Quando i bambini hanno paura del buio

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buioLa paura del buio può essere considerata una fobia se è accompagnata da pensieri negativi ed irrazionali, che generano una forte reazione ansiosa. Le fobie nei bambini si sviluppano generalmente dopo che essi hanno sperimentato delle forti paure in specifiche situazioni. Questa associazione fa si che quando la situazione si ripresenta, il bambino vive un’ansia anticipatoria che ne determina il comportamento fobico (il quale dunque si rinforza ogni volta che la paura viene riprovata). Ora, se un bambino ha sviluppato una fobia nei confronti di un serpente è abbastanza facile nella società in cui viviamo cercare di desensibilizzarlo allo stimolo negativo attraverso un apposito percorso di esposizione graduale. Se invece la paura è quella del buio, la cosa è molto più difficile, in quanto il buio è presente ogni giorno (o meglio, ogni notte) della nostra vita. Per cercare di aiutare i bambini a superare questa paura occorrerebbe conoscere quale è il problema che ha generato la paura, ma altre considerazioni importanti vanno comunque fatte.

1. La predisposizione all’ansia può essere ereditata, sia ttraverso il corredo genetico trasmesso dai genitori, sia attraverso il modello comportamentale che essi offrono ai figli, sul quale i bambini plasmano la loro personalità.

2. Genitori troppo protettivi, che non permettono al bambino di sviluppare delle sue difese, in quanto intervengono ancor prima che i problemi si presentino al figlio, possono contribuire involontariamente alla determinazione di paure e angosce nei loro bambini, che potrebbero invece essere evitate.

3. In altri casi la specifica paura del buio può svilupparsi dopo esperienze particolarmente traumatiche per il bambino, come la morte o l’abbandono di un congiunto, una malattia, una ospedalizzazione. E’ importante allora capire se, dietro alla paura del buio vi sia ad esempio la paura della morte, del dolore, o altro.

4. Vanno indagati anche i vissuti del bambino quando è fuori di casa, ad esempio a scuola: ha un buon rapporto con i compagni, con gli insegnanti, con gli amici? Può aver subito aggressioni o atti di bullismo?

Prima di chiedere l’aiuto di uno psicologo si può cercare di desensibilizzare il bambino a questa paura, ad esempio cercando di produrre il buio nella casa in modo graduale, cominciando a spegnere via via le luci, evitando di passare da una stanza completamente illuminata ad una completamente buia. Ed ancora: utilizzare delle piccole luci notturne; dare al bambino una torcia, da utilizzare quando ha paura.
Niente è però più rassicurante per il bambino della mamma o del papà che gli leggono una storia e quindi lo accompagnano dolcemente fra le braccia di Morfeo, evitando che gli ultimi suoi pensieri nello stato di veglia siano negativi o ansiogeni.
Si può inoltre rendere allegro il buio, con la musica o ad esempio con le ombre cinesi (immagini fatte con le mani e proiettate sul muro). Molto efficaci infine sono le terapie di rilassamento o la concentrazione sul respiro (inspirazioni ed espirazioni).

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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