La cleptomania, o la mania di rubare

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Cosa significa “cleptomania”?

La parola ‘cleptomania’ ha la sua radice nella parola greca kléptes (ladro) e significa letteralmente ‘mania di rubare’ Consiste nell’impossibilità di resistere all’impulso di rubare oggetti di cui non si ha bisogno, che non rappresentano un valore per l’uso personale, da cui non si può trarre alcun vantaggio economico.

La cleptomania è diversa dal semplice rubare?

Assolutamente si. Il cleptomane non si comporta in modo programmato e non è motivato dal bisogno dell’oggetto rubato.

Come viene considerata, in termini psicopatologici, la cleptomania?

La cleptomania è considerata un disturbo del controllo degli impulsi.

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Quali sono i sintomi più frequenti?

I sintomi della cleptomania possono riguardare:

  • Incapacità di resistere a potenti impulsi per rubare oggetti che non servono e spesso di scarso valore;
  • Il furto è preceduto da eccitazione, tensione, ansia;
  • Durante il furto si prova una sensazione di piacere, di sollievo o gratificazione;
  • Dopo il furto si provano sensi di colpa, rimorso, odio per se stessi, vergogna o paura dell’arresto;
  • Dopo il furto tornano gli stimoli e si ripete il ciclo della cleptomania

Quali sono le caratteristiche tipiche del cleptomane?

A differenza dei taccheggiatori tipici,  i cleptomani non rubano compulsivamente per guadagno personale, per vendetta o per ribellione: rubano semplicemente perché la spinta a rubare è così potente da non poter resistere. Gli episodi di cleptomania si verificano generalmente senza pianificazione e senza l’aiuto o la collaborazione di un’altra persona.

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Dove ruba il cleptomane?

La maggior parte delle persone con cleptomania ruba in luoghi pubblici, come negozi e supermercati. Alcuni possono rubare ad amici o conoscenti, come ad una festa.

Quali oggetti si rubano?

In genere gli oggetti rubati non hanno valore per la persona con cleptomania, e la persona potrebbe permettersi di comprarli.

Che fine fanno gli oggetti rubati?

Gli oggetti rubati sono di solito nascosti, mai usati. Gli oggetti possono anche essere donati, regalati a familiari o amici, o anche segretamente restituiti nel luogo dove sono stati rubati.

La cleptomania è ciclica o costante?

Le sollecitazioni a rubare possono andare e venire o possono verificarsi con maggiore o minore intensità nel corso del tempo.

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Quali sono le cause di questa malattia?

Non sono note. Alcune teorie affermano che alla base della cleptomania vi siano problemi nel funzionamento cerebrale, in particolare bassi livelli di serotonina, che portano a comportamenti impulsivi.

Quanto è diffusa la cleptomania?

Leggi anche:  Consapevolezza della malattia: perché è importante

Si tratta di una malattia rara.

Quando iniziano i primi sintomi?

In genere durante gli anni dell’adolescenza o in età adulta, ma possono iniziare anche in età adulta o successivamente. Circa i due terzi delle persone con cleptomania che sono ricorse alle cure del medico sono donne.

Ci sono dei fattori predisponenti?

Si. Anzitutto la familiarità (avere un parente di grado, come un genitore o un fratello, con cleptomania, disturbo ossessivo-compulsivo o dipendenza da alcool o altre sostanze) può aumentare il rischio di cleptomania.
Avere un’altra malattia mentale può essere un altro fattore predisponente. Le persone con cleptomania hanno spesso un’altra malattia mentale, come disturbo bipolare, disturbo d’ansia, disturbi alimentari, disturbo da uso di sostanze o disturbi di personalità.

Come evolve la malattia?

Se non trattata, la cleptomania può causare gravi problemi psicologici, familiari, lavorativi, legali e economici. Ad esempio, l’incapacità di resistere all’impulso può far vivere sensi di colpa, vergogna, umiliazione o portare a problemi con la giustizia.

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E’ corretto pensare alla cleptomania come ad una ossessione?

Si. La cleptomania può essere considerata una forma ossessiva del pensiero, in quanto l’idea di realizzare il furto invade continuamente la mente, impedendo, con la sua ideazione fissa, qualsiasi altro tipo di attività mentale. Lo stimolo a rubare è completamente estraneo alla volontà della persona: un’idea così detta ‘parassitaria’, che prende il sopravvento sulla volontà.

Quali terapie sono più adatte per questo disturbo?

L’obiettivo è stabilizzare il tono dell’umore del paziente, il che si può ottenere a seconda dei casi, attraverso la psicoterapia, la somministrazione di farmaci o utilizzando entrambi gli strumenti terapeutici. La terapia familiare è in genere consigliata, in quanto il disturbo può avere effetti sull’intero nucleo familiare.

Dr. Giuliana Proietti

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