Conoscere il suicidio per prevenirlo

Conoscere il rischio di suicidio per prevenirlo

Terapie online Dr. Walter La GattaDr. Walter La Gatta - Tel. 348 3314908
Psicoterapeuta Sessuologo
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Ultimo Aggiornamento: Nov 7, 2022 @ 20:12

Perché si decide di suicidarsi?

Il suicidio è un tentativo disperato di sfuggire a una sofferenza diventata insopportabile. Accecata da sentimenti di disprezzo di sé, disperazione e isolamento, una persona può non vedere alcun modo per trovare sollievo, se non attraverso la morte. In ogni caso, nonostante il desiderio che il dolore finisca, la maggior parte delle persone che decidono di suicidarsi sono profondamente in conflitto rispetto all’idea di porre fine alla propria vita. Essi desidererebbero che ci fosse un’alternativa al suicidio, ma non riescono a vederne una. (Ecco perché è fondamentale chiedere aiuto!)

Quali soggetti sono più esposti al suicidio?

Gli uomini che hanno provato anche in passato a farsi del male, usano psicofarmaci, hanno dipendenza da alcol e droghe, fumano.

Quali soggetti sono più a rischio nelle professioni?

Nelle professioni, particolarmente a rischio sono i medici (in particolare le donne-medico), i veterinari, le infermiere, i dentisti e gli agricoltori, per il fatto che queste categorie hanno più facile accesso ai farmaci che possono essere utilizzati per il suicidio.

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Quante persone muoiono ogni anno di suicidio?

Si stima che ogni anno muoiano per suicidio un milione di persone, uno ogni 40 secondi. Il suicidio riguarda l’1,5% delle persone che muoiono nel mondo ed è la decima causa di morte.

In quali Paesi del mondo i livelli di suicidio sono i più elevati?

In Europa i livelli di suicidio sono più elevati nei Paesi più nordici. Un similare effetto-latitudine è stato riscontrato anche in Giappone, il che suggerisce che l’esposizione al sole potrebbe avere un suo ruolo di influenza. Si è visto tuttavia che Paesi che condividono la stessa latitudine, come Regno Unito e Ungheria hanno differenti livelli di suicidio. In Europa ci si suicida in particolar modo nei Paesi dell’Est; più del 30% dei suicidi del mondo avviene in Cina, dove il 3,6% delle morti sono dovute al suicidio.

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Ci sono differenze di genere?

Nei paesi sviluppati il tasso di suicidio riguardo al genere sessuale è da due a quattro uomini ogni donna che decide di togliersi la vita. Nei paesi asiatici questa differenza di genere è più attenuata ed in Cina è addirittura ribaltata, dal momento che sono più donne che uomini a prendere questa decisione ultimativa della loro vita.

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A quali età si corrono maggiori rischi?

A suicidarsi, in tutti i Paesi del mondo, sono più gli anziani, ma negli ultimi cinquanta anni sempre più giovani sono interessati al problema, specialmente fra gli uomini.

In quale periodo dell’anno si osserva una maggiore frequenza?

Il picco dei suicidi avviene in primavera o nel primo periodo dell’estate: in questo periodo il rischio riguarda in particolare le donne.

Quali gruppi etnici sono più a rischio?

Gli americani di origine europea hanno un tasso di suicidio più elevato degli americani di origine ispanica o africana, anche se questa differenza si sta riducendo, visto l’aumentare dei suicidi fra i giovani neri. Le popolazioni native, come gli aborigeni in Australia e gli americani non immigrati hanno un tasso più elevato di sucidi, forse a causa della loro marginalizzazione sociale e culturale e del più alto consumo di alcol.

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Quale condizione lavorativa rappresenta maggiori rischi?

Si suicidano di più i disoccupati che gli occupati (ma c’è da precisare che le persone che soffrono di malattie mentali sono spesso disoccupate).

Quali mezzi vengono maggiormente utilizzati?

In genere gli uomini usano mezzi violenti per suicidarsi (es, impiccagione o armi da fuoco), le donne usano mezzi meno violenti (avvelenamento). Ci si suicida in diversi modi anche a seconda del Paese in cui si vive: ad esempio nell’Asia del Sud ci si spara, così come in America, grazie alla facile disponibilità di armi in casa. Nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo si usano i pesticidi.

Le persone che si uccidono hanno, in maggioranza, patologie psicologiche?

Si. Circa il 90% delle persone che si uccidono hanno problemi mentali. La depressione aumenta il rischio di suicidio di 15 o 20 volte e circa il 4% delle persone depresse muore a causa del suicidio.

Tutte le persone che si suicidano hanno la diagnosi di un disturbo mentale?

Assolutamente no. Le persone che si suicidano possono essere sconvolte, addolorate, depresse o disperate, ma l’estrema angoscia e il dolore psicologico non sono necessariamente segni di malattia mentale.

Quali sono i predittori clinici del rischio?

Possono essere predittori clinici del rischio di suicidio l’autolesionismo, la depressione. Circa il 10-15% dei pazienti che soffrono di disturbo bipolare muoiono per suicidio, in particolare all’inizio della malattia e il 5% dei malati di schizofrenia.

 

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Quali fattori aumentano il rischio di suicidio?

Aumentano il rischio l’abuso di alcol, l’anoressia, il disturbo da deficit di attenzione, il disturbo da dismorfofobia (in particolare le donne che si sono sottoposte ad un intervento di ingrandimento del seno).

Quali caratteristiche fisiche fanno correre maggiori rischi?

Le persone con un più alto indice di massa corporea corrono minori rischi di suicidio, sebbene soffrano spesso di depressione. Le malattie fisiche che spingono a togliersi la vita sono anzitutto il cancro, poi l’HIV/AIDS, la sclerosi multipla, l’epilessia.

Quali sono i disturbi psicologici che si rivelano particolarmente influenti nella decisione estrema?

Dal punto di vista psicologico sono particolarmente a rischio le persone abusate sessualmente durante l’infanzia o chi ha vissuto uno stress particolarmente grave come disastri naturali. Sorprendentemente, anche la morte di una persona celebre induce al suicidio. Dopo la morte della Principessa Diana, ad esempio, il tasso dei suicidi è aumentato del 17%, soprattutto fra le donne della sua età.

La guerra aumenta il rischio di suicidio?

No. Durante la guerra ci si uccide di meno, forse grazia alla speciale coesione sociale che si crea nella comunità.

Internet può essere un pericolo?

Si. I siti ed i media in generale che parlano di comportamenti suicidari possono influenzare la decisione di alcune persone.

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La familiarità quanto è importante?

Molto. Precedenti casi di suicidio in famiglia raddoppiano il rischio, specialmente nelle ragazze e nelle donne.

Chi decide si suicidarsi non chiede mai aiuto?

Falso. Molte persone cercano di ottenere aiuto prima di tentare il suicidio. In effetti, gli studi indicano che oltre il 50 per cento delle vittime di suicidio aveva cercato assistenza medica nei sei mesi precedenti la morte.

Chi ha un familiare a rischio cosa dovrebbe fare?

Dovrebbe essere molto attento a valutare ogni piccolo cambiamento nei comportamenti, richiedendo se necessario anche l’ospedalizzazione o l’assunzione di psicofarmaci, come il litio, che sembra aver ridotto il tasso di suicidi del 60%.
Può essere importante anche togliere di mezzo qualsiasi strumento che possa essere utilizzato per togliersi la vita. Molto importanti sono i corsi scolastici volti ad insegnare ai giovani una cultura del benessere, così come un efficace controllo sui media, quando riportano casi di suicidio.

Quali sono i segnali più a rischio di cui tener conto?

Ecco qualche segnale che dovrebbe far scattare un campanello d’allarme:

  • Parlare di suicidio – Qualsiasi discorso sul suicidio, sulla morte o sull’autolesionismo, come “Vorrei non essere nato”, “Se ti rivedrò …” e “Starei meglio se ossi morto”.
  • Ricerca di mezzi letali – Cercare l’accesso a pistole, pillole, coltelli o altri oggetti che potrebbero essere utilizzati in un tentativo di suicidio.
  • Preoccupazione per la morte : Attenzione insolita alla morte o alla violenza. Scrivere poesie o storie sulla morte.
  • Nessuna speranza per il futuro – Sentimenti di impotenza, disperazione e sensazione di essere intrappolati (“Non c’è via d’uscita”). Credenza che le cose non miglioreranno o non cambieranno mai.
  • Disprezzo per se stessi, odio per se stessi : sentimenti di inutilità, colpa, vergogna e odio per se stessi. Sentirsi come un peso (“Tutti starebbero meglio senza di me”).
  • Mettere ordine negli affari – Fare testamento. Regalare beni preziosi. Prendere accordi per i membri della famiglia.
  • Saluti : Visite o chiamate insolite o inaspettate a familiari e amici. Dire addio alle persone come se non le si vedessero più.
  • Ritiro dagli altri – Ritiro da amici e familiari. Isolamento sociale crescente. Desiderio di essere lasciati soli.
  • Comportamento autodistruttivo : aumento dell’uso di alcol o droghe, guida spericolata, sesso non sicuro. Assumere rischi inutili come se si avesse un “desiderio di morte”.
  • Improvviso senso di calma – Un improvviso senso di calma e felicità dopo essere stati estremamente depressi potrebbe significare che la persona ha preso la decisione di tentare il suicidio.

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Fonte principale consultata: “Suicide”Prof Keith Hawton DSc, Prof Kees van Heeringen PhD The Lancet, Volume 373, Issue 9672, Pages 1372 – 1381, 18 April 2009

Dr. Walter La Gatta

 

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Immagine:
Foto di Ulrike Mai da Pixabay

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