L'umiliazione - Consulenza online
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L’umiliazione – Consulenza online

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Consulenza online Walter La Gatta

ANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO

Ultimo Aggiornamento: Nov 2, 2020 @ 15:43

Salve Dr. Walter la Gatta,

le scrivo perché ho letto per caso un suo articolo in internet, Il senso dell’umiliazione (1 novembre 2011) che mi è stato molto utile. Ho 24 anni e vivo a Roma. Ho subito nel corso della mia adolescenza più di un episodio di umiliazione. Il colmo lo raggiunsi a 18 anni appena compiuti. Da quel momento ho iniziato a sentirmi terribilmente a disagio in mezzo alla gente fino a non riuscire più a guardarla negli occhi quando parlava. Mentre prima tendevo a monopolizzare la scena, da allora non ebbi più nulla da dire, come se tutto fosse divenuto improvvisamente privo di senso. All’epoca andavo bene a scuola, ero molto competitiva e stavo sveglia fino a sera tardi per essere preparata al meglio. Dopo questo trauma all’inizio non riuscivo più a capire quello che leggevo, come se il mio cervello non fosse più capace di decodificare le lettere scritte sui libri. La mia mente girava sempre intorno agli stessi pensieri come se questi avessero assediato il mio cervello. E camminavo, camminavo in circolo per ore anche. Ogni tanto mi sfiorava l’idea del suicidio. Insomma sono caduta in depressione.

Ora sono passati anni, mi sono iscritta all’università, ho iniziato ad andare da uno psichiatra che mi prescrive delle medicine che mi fanno sentire molto meglio. Ciò nonostante questa situazione di non pulizia mentale mi ha molto rallentato negli studi: sto al terzo anno fuori corso in Filosofia e sto ancora preparando la tesi della triennale. Come posso io ritornare a provare l’ansia che prima dei 18 anni provavo e mi permetteva di avere concentrazione e quindi successo? Oggi sto le ore sui libri ma non concludo nulla. Poi la mattina faccio fatica a svegliarmi a un’ora decente. E inoltre come faccio a imparare a stare a mio agio quando sto con gente che conosco poco o per nulla? Di solito in questi casi infatti la mia mente brancola nel buio e sento un fortissimo senso di disagio fisico.

Grazie per l’attenzione, spero mi risponda anche se non credo che intendesse questo per “richiesta di consulenza alla Clinica della timidezza”,
a presto,

Terhas

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A22

Gentilissima Theras,

A volte non è tanto l’offesa in sé a creare un senso di umiliazione, quanto le associazioni, consce e inconsce, che la persona produce in relazione a quanto le è accaduto. Alcuni infatti possono sentirsi offesi ma poi, con il tempo, letteralmente, possono dimenticare l’intero episodio, mentre altri possono tormentarsi ossessivamente e per lungo tempo, con ogni parola, ogni gesto, ogni comportamento, osservato in sé e negli altri, durante e dopo l’episodio di umiliazione subito. Non si tratta certamente di un fattore di intelligenza: chi non riesce con facilità a liberarsi del ricordo doloroso, probabilmente conserva già in sé delle ferite relative a qualche episodio similare vissuto in passato, forse nell’infanzia, non ancora perfettamente elaborato.

Ha fatto bene dunque a cercare aiuto nel momento del bisogno e ad assumere i farmaci, che l’hanno aiutata a stare meglio. Ora però lei avrebbe bisogno di provare di nuovo, gradualmente, ad affrontare la realtà senza il “filtro” dei medicinali che usa ( i quali probabilmente, come effetti collaterali, le danno la sonnolenza, l’apatia e la mancanza di determinazione di cui parla nella lettera ).

Le suggerirei di provare a chiedere consiglio al suo medico e al suo psichiatra, per capire se è il caso di ridurre gradualmente i farmaci. Ancor più importante ed opportuno però mi sembra l’inizio di una psicoterapia, che possa aiutarla a rielaborare gli episodi del passato che la fanno ancora soffrire e, soprattutto, a ritrovare significati e motivazioni nella vita, senza le quali è davvero difficile riuscire a fare molte cose, fra le quali studiare…
Le auguro molta felicità.

Dr. Walter La Gatta

 

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Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta sessuologo. Riceve a Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Roma e fa Terapie online, via Skype.

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