Problemi psicologici del disoccupato

disoccupato

La ricerca ha dimostrato che i disoccupati soffrono di maggiori problemi di salute rispetto a persone del tutto simili a loro, ma che hanno un lavoro. La salute viene compromessa dal punto di vista psicologico (Paul e Moser, 2009; Eriksson et al, 2010; Blau et al, 2013; Breslin e Breslin, 2013), fisico  (McKee-Ryan et al, 2005) e psicosomatico (Linn et al., 1985.; Rantakeisu et al., 1997). I problemi psicologici riguardano soprattutto l’ansia e la depressione, quelli fisici una serie di sintomi percepiti sul corpo, soprattutto di origine psicosomatica, come mal di testa, mal di stomaco e disturbi del sonno.

Lo stress vissuto dal disoccupato riguarda anzitutto i problemi finanziari (Breslin e Breslin, 2013) anche a seguito della perdita del reddito (Eriksson et al., 2010), ma ciò che produce maggiori difficoltà è la privazione delle funzioni legate all’occupazione: organizzazione del tempo, contatto sociale, sensazione di essere utili alla collettività, status sociale, attività svolta, ecc. (Jahoda, 1982;  Creed e McIntyre, 2001).

La disoccupazione è dunque un evento stressante di per sé (Linn et al, 1985; McKee-Ryan et al, 2005; Eriksson et al., 2010), ma ad esso si deve aggiungere l’effetto dello stigma sociale, che grava pesantemente sulle persone disoccupate. Lo stigma sociale potrebbe essere altrimenti definito come la svalutazione sociale di una persona (o di un gruppo di persone), sulla base di alcune caratteristiche (Goffman, 1963): in questo caso, lo stato di disoccupazione. Ci si sente percepiti come diversi e discriminati, perché la propria persona viene associata con uno stereotipo negativo  (Link e Phelan, 2006).

Tutti gli individui costruiscono il concetto di sé sommando le loro diverse identità sociali: queste identità dipendono in gran parte da scelte volontarie (ad esempio, la scelta di fare il ricercatore, l’operaio, la sarta, ecc.), mentre altre sono involontarie e derivano dalle condizioni di nascita (ad esempio, essere nati donne o uomini). A tutte queste identità sociali, la perdita del lavoro impone di aggiungere anche quella di “disoccupato”. Si tratta di una identità sociale assolutamente indesiderata, ma che si è costretti ad aggiungere alle varie caratteristiche che definiscono il proprio sé, il che può essere motivo di grande sofferenza e di crisi di identità.

Vi sono inoltre evidenze scientifiche che mostrano come i datori di lavoro evitino di assumere persone disoccupate, a causa dell’ ‘effetto stigma’: questa tendenza è dovuta al fatto che si è facilmente portati a pensare che lo stato di disoccupazione possa essere dovuto non solo, ma anche a carenze personali (Oberholzer-Gee, 2008; Biewen e Steffes, 2010; Contini e Richiardi, 2012).

Lo stigma sociale dunque è un fattore di stress che ha un notevole impatto sullo stato di benessere generale, in particolare per quanto riguarda l’ansia e la depressione (Markowitz, 1998; Meyer, 2003 , Link e Phelan, 2006;. Cluver et al, 2008; Quinn e Chaudoir, 2009; Quinn et al, 2014), il disturbo post-traumatico da stress (Katz e Nevid 2005;. Cluver et al, 2008), la ridotta qualità della vita (Earnshaw e Quinn, 2011;. Earnshaw et al, 2011), la ridotta autostima (Chaudoir e Quinn, 2010), lo stato dell’umore negativo (Hatzenbuehler et al, 2009) la cattiva salute fisica, con aumento dei sintomi di malattia, come dolori al petto, nausea, tosse (Quinn e Chaudoir, 2009).

Il problema dunque è che nella disoccupazione si sommano vari stress. Posto che lo stato di disoccupazione è già, di per sé, un elemento di stress (Linn et al., 1985; Wanberg, 2012), lo stigma sociale percepito su di sé aumenta le sensazioni di malessere (Link and Phelan, 2006). In particolare, sapere che gli altri si facciano un’idea sbagliata sul proprio conto o che giudichino la propria condizione di disoccupazione come espressione di problemi personali porta al ritiro sociale e all’isolamento, il che è, naturalmente, un ulteriore fattore di stress (Markowitz, 1998).

Dr. Walter La Gatta

Fonte:
O’Donnell, A. T., Corrigan, F., & Gallagher, S. (2015). The impact of anticipated stigma on psychological and physical health problems in the unemployed group. Frontiers in Psychology, 6, 1263. http://doi.org/10.3389/fpsyg.2015.01263

Immagine:
Flickr

 

Autore:

Dr. Walter La Gatta
Si occupa di:

. Psicoterapie individuali e di coppia
. Sessuologia (Terapeuta del Centro Italiano di Sessuologia)
. Tecniche di Rilassamento e Ipnosi
. Disturbi d’ansia, Timidezza e Fobie sociali.

E' responsabile del sito
www.clinicadellatimidezza.it


Riceve ad Ancona e Terni. Per appuntamenti: 348 – 331 4908

Contatti e Consulenza con il Dr. Walter La Gatta: qui

Biografia completa del Dr. Walter La Gatta: qui

Leave a Comment