Kava: una speranza per il trattamento farmacologico dell’ansia?

Kava: una speranza per il trattamento farmacologico dell’ansia?


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La kava è una pianta il cui nome scientifico è Piper methysticum. Il termine piper deriva dal latino e significa pepe, mentre methysticum proviene dal greco e significa intossicante. Il nome comune “kava” è utilizzato dalle popolazioni del Pacifico del Sud e indica sia la pianta sia la bevanda ottenuta dalle sue radici, analogamente a quanto avviene con il tè.

Cerchiamo di saperne di più.

Dr. Walter La Gatta

 

Dove viene tradizionalmente consumata?

La kava è consumata da secoli nelle isole della Polinesia, incluse le Hawaii, in Melanesia, Micronesia e in alcune aree dell’Australia. Nelle culture del Pacifico la bevanda a base di radice di kava ha un ruolo sociale e rituale. Tradizionalmente le radici venivano masticate oppure pestate fino a ottenere una polpa, poi mescolata con acqua per produrre una bevanda dall’effetto rilassante.

Quali sono le proprietà farmacologiche attribuite alla kava?

La parte utilizzata è la radice, che contiene composti attivi chiamati kavalattoni o kavalactoni. Queste sostanze esercitano effetti sul sistema nervoso centrale. Sono state descritte proprietà sedative, ansiolitiche, miorilassanti e lievemente analgesiche. Alcuni studi suggeriscono un’interazione con il sistema GABAergico, simile a quella delle benzodiazepine, e una modulazione dei circuiti dopaminergici.

Gli effetti soggettivi riportati includono rilassamento, lieve euforia e riduzione della tensione muscolare. A differenza dell’alcol, molte persone riferiscono di mantenere una certa lucidità mentale. Tuttavia l’analogia con l’alcol riguarda il meccanismo depressivo sul sistema nervoso centrale. Gli esperti in genere raccomandano di non superare i 250 mg al giorno di kavalattoni, anche se non esiste un consenso univoco sulla dose sicura.

Dr. Walter La Gatta

Esistono evidenze scientifiche sulla sua efficacia?

Le ricerche disponibili offrono risultati contrastanti. Una revisione sistematica del 2018 con meta-analisi di 12 studi ha concluso che le prove, pur promettenti, non sono sufficienti per confermare con certezza l’efficacia della kava nel trattamento del disturbo d’ansia generalizzato.

Una revisione del 2015 con meta-analisi sui rimedi erboristici per l’insonnia ha rilevato che la kava non mostrava un vantaggio statisticamente significativo rispetto al placebo.

Alcune revisioni precedenti, tra cui una valutazione di 11 studi su ansia, insonnia e irrequietezza, hanno evidenziato che sette studi riportavano effetti positivi, mentre quattro non mostravano differenze rispetto al placebo. Nel complesso, la letteratura suggerisce un potenziale ansiolitico, ma con evidenze non definitive e con limiti metodologici.

In quali forme viene commercializzata?

La kava è disponibile in capsule, compresse, estratti liquidi, tisane, bevande pronte e prodotti definiti “antistress”. Negli Stati Uniti sono diffusi i cosiddetti kava bar, locali che servono bevande a base di kava come alternativa all’alcol.

Quali sono gli effetti immediati?

Un effetto caratteristico è l’intorpidimento temporaneo delle labbra e della lingua dopo l’assunzione della bevanda, dovuto all’azione locale dei kavalattoni. Possono inoltre comparire rilassamento, sonnolenza e lieve riduzione dell’ansia.

È un prodotto sicuro?

La sicurezza della kava è oggetto di dibattito. Diversi Paesi, tra cui Francia, Svizzera, Canada e Regno Unito, ne hanno vietato o limitato la commercializzazione in passato a causa di segnalazioni di epatotossicità. Negli Stati Uniti la Food and Drug Administration ha emesso un avviso sui possibili danni epatici associati al consumo di kava.

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Quali effetti collaterali sono stati documentati?

Sono stati riportati casi di epatite, cirrosi e insufficienza epatica, eventi rari ma potenzialmente gravi. In casi estremamente rari si è reso necessario il trapianto di fegato. Non è ancora del tutto chiaro se il rischio dipenda esclusivamente dalla radice o dall’uso di altre parti della pianta, come foglie e steli, oppure da interazioni con farmaci, alcol, sovradosaggio o prodotti adulterati.

Altri effetti indesiderati descritti includono mal di testa, sonnolenza, alterazioni della coordinazione, nausea, diarrea, vertigini, eruzioni cutanee, tremori, visione offuscata, febbre, aumento di peso e sintomi depressivi.

Può causare dipendenza?

L’uso ripetuto può portare a un pattern problematico in alcune persone. Sono stati descritti comportamenti compatibili con una dipendenza psicologica, come il desiderio persistente di assumere la sostanza, l’aumento progressivo delle dosi, la difficoltà a interromperne l’uso e il mantenimento del consumo nonostante conseguenze negative. In contesti come i kava bar, l’uso può diventare parte integrante della routine sociale.

Dr. Walter La Gatta

Qual è la situazione normativa in Italia?

In Italia il possesso di kava non è reato, ma nel 2002 è stata vietata la vendita di prodotti contenenti kava con un decreto del Ministero della Salute. Lo stesso provvedimento ha vietato la commercializzazione di prodotti omeopatici contenenti kava con diluizioni inferiori a 5C.

Il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco non fornisce una scheda specifica sulla kava, ma richiama un articolo pubblicato nel 2007 su Repubblica che citava un lavoro apparso sul British Journal of Clinical Pharmacology, nel quale non veniva esclusa una possibile tossicità epatica della sostanza.

La kava potrebbe essere utilizzata in futuro come farmaco ansiolitico?

La kava è stata identificata come possibile candidato per lo sviluppo di nuovi trattamenti per l’ansia. Tuttavia, prima di un eventuale impiego farmacologico, sono necessari studi clinici di maggiore qualità metodologica, con campioni più ampi e controlli rigorosi sulla sicurezza.

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Fonti:

Kava Effective In Treating Anxiety Disorders, Medical Daily

https://health.usnews.com/health-news/blogs/eat-run/articles/can-kava-ease-anxiety
https://www.addictioncenter.com/drugs/over-the-counter-drugs/kava-addiction-abuse/
Il Post, sapete cosa è la Kava?

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