, Associazione degli Psichiatri Americani, quinta edizione, uscita nel 2013).

Essi sono:

A. Paura marcata nei confronti di una o più situazioni sociali o di prestazione, in cui la persona è esposta a persone non familiari o al possibile controllo da parte di altri. L’individuo teme che agirà in un modo imbarazzante e umiliante (mostrando i suoi sintomi d’ansia) .

B. L’esposizione alla situazione temuta provoca quasi invariabilmente ansia, che può assumere la forma di un attacco di panico, vincolato o predisposto alle situazioni.

C. La persona riconosce che questa paura è irragionevole o eccessiva.

D. Le situazioni temute vengono evitate oppure vengono sopportate con intensa ansia e angoscia.

E. L’evitamento, l’aspettativa ansiosa o l’angoscia nelle temute situazioni sociali o prestazionali interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, col funzionamento professionale (accademico) e con le attività o le relazioni sociali, oppure c’è un marcato disagio nel soffrire di questa fobia.

F. La paura, l’ansia o l’evitamento è persistente e in genere dura 6 o più mesi.

G. La paura o l’evitamento non è dovuto agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (ad es. droghe, farmaci) o a una condizione medica generale non meglio spiegata da un altro disturbo mentale.

Nota: Questa definizione di ansia sociale è la spiegazione più chiara e precisa a partire dal 1980, anno in cui il disturbo è stato ufficialmente riconosciuto, anche se vi sono ancora delle imprecisioni che speriamo possano essere riviste nelle prossime edizioni del DSM.  Per vedere i cambiamenti fra DSM-IV e DSM-5 relativamente a questo disturbo, leggi questo nostro articolo, pubblicato quando la stesura della definizione finale del DSM-5 era ancora in fase di studio.

Quanto è diffuso questo disturbo?

Secondo il National Comorbidity Survey (USA), negli Stati Uniti, l’ansia sociale ha un tasso di prevalenza a 12 mesi del 6,8%, pertanto rappresenta il terzo disturbo mentale più comune negli Stati Uniti.
Statisticamente, le ricerche mostrano che il disturbo d’ansia sociale è più comune nelle donne che negli uomini (probabilmente le donne arrivano più frequentemente degli uomini all’osservazione clinica).

Le persone che soffrono di questo disturbo come lo curano?

  • Nonostante la disponibilità di trattamenti efficaci, meno del 5% delle persone con disturbo d’ansia sociale cercano cure nell’anno successivo all’esordio iniziale.
  • Più di un terzo delle persone riferisce sintomi che durano da 10 anni o più prima di cercare un aiuto professionale;
  • La ricerca ha mostrato che l’85% delle persone è in grado di migliorare o recuperare in modo significativo attraverso la sola terapia cognitiva comportamentale (senza farmaci).
Leggi anche:  Quando un figlio vuole cambiare sesso: che fare?

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Quali sono le cause?

La causa esatta del disturbo d’ansia sociale (fobia sociale) non è nota. Tuttavia, la ricerca attuale suggerisce che potrebbe essere causato da una combinazione di fattori ambientali e genetici (In genere i parenti di primo grado hanno una probabilità da due a sei volte maggiore di soffrire di un disturbo d’ansia sociale).

Come si cura?

Il disturbo d’ansia sociale è un disturbo completamente curabile che può essere superato con una terapia breve. Il consiglio è quello di cercare uno specialista per iniziare un percorso terapeutico personalizzato, focalizzato sui propri sintomi.

Molte ricerche hanno dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è un trattamento di notevole successo per coloro che soffrono di disturbo d’ansia sociale (fobia sociale).


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In cosa consiste una terapia cognitivo comportamentale?

La terapia cognitivo-comportamentale è un sistema di trattamento che prevede un focus sullo stile del pensiero e sulle influenze che questo ha, sia sul comportamento che sulle emozioni. Questa terapia aiuta a mettere in risalto il ruolo delle convinzioni inutili o errate, che influenzano gli stati emotivi e i comportamenti.

Durante questo percorso terapeutico ci si concentra sul cambiamento, nel paziente,  di pensieri, credenze, sentimenti e comportamenti riguardo alle situazioni sociali.

Si tratta di imparare a praticare un nuovo stile del pensiero, sostituendo gli schemi di pensiero automatici. Ad esempio, un individuo potrebbe lavorare sull’ossessione, che gli induce ansia, per cui “tutti mi fisseranno se vado alla festa”. Con l’aiuto del terapeuta si ragionerà sul fatto che questo pensiero automatico è irrazionale e pertanto dovrà essere sostituito da pensieri del tipo “gli altri guarderanno me non più di quanto guarderanno le altre persone”, oppure “sarò calmo e rilassato durante la festa e mi sentirò felice di essere presente”, ecc.

Per quanto riguarda la parte comportamentale, si svolgeranno, sotto il consiglio e il controllo del terapeuta, attività che riducono l’ansia e che aiutano a costruire una percezione più razionale di sé e di ciò che accade intorno a sé nelle attività sociali.

Con questi interventi, l’ansia provata nelle situazioni sociali si riduce in modo crescente.

Quanto sono indicate le terapie di rilassamento?

Le persone con disturbo d’ansia sociale potrebbero anche provare vari metodi di rilassamento per alleviare i sintomi d’ansia. Esempi di tecniche che si sono dimostrate utili sono: massaggi, meditazione, ipnoterapia, training autogeno.

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Come viene curato il disturbo d’ansia sociale presso i Terapeuti della Clinica della Timidezza?

La Dr. Giuliana Proietti e il Dr. Walter La Gatta hanno iniziato a vedere pazienti con problemi di ansia sociale a partire dai primi anni ’90 e, dopo la pubblicazione del sito Clinica della Timidezza, nel 2002, hanno visto centinaia di pazienti con questo disturbo.

Il nostro intervento sul disturbo d’ansia sociale si basa su terapie brevi, focalizzate sui sintomi.  Vengono forniti strumenti e strategie anti-ansia, che permettono di  imparare a pensare a se stessi in modo più razionale ed efficace.

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