Per resistere alle tentazioni ci vuole autocontrollo.

Mentireste per ottenere un beneficio personale? La maggior parte delle persone probabilmente potrebbe mostrarsi indecisa sulla risposta, perché molto dipende ovviamente dalle circostanze, dalla somma di denaro in gioco, dal tono dell’umore, dal momento della giornata. Proprio così: anche il momento della giornata, visto che una recente ricerca ha scoperto che alcuni tendono a mentire più al  pomeriggio che al mattino.

Per resistere a tentazioni considerate non etiche infatti, ci vuole autocontrollo e l’autocontrollo può venire a mancare quando si è stanchi. Vent’anni fa, lo psicologo Roy Baumeister ha proposto una teoria secondo la quale gli esseri umani hanno una limitata capacità di esercitare l’autocontrollo, che egli ha paragonato ad un muscolo affaticato: più si esercita l’autocontrollo, più ci si stanca e dunque si finisce per soccombere alle tentazioni.

L’autocontrollo è influenzato anche da fattori esterni: la privazione di sonno, l’ipoglicemia, la pressione sanguigna ecc. che possono compromettere la capacità di controllarsi, così come invece il sonno, la quiete o la meditazione possono alimentarlo. Gli studi hanno inoltre dimostrato che le persone possono aumentare le loro risorse di autocontrollo con la pratica, nel tempo, sia sotto forma di esercizi di autocontrollo, sia attraverso l’esercizio fisico regolare.

Ma è effettivamente così, l’autocontrollo è qualcosa di definito, che può aumentare o diminuire? Maryam Kouchaki e Isaac Smith hanno recentemente affrontato la questione in una serie di esperimenti psicologici e pubblicato le loro scoperte nel numero di gennaio di Psychological Science.

Kouchaki e Smith hanno condotto un primo esperimento su studenti universitari, ma l’esperimento è fallito perché ai ragazzi è stata data libertà di scelta nei momenti cui partecipare. I risultati hanno comunque mostrato che i partecipanti testati su un compito computerizzato nel pomeriggio avevano mentito più di quelli testati al mattino.

I ricercatori hanno dunque eseguito un nuovo esperimento online che assegnava casualmente i partecipanti a una sessione mattutina o pomeridiana (ore 8-11 ore o 15-18). Durante queste sessioni, i partecipanti dovevano selezionare uno di due messaggi da inviare ad un individuo che essi non avevano mai incontrato (persona in realtà fittizia) che avrebbe dovuto decidere quanto retribuirli per la loro partecipazione. Se il partecipante inviava un messaggio giudicato sincero da questa persona, avrebbe ricevuto 25 centesimi, se ingannevole, il doppio. Risultato: i messaggi inviati nel pomeriggio erano più ingannevoli (65%) rispetto a quelli del mattino (43%).

Nel complesso, questi risultati supportano la previsione dei ricercatori, cioè che l’esaurimento di autocontrollo durante la giornata possa rendere le persone più disponibili a mentire nel pomeriggio. Detto questo, va notato comunque che quasi la metà dei partecipanti nella condizione mattutina erano comunque disposti a mentire e che la maggioranza dei partecipanti della mattina e oltre un terzo dei partecipanti del pomeriggio avevano optato per dire la verità, anche se la loro onestà aveva un costo. La volontà di mentire chiaramente differisce da persona a persona: coloro che facilmente giustificano menzogne e imbrogli vengono definite persone con un”alto disimpegno morale“, mentre coloro che lottano contro le proprie minime trasgressioni dalla regola sono persone con un “scarso disimpegno morale”.

I ricercatori hanno eseguito un esperimento per testare le tendenze personali. In primo luogo, i partecipanti dovevano dirsi d’accordo su otto affermazioni moralmente discutibili, come la seguente: “Considerando il modo in cui le persone mentono su sé stesse, è quasi un peccato non gonfiare un po’ le proprie credenziali”. I ricercatori hanno a questo punto calcolato il punteggio di disimpegno morale per ogni partecipante.

La settimana successiva, i partecipanti sono stati messi di fronte ad un nuovo compito che li premiava economicamente se mentivano ed anche questa volta le menzogne sono state più frequenti nel pomeriggio (4.,48 di media) rispetto al mattino (2,63 di media). Quando i ricercatori hanno combinato questi risultati con i punteggi sul disimpegno morale dei partecipanti, essi hanno scoperto che le persone che tendevano a giustificare il loro cattivo comportamento mentivano sia di mattina, sia di pomeriggio. Erano le persone con un maggiore impegno morale, coloro che desiderano avere un comportamento etico e che si sentono male quando non rispettano le regole, che sono influenzate dal momento della giornata (in media, gli individui in questo gruppo hanno mentito più del doppio nel pomeriggio rispetto al mattino), grazie al calo di tensione nel loro self control.

Questi risultati si basano su un test artificiale condotto online e con piccole quantità di denaro in gioco, tuttavia lo studio sembra dimostrare che le persone siano più suscettibili all’idea di mentire per ottenere un guadagno personale nel corso della giornata piuttosto che al mattino e probabilmente questa constatazione può essere estesa alle situazioni reali. L’altro insegnamento potrebbe essere questo: i compiti più difficili vanno affrontati quando si è freschi e riposati, perché l’autocontrollo cambia nel corso della giornata.

Fonte:
Honesty’s Daily Decline, Scientific American

Dr. Walter La Gatta

Immagine:
Joybot, Flickr

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

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www.clinicadellatimidezza.it


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