Sentirsi brutti – La dismorfofobia
In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Cosa si intende per dismorfofobia?
Il termine viene dal greco morphé, forma distorta e φόβος, phobos = timore. E’ una fobia che nasce da una visione distorta del proprio aspetto esteriore, causata da un’eccessiva preoccupazione della propria immagine corporea.
Con quale altro nome è conosciuta la dismorfofobia?
Come “disturbo da dismorfismo corporeo”.
Come viene classificata questa fobia?
Nell’ICD-10 la dismorfofobia è inclusa nei disturbi somatoformi (classificazione F4) ed è associata al disturbo ipocondriaco (F45.2).
Le persone che ne soffrono hanno reali difetti fisici?
No, si tratta di soggetti che tendono ad esagerare i propri difetti, concentrandosi solo su quelli e perdendo di vista la condizione generale.
Cosa comporta la dismorfofobia?
Il soggetto che ne soffre non riesce, anche volendo, a modificare i pensieri negativi che nutre sul suo aspetto. Non valgono neanche le rassicurazioni da parte delle persone vicine, che non vengonpo credute. In genere il disturbo porta all’isolamento sociale. Un altro problema frequente è il ricorso non necessario alla chirurgia estetica.
Quanto è diffuso questo disturbo?
Si stima che riguardi circa l’1-2 % della popolazione. Tra i pazienti dermatologici questo dato può salire anche al 10-15%.
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Quale è l’età di insorgenza della dismorfofobia?
In genere il disturbo insorge nella prima adolescenza.
Si tratta di una malattia seria?
Si, visto che un quarto dei soggetti che ne soffrono tenta il suicidio.
Quali sono le altre implicazioni di questo disturbo?
L’individuo può sviluppare comportamenti fobico–ossessivi, che possono evolvere in disturbi dell’alimentazione, specialmente in soggetti adolescenti.
Quali parti del corpo vengono più frequentemente prese di mira?
Le preoccupazioni possono focalizzarsi sull’intero aspetto esteriore o solo su una parte delimitata del corpo. In genere, le parti maggiormente interessate sono:
- Per le donne : seno, capelli, cosce e fianchi per le donne;
- Per gli uomini: torace, addome, naso, pene, testicoli e capelli.
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Quali sono i sintomi tipici?
I sintomi tipici sono i seguenti:
- Mascherare le parti del corpo ritenute sgradevoli, con varie strategie
- Eccessivi controlli allo specchio o evitamento dello specchio
- Eccessiva cura del corpo
- Eccessiva attenzione agli abiti
Può trattarsi anche di un disturbo psichiatrico?
Si, le forme gravi di dismorfofobia portano a sintomi psicotici, come schizofrenia, disturbo delirante, disturbo dissociativo o dell’identità.

Si conosce la ragione della dismorfofobia?
Non precisamente, anche se è stato appurato che i soggetti con diagnosi di dismorfofobia hanno una attività cerebrale non regolare in alcune regioni del cervello, associate con l’elaborazione visiva. Nell’osservare il proprio viso, sia nella forma normale, sia in quella alterata a bassa frequenza spaziale, essi mostrano di avere un’attivazione insolita nel corpo striato, corrispondente al lobo frontale del cervello, che si occupa dei comportamenti di controllo e della gestione delle emozioni. in risposta agli stimoli ambientali. Il disturbo potrebbe dunque consistere nella difficoltà a percepire ed elaborare le informazioni generali relative alle parti del corpo.
Sul piano psicologico e ambientale la malattia potrebbe essere causata da esperienze di abuso e trascuratezza durante l’infanzia.
La dismorfofobia è simile al pensiero ossessivo-compulsivo?
Si, fra le due patologie vi sono molte analogie.
Come si cura la dismorfofobia?
La terapia classica consiste nella psicoterapia, se necessario associata alla somministrazione di farmaci volti ad attenuare la componente ossessiva ed ansiosa che alimenta il disturbo, nonché per aumentare il tono dell’umore.
Dr. Giuliana Proietti
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