Le esperienze positive possono condurci fuori strada
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Per la maggior parte delle persone l’ultima esperienza positiva vissuta può essere determinante nel prendere una decisione, a scapito di altre esperienze che si sono avute in tempi meno recenti.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, sostiene l’idea che vi sia una inclinazione naturale delle persone verso il ‘lieto fine’, il che porta ad attribuire alle esperienze positive recenti un valore spropositato rispetto ad analoghe esperienze passate. A causa di questa naturale propensione alla sopravvalutazione dell’ultima esperienza con “happy ending”, possiamo arrivare a prendere decisioni sbagliate.
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Gli autori usano l’analogia di una cena composta di tre portate: antipasti mediocri, un buon primo piatto e un dessert eccellente. Il dessert molto gradito avrà un grande peso sulla futura decisione di tornare in quel ristorante, piuttosto che se fosse successo l’inverso: un ottimo antipasto e un dessert mediocre (nonostante il fatto che, nel complesso, queste due esperienze possano essere considerate di pari valore).
Il cervello aggiorna costantemente il suo ‘giornale di bordo” interno e ogni nuova esperienza viene confrontata con le poche esperienze simili avute negli ultimi tempi. Più le esperienze sono antiche, meno peso hanno nelle decisioni, malgrado la loro rilevanza.
Come conseguenza di questo meccanismo cognitivo, perdiamo la ricchezza delle informazioni possedute e ci dimentichiamo subito delle esperienze negative, il che conduce a false convinzioni, che causano decisioni sbagliate, nonostante l’esperienza storica potrebbe, se presa in considerazione, convincerci del contrario.
Solo un piccolo numero dei partecipanti alla ricerca (9 su 41 partecipanti) è stato in grado di mantenere una capacità quasi perfetta nel ricordare con precisione le precedenti esperienze.
Questo, secondo i ricercatori, accade perché è difficile accedere all’ esperienza storica, ma anche perché si resta profondamente colpiti dalla fluttuazione positiva del momento.
La prossima tappa della ricerca sarà utilizzare tecniche di imaging per vedere se questa tendenza è collegata ad alcune parti del cervello,oppure è un condizionamento ambientale dovuto all’età o all’educazione. Dallo studio non è emersa alcuna correlazione tra i soggetti più anziani, o coloro che hanno un’occupazione più o meno tecnica, con questa tendenza ad appiattire il tempo, ma forse la dimensione del campione studiato è troppo esigua per trarre conclusioni.
L’esperimento ha riguardato delle scommesse rapide su due serie di monete d’oro di varie dimensioni.
Dr. Walter La Gatta
Saluto del CIS
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia - Dr. Walter La Gatta
Una presentazione del Centro Italiano di Sessuologia durante un Congresso tenutosi a Civitanova Marche.
Fonte:
The price of a happy ending can be bad decision-making, say researchers, Medical News Today
Immagine:
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