Patologica timidezza - Consulenza online

Patologica timidezza – Consulenza online


Consulenza online Walter La Gatta

ANCONA ROMA TERNI CIVITANOVA MARCHE FABRIANO

Ultimo Aggiornamento: Ago 11, 2022 @ 10:21

vi ringrazio per questa iniziativa che ritengo molto utile a tutte le persone che sono in difficolta

vi espongo il mio problema , sono ormai un uomo di 41 anni , con un lavoro ma sento sempre di piu’ la solidutine dovuta alla mia patologica timidezza ,che non mi permette di entrare in contatto con gli altri e soprattutto con le donne.
Timidezza che credo avere da sempre e che  mi ha messo sempre in difficolta’ :da ragazzino per es. ero entrato nei boyscout ma ne sono uscito dopo alcuni mesi per l’incapacita’ di stare nel gruppo e conseguentemente l’atteggiamento di scherno dei miei compagni a scuola pochi amici e soprattutto il passaggio all’universita’ è stato fatale , non riuscivo a frequentare per paura di non parlare con nessuno ed essere considerato un tonto ,chisura incasa con pochissimi vecchi amici che poi si sono allontanati per farer la loro vita , e quindi solidutine e mancanza di rapporti con tutti , con le ragazze, neanche ci pensavo , non riuscendo a parlare nemmeno  con i ragazzi.Amori mai avuto uno , neanche nell’adolescenza ,mai ,neanche un bacio.Una laurea presa cosi’ studiando chiuso in casa con genitori distratti che non vedevano o  volevano non vedere le mie difficolta’ ,io stesso che non riuscivo allora ad esprimere il mio disagio ma mi rifugiavo nei sogni costruendomi una vita parallela e felice; qualche anno di disoccupazione  e poi un lavoro tenuto con grande difficolta’ , sempre sottomesso e messo in disparte per il mio carattere troppo chiuso e debole.
Poi qualche anno fa la morte di mio padre, uomo molto chiuso ,irascibile  ma buono , con cui non sono riuscito pero’ mai ad avere un dialogo , anzi ad un certo punto dai vent’anni in poi quasi non ci parlavamo piu’ ma non per un fatto particolare ma per un mio sentimento di rancore per non avermi capito o avermi fatto cosi’ e non avermi aiutato
Mi sento colpevole di non essere stato capace di costuire un rapporto con lui anzi , di essermi sempre allontanato perchè vedevo in lui le mie difficolta’ di socializzare ,invece di unirmi per sconfiggere insieme a lui i problemi ! che errore
Ora senza un vissuto mi sembra ancora piu’ difficile uscire da questa tristezza, mi sento  se possibile ancora piu’ bloccsato di prima con un’ ansia ed un angoscia che aumenta sempre piu’.
Come faccio ad uscire da questa situazione ? mi sembra impossibile ,spero che mi diate un consiglio giusto

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Grazie delle sue gentili parole. Nessun consiglio è veramente giusto o sbagliato: la sua efficacia dipende da quanto la persona che lo ha chiesto sia realmente disponibile a cercare, in quel consiglio, una via per uscire dalla sua situazione: seguendolo, modificandolo, stravolgendolo, ma facendo comunque qualcosa per uscire dal suo immobilismo.

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Direi che, facendo un bilancio della sua vita, lei dovrebbe essere abbastanza contento di ciò che, fin qui, è riuscito a fare, malgrado le tante difficoltà: in particolare per quanto riguarda la laurea e il lavoro. Non è poco, sa? Questo è un ottimo punto di partenza per soddisfare il suo terzo obiettivo, cioè quello di trovarsi una ragazza e crearsi una famiglia.

Quanto all’avere rimpianti per quello che avrebbe potuto essere il rapporto con suo padre, ma non è mai stato, credo che questa sia una inutile pena che lei aggiunge alla già difficile condizione del suo presente. Poiché non è più possibile cambiare le cose infatti, l’unico atteggiamento positivo è quello di analizzare le situazioni per come sono realmente andate, senza idealizzazioni, rimorsi o rimpianti.

Come lei dice infatti, il rapporto non è stato costruito solo per sue manchevolezze: anche dall’altra parte vi erano delle reazioni aggressive esagerate, o esagerata indifferenza, che non permettevano certamente un dialogo costruttivo. Non escluderei che i vostri due caratteri, forse troppo simili, vi facevano vedere reciprocamente nell’altro il riflesso di voi stessi, traendone un senso di ansia, di paura e di insoddisfazione.

Probabilmente quando le capiterà di diventare genitore avrà modo di rivivere queste sensazioni, anche se dall’altra parte, ed in quella occasione potrà comprendere molto meglio sia il vissuto di suo padre, sia le sue reazioni di figlio.

… Per fare questo però, c’è anzitutto da cercarsi una ragazza: non è detto che l’idea migliore sia cercarla tra la “pazza folla”; ha mai provato a chattare con una ragazza dicendole: mi piacciono le persone timide, perché lo sono anch’io… Tu come la pensi in proposito? E se non andasse bene il primo tentativo, ne faccia un secondo, poi un terzo e così via, almeno fino a 100. Statisticamente parlando potrebbe conoscere, così facendo, non meno di dieci ragazze interessanti con cui provare a imbastire una storia. Ci provi.

Dr. Walter La Gatta

 

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Immagine:

Unsplash

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