In presenza: Civitanova Marche, Fabriano, Ancona, Milano
Quale è la differenza fra timidezza e introversione?
La timidezza è la paura delle situazioni sociali e del giudizio critico di altre persone. L’introversione differisce dalla timidezza in quanto esprime una preferenza nel trascorrere il tempo da soli, anziché con altre persone. Le persone introverse di solito provano un profondo senso di stanchezza quando sono obbligate a trascorrere molto tempo in compagnia di altri, specialmente se l’ambiente è rumoroso.
Perché i timidi non riescono ad essere socievoli?
I bambini timidi in genere vorrebbero essere più socievoli, ma nelle situazioni sociali non riescono ad adottare il comportamento giusto (oppure pensano di non riuscirvi). Per questo motivo diventano goffi e ansiosi, e temono il giudizio degli altri. Non è così per gli introversi, che hanno solo interessi più tranquilli dei loro coetanei più estroversi.
Può esservi anche un introverso timido?
Certamente, e questo complica ulteriormente le cose, perché un genitore in questo caso potrebbe non capire quale atteggiamento sia meglio tenere.
Perché gli introversi dovrebbero essere spinti ad essere un po’ più socievoli?
Perché il comportamento estroverso è in genere un comportamento socialmente vincente. Gli introversi spesso appaiono come persone eccentriche, “fuori dalla norma”, il che può essere positivo se il bambino pratica da solo degli hobbies per i quali poi viene ammirato in pubblico (es. dipingere, suonare la chitarra, ecc.), ma non basta essere ammirati, occorre anche sapersi relazionare e stabilire alleanze. Vivere da asociali è molto più difficile e dunque è un comportamento che va in alcuni casi tollerato, ma mai incoraggiato.
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Cosa caratterizza il comportamento asociale?
Ciò che caratterizza il comportamento asociale è la combinazione fra uno scarso desiderio di socialità e un altrettanto scarso desiderio di evitamento delle situazioni sociali. Gli introversi non si curano di evitare le situazioni sociali, ma sono spesso disinteressati a voler stabilire e a mantenere rapporti con gli altri.
A differenza dei bambini timidi, che possono inibire i loro comportamenti sociali, i bambini asociali possono essere in grado di interagire con gli altri in modo appropriato, se si sentono motivati a farlo.
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Quali sono i classici comportamenti del timido?
Il bambino timido (ma anche l’adolescente timido) mostra dei comportamenti particolari che si possono sintetizzare in: solitudine, ansia, sintomi depressivi, difficoltà relazionali, scarso rendimento scolastico o fobie scolari.
Ci sono differenze di genere fra i bambini timidi?
La timidezza è spesso meno accettabile se riferita ad un soggetto di sesso maschile, perché questo viola la norma sociale che vuole il maschio come un soggetto assertivo e dominante. In effetti, le ricerche hanno dimostrato che i bambini timidi di sesso maschile vengono esclusi dal gruppo dei pari più spesso delle coetanee timide (Coplan et al., 2004; Spangler & Gazelle, 2009; Stevenson-Hinde & Glover, 1996).
Perché l’introverso ha meno disagi del timido?
Il bambino introverso ha meno disagi rispetto al timido perché la non socievolezza e la solitudine non gli procurano sofferenza: la solitudine non è avvertita come un problema e non si assiste alla tipica internalizzazione dei problemi del timido, che avviene già nella prima infanzia (o negli anni immediatamente successivi).
I bambini introversi (o asociali) dunque non avranno problemi di inserimento sociale, una volta diventati adulti?
Dipende dal livello di disinteresse sociale; se è massimo, nel lungo periodo può dare ugualmente dei problemi (come accade per la timidezza, ma per diverse ragioni).
Come si dovrebbe comportare un genitore con un figlio timido o introverso?
La prima cosa è senz’altro quella di empatizzare con le fobie del bambino o con la sua introversione: per i bambini sentirsi compresi è sempre un buon punto di partenza per impegnarsi verso qualche cambiamento. Empatizzare, ovviamente, non significa giustificare le fobie sociali dei bambini timidi o l’asocialità degli introversi.
Riconoscere che si provano delle difficoltà nello stare con gli altri non significa incoraggiare la timidezza o l’introversione. E’ importante mostrare empatia verso i figli, perché farli sentire accettati ed amati, indipendentemente dalla timidezza o dalla introversione, non è solo una dimostrazione d’affetto, ma può addirittura avere un effetto terapeutico.
Ovviamente, in entrambi i casi, l’obiettivo finale dovrà essere quello di aiutare i figli ad intrattenere buone relazioni sociali e un maggiore controllo sulle loro paure (timidi) o il loro bisogno di essere soli (introversi).
Dr. Giuliana Proietti
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Psicoterapeuta Sessuologa
● Attività professionale online
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● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.
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