Terapia cognitivo comportamentale e ansia cronica

Terapia cognitivo comportamentale e ansia cronica

TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE E ANSIA CRONICA

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Terapia dell’ansia
Ancona – Fabriano – Civitanova Marche
Tel. 347 0375949

Anche chi non ha familiarità con il mondo della psicologia, è probabile che abbia sentito parlare della terapia cognitivo comportamentale, un metodo terapeutico utilizzato in tutto il mondo soprattutto per curare i disturbi d’ansia, le fobie, gli attacchi di panico, la mancanza di autostima (e molto altro).

Sebbene questo metodo terapeutico sia basato su principi abbastanza semplici, esso può dare risultati molto efficaci e duraturi, se messo in pratica nel giusto modo.

La terapia cognitivo comportamentale mira a cambiare i modelli di pensiero, le convinzioni, consce e inconsce, gli atteggiamenti e i comportamenti di una persona, al fine di aiutarla ad affrontare le difficoltà a raggiungere i propri obiettivi.

Lo psichiatra Aaron Beck fu il primo a praticare la terapia cognitivo comportamentale. Come la maggior parte dei professionisti della salute mentale dell’epoca, Beck era inizialmente uno psicoanalista.

Nel praticare la psicoanalisi, Beck notò la prevalenza del dialogo interno nei suoi clienti e si rese conto di quanto forte potesse essere il legame tra pensieri e sentimenti. Modificò dunque la terapia praticata, al fine di aiutare i suoi clienti a identificare, comprendere e gestire i pensieri automatici e le emozioni provate dai suoi pazienti.

Beck scoprì che la combinazione della terapia cognitiva con tecniche comportamentali produceva i migliori risultati nei suoi pazienti e da queste osservazioni furono gettate le basi della forma di terapia più popolare e influente degli ultimi cinquanta anni.

La maggior parte dei trattamenti con tecniche cognitivo comportamentali dura da cinque a dieci mesi, con sedute settimanali di 60 minuti.

 

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Terapia dell’ansia
Ancona – Fabriano – Civitanova Marche
Tel. 347 0375949

Distorsioni cognitive

Molte delle tecniche di terapia cognitiva comportamentale più popolari ed efficaci sono applicate alle “distorsioni cognitive”, cioè a pensieri imprecisi che rafforzano gli schemi o le emozioni del pensiero negativo (Grohol, 2016).

Ci sono diverse distorsioni cognitive che possono affliggere anche i soggetti più equilibrati. Ne elenchiamo alcune.

1. Filtro
Il filtro si riferisce al modo in cui una persona può ignorare tutte le cose positive della sua vita, per concentrarsi esclusivamente su quelle negative. La trappola consiste nel soffermarsi su un singolo aspetto negativo di una situazione, anche se si è circondati da un’abbondanza di cose buone.

2.  Pensiero polarizzato / Pensiero in bianco e nero
Questa distorsione cognitiva consiste nel pensare al “tutto o niente”, senza spazi per le sfumature: tutto è bianco o nero, senza sfumature di grigio. Se non si funziona perfettamente in alcune aree, ci si potrebbe sentire come un fallimento totale, invece di riconoscere semplicemente che si potrebbe non essere sufficientemente qualificati per avere buone prestazioni in una determinata area.

3. Generalizzazioni
L’eccessiva generalizzazione porta a prendere in considerazione un singolo episodio, utilizzandolo come unica prova per un’ampia conclusione. Per esempio, un colloquio di lavoro andato male può portare la persona a pensare che mai nessuno le offrirà un lavoro, dal momento che non si è capaci di sostenere il colloquio.

4. Saltare alle conclusioni
Simile alla generalizzazione, questa distorsione implica un ragionamento errato su come trarre le conclusioni. Saltare alle conclusioni si riferisce alla tendenza ad essere sicuri di qualcosa senza in realtà averne alcuna prova. Ad esempio, potremmo essere convinti di essere antipatici a qualcuno, pur senza averne prove reali, o potremmo credere che le nostre paure diventeranno realtà prima di avere la possibilità di scoprirlo davvero.

5. Catastrofismo
Questa distorsione implica l’aspettarsi che il peggio accada o sia accaduto, sulla base di un episodio che non è poi così catastrofico come lo si immagina. Per esempio, si potrebbe commettere un piccolo errore sul lavoro convincendosi che questo rovinerà il progetto su cui si sta lavorando, che il proprio capo sarà furioso e che si perderà il lavoro. In alternativa, si potrebbe ridurre al minimo l’importanza delle cose positive raggiunte, come un buon risultato sul lavoro, o una caratteristica personale di cui essere invece fieri.

6. Personalizzazione
Questa è una distorsione per cui un individuo crede che tutto ciò che fa abbia un impatto su eventi esterni o su altre persone, non importa quanto irrazionale possa essere. Una persona con questa distorsione sentirà di avere un ruolo esagerato nelle cose brutte che accadono intorno a sé. Per esempio, si potrebbe convincere che essere arrivata in ritardo di qualche minuto a una riunione potrebbe essere stata la causa dell’insuccesso della propria azienda.

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Terapia dell’ansia
Ancona – Fabriano – Civitanova Marche
Tel. 347 0375949

Le tecniche

Esistono molti strumenti e tecniche utilizzati nella terapia cognitivo comportamentale, molte delle quali possono essere utilizzate sia in un contesto terapeutico che nella vita di tutti i giorni. Queste tecniche sono tutte efficacissime per superare i problemi di ansia.

Diario
Questa tecnica è un modo per raccogliere informazioni su stati d’animo e pensieri.  Può aiutare a identificare i propri modelli di pensiero e le tendenze emotive: descrivendole si riesce a cambiarle, adattarle o affrontarle.

Ristrutturazione cognitiva
Una volta identificate le distorsioni relative al proprio stile del pensiero, si può iniziare a esplorare come queste distorsioni abbiano messo radici nella propria mente e perché si sia arrivati a crederci. Quando si scopre che una convinzione è distruttiva o dannosa, si può iniziare a sfidarla.

Tecnica dell’esposizione
Questa tecnica implica l’esposizione a sensazioni corporee temute, al fine di suscitare la risposta. Questa tecnica ha lo scopo di aiutare la persona a capire che i sintomi del panico possono non essere pericolosi, sebbene possano essere estremamente fastidiosi.

Lo scenario peggiore
Con questa tecnica, l’individuo vulnerabile all’ansia conduce una sorta di esperimento mentale in cui immagina il risultato del peggiore scenario possibile. Lasciare che questo scenario si svolga può aiutare l’individuo a riconoscere che anche se tutto ciò che teme avverrà, il risultato sarà comunque gestibile.

Rilassamento muscolare e Training Autogeno
Queste tecniche  insegnano a rilassare un gruppo muscolare alla volta fino a quando tutto il corpo è in uno stato di rilassamento. Questi metodi possono essere particolarmente utili per calmare una mente troppo sovraccarica di emozioni.

 

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Terapia dell’ansia
Ancona – Fabriano – Civitanova Marche
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Immagine
Pexels

 

GP

Autore:

Redazione
Il Sito www.clinicadellatimidezza è online dal 2002 e si occupa di timidezza, ansia e fobie sociali.
Responsabile, Dr. Walter La Gatta, psicoterapeuta di Ancona.

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