Conoscere il suicidio per prevenirlo

suicidio conoscerlo

Se siete uomini, avete provato anche in passato a farvi del male, usate psicofarmaci, avete dipendenza da alcol e droghe, fumate, siete sicuramente più esposti di altri al suicidio.

Nelle professioni, particolarmente a rischio sono i medici (in particolare le donne-medico), i veterinari, le infermiere, i dentisti e gli agricoltori, per il fatto che queste categorie hanno più facile accesso ai farmaci che possono essere utilizzati per il suicidio.

Il Professor Keith Hawton, del Centre for Suicide Research, presso la University of Oxford, Regno Unito e il Professor Kees van Heeringen, della Unit for Suicide Research, University Hospital, di Gent, in Belgio, discutono di questi argomenti sulla rivista scientifica Lancet., dalla quale si apprende quanto segue:

Entità. Si stima che ogni anno muoiano per suicidio un milione di persone, uno ogni 40 secondi. Il suicidio riguarda l’1,5% delle persone che muoiono nel mondo ed è la decima causa di morte.

Localizzazione. In Europa i livelli di suicidio sono più elevati nei Paesi più nordici. Un similare effetto-latitudine è stato riscontrato anche in Giappone, il che suggerisce che l’esposizione al sole potrebbe avere un suo ruolo di influenza. Si è visto tuttavia che Paesi che condividono la stessa latitudine, come Regno Unito e Ungheria hanno differenti livelli di suicidio. In Europa ci si suicida in particolar modo nei Paesi dell’Est; più del 30% dei suicidi del mondo avviene in Cina, dove il 3,6% delle morti sono dovute al suicidio.

Genere sessuale. Nei paesi sviluppati il tasso di suicidio riguardo al genere sessuale è da due a quattro uomini ogni donna che decide di togliersi la vita. Nei paesi asiatici questa differenza di genere è più attenuata ed in Cina è addirittura ribaltata, dal momento che sono più donne che uomini a prendere questa decisione ultimativa della loro vita.

Età. A suicidarsi, in tutti i Paesi del mondo, sono più gli anziani, ma negli ultimi cinquanta anni sempre più giovani sono interessati al problema, specialmente fra gli uomini.

Periodo. Il picco dei sucicidi avviene in primavera o nel primo periodo dell’estate: in questo periodo il rischio rigurda in particolare le donne.

Gruppi etnici. Gli americani di origine europea hanno un tasso di suicidio più elevato degli americani di origine ispanica o africana, anche se questa differenza si sta riducendo, visto l’aumentare dei suicidi fra i giovani neri. Le popolazioni native, come gli aborigeni in Australia e gli americani non immigrati hanno un tasso più elevato di sucidi, forse a causa della loro marginalizzazione sociale e culturale e del più alto consumo di alcol.

Condizione lavorativa. Si suicidano di più i disoccupati che gli occupati (ma c’è da precisare che le persone che soffrono di malattie mentali sono spesso disoccupate).

– Mezzi utilizzati. In genere gli uomini usano mezzi violenti per suicidarsi (eg, impiccagione o armi da fuoco), le donne meno violenti (avvelenamento). Ci si suicida in diversi modi anche a seconda del Paese in cui si vive: ad esempio nell’Asia del Sud ci si spara, così come in America, grazia alla facile disponibilità di armi in casa. Nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo si usano i pesticidi.

Problemi mentali. Circa il 90% delle persone che si uccidono hanno problemi mentali. La depressione aumenta il rischio di suicidio di 15 o 20 volte e circa il 4% delle persone depresse muore a causa del suicidio.

– Come accorgersi del rischio. Possono essere predittori clinici del rischio di suicidio l’autolesionismo, la depressione. Circa il 10-15% dei pazienti che soffrono di disturbo bipolare muoiono per suicidio, in particolare all’inizio della malattia e il 5% dei malati di schizofrenia.

Fattori di rischio. Aumentano il rischio l’abuso di alcol, l’anoressia nervosa, il disturbo da deficit di attenzione, il disturbo da dismorfofobia (in particolare le donne che si sono sottoposte ad un intervento di ingrandimento del seno).

Malattie fisiche. Le persone con un più alto indice di massa corporea corrono minori rischi di suicidio, sebbene soffrano spesso di depressione. Le malattie fisiche che spingono a togliersi la vita sono anzitutto il cancro, poi l’HIV/AIDS, la sclerosi multipla, l’epilessia.

Problemi psicologici. Dal punto di vista psicologico sono particolarmente a rischio le persone abusate sessualmente durante l’infanzia o chi ha vissuto uno stress particolarmente grave come disastri naturali. Sorprendentemente, anche la morte di una persona celebre induce al suicidio. Dopo la morte della Principessa Diana, ad esempio, il tasso dei suicidi è aumentato del 17%, soprattutto fra le donne della sua età.

Guerra. Durante la guerra ci si uccide di meno, forse grazia alla speciale coesione sociale che si crea nella comunità.

Internet e media. Anche Internet fa la sua parte: i siti ed i media in generale che parlano di comportamenti suicidari possono influenzare la decisione di alcune persone.

Autopsie. Dalle autopsie di chi è morto per suicidio si possono osservare dei cambiamenti nelle funzioni di neurotrasmissione centrale, come ad esempio nel sistema della serotonina o nel livello troppo basso di colesterolo, causato da diete o dall’uso di statine.

Familiarità. Precedenti casi di suicidio in famiglia raddoppiano il rischio, specialmente nelle ragazze e nelle donne.

Prevenzione. Chi ha un familiare a rischio dovrebbe essere molto attento a valutare ogni piccolo cambiamento nei comportamenti, richiedendo se necessario anche l’ospedalizzazione o l’assunzione di psicofarmaci, come il litio, che sembra aver ridotto il tasso di suicidi del 60%.
Può essere importante anche togliere di mezzo qualsiasi strumento che possa essere utilizzato per togliersi la vita. Molto importanti sono i corsi scolastici volti ad insegnare ai giovani una cultura del benessere, così come un efficace controllo sui media, quando riportano casi di suicidio.

Fonte: “Suicide”Prof Keith Hawton DSc, Prof Kees van Heeringen PhD The Lancet, Volume 373, Issue 9672, Pages 1372 – 1381, 18 April 2009

Dr. Walter La Gatta
Clinica della Timidezza

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Jason Kuffer, Flickr

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona, a Fabriano e Terni. Possibili anche consulenze via Skype. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

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